Cinema e Serie TV

Cruel Summer, la recensione della serie su Amazon Prime Video

Il nuovo teen drama dal titolo Cruel Summer è finalmente approdato con tutti e dieci gli episodi su Amazon Prime Video! Creata da Bert V. Royal, lo show dai toni cupi e misteriosi vede come produttori esecutivi Jessica Biel e Max Winkler.

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Avevamo visto per voi le prime tre puntate (qui trovate la nostra recensione in anteprima), ma il resto della serie si è rivelato all’altezza delle aspettative create?

Un piccolo recap di trama

Cruel Summer è un teen drama che sfocia appieno nella categoria thriller. Ambientata nell’immaginaria cittadina di Skylin in Texas, segue gli avvenimenti che vedono come protagoniste Jeanette Turner (Chiara Aurelia) e Kate Wallis (Olivia Holt), alternando e mostrando i paralleli nel corso di tre anni differenti, tra il 1993 e il 1995. In particolar modo, si concentra sui due diversi punti di vista dello stesso tragico episodio di rapimento che ha come vittima l’amabile e popolare Kate.

Le diversità tra le due adolescenti vengono messe ben in chiaro fin dal primo episodio, gettando subito le basi della dinamica tra Kate e Jeanette. La prima è la classica ragazza del sogno americano, bella, gentile e amata da chiunque. La seconda invece, si posiziona totalmente all’opposto rispetto a lei, rappresentando quasi il cliché della tipica ragazzina introversa con gli occhiali, che passa spesso inosservata e che non cura poi troppo il proprio aspetto.

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Tuttavia, questa dinamica sembra cambiare nel corso dei tre anni raccontati, facendo dei parallelismi dei vari giorni che le ragazze affrontano ma a un anno di distanza tra loro. Senza spoilerare niente, Cruel Summer racconta come gli avvenimenti affliggono e vengono affrontati dalle due protagoniste, con i vari cambiamenti che ne conseguono, sia a livello fisico che a livello psicologico. Facendo credere tutto ed il contrario di tutto, questo teen drama è deciso a svelarci ogni minimo e scabroso dettaglio che Jeanette e Kate cercano di nascondere a tutti i costi.

Le peculiarità di Cruel Summer

La prima cosa che salta all’occhio di Cruel Summer, è indubbiamente il modo in cui gli autori hanno deciso di raccontare la storia. Spaziando su tre anni consecutivi, sarebbe stato difficile riuscire a collocare ogni scena nel giusto periodo senza un’infografica ad aiutare gli spettatori. Oltre a un cambio fisico delle protagoniste, l’espediente tecnico trovato è decisamente ben riuscito e fa collocare immediatamente gli avvenimenti nella linea temporale giusta. Lo spettatore riesce quindi a distinguere le varie annate grazie alla color impiegata, cioè il trattamento che viene dato ad un video una volta montato.

Il 1993 rimane l’anno più colorato, dai toni molto vivaci e limpidi, quasi a voler rimarcare la spensieratezza che caratterizzava le ragazze in questo periodo. Di conseguenza, i due anni successivi sono via via più desaturati, fino ad arrivare al 1995 che rasenta il bianco e nero, sottraendo quasi tutto il colore. Il contrasto in questo anno finisce con l’avere il punto di nero molto basso, rendendo alquanto difficile decifrare le zone più scure e togliendo quasi del tutto il passaggio graduale tra luce e ombra.

Questi espedienti però, risultano a volte un po’ troppo repentini e senza un effettivo stacco risulta leggermente difficile leggere la differenza tra i primi due anni. È solo grazie ai cambiamenti fisici più evidenti di Jeanette e Kate che siamo in grado di identificare il periodo, come ad esempio il taglio di capelli o il modo di vestire. E proprio questo punto merita una menzione speciale perché, per quanto moderna possa essere, Cruel Summer non è una serie contemporanea ed il reparto costumi riesce a farci fare un tuffo in un passato non troppo lontano. La nostalgia dei millennial dei primi anni ’80 è indubbiamente giustificata e alimentata oltremodo anche dalle canzoni che hanno accompagnato le due adolescenti durante Cruel Summer.

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I temi affrontati

Cruel Summer può essere paragonata in un certo senso a 13 Reasons Why, per tutti gli argomenti che riesce ad affrontare. Tuttavia, lo fa in modo diverso e quasi più maturo, ben sottolineando la mentalità che ancora caratterizzava gli anni ’90. Con Kate viene approfondita la dinamica tra gli adolescenti e le figure di riferimento che li circondano, che siano i genitori o i professori, entrando soprattutto nei rapporti di fiducia sbilanciati che si vengono a creare. Con Jeanette invece viene esplorata più la sfera personale dei ragazzi, i cambiamenti che li travolgono generalmente a quell’età e la crescita che sembra così repentina e troppo veloce ai genitori.

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Anche se Cruel Summer si può considerare un classico teen drama, affronta forse uno dei temi peggiori e decisamente attuali, specie se collegato a vicende come quelle che vedono coinvolte le due protagoniste. La serie parla dei social media e del ruolo che hanno nell’influire sulla percezione delle persone coinvolte in determinate situazioni.

Sfortunatamente, nonostante nella serie vengano condannati l’uso e l’abuso di questi mezzi in correlazione a casi giudiziari, non gli viene forse dato lo spazio necessario per ampliare la discussione sulle conseguenze che hanno sui protagonisti. Possiamo indubbiamente vedere gli effetti che questo “tribunale mediatico” ha su Jeanette, ma non viene trattato molto l’impatto psicologico che ne consegue.

In conclusione

Cruel Summer, nonostante qualche piccolo intoppo a livello tecnico e narrativo, è quindi un teen drama adatto anche ad una generazione un po’ più cresciuta, risultando in grado di appassionare anche un pubblico più maturo. Ed è proprio grazie al successo che ha già riscosso a livello internazionale che è stata rinnovata per una seconda stagione.

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A tutti gli effetti, Cruel Summer potrebbe essere una miniserie completa senza alcun bisogno di ampliare l’arco narrativo, ma non avendo ancora notizie in merito, possiamo solo consigliarvi di immergervi a Skylin e scoprire gli oscuri segreti che due innocenti adolescenti sembrano voler nascondere a tutti i costi…