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Dune – Tra le Sabbie del Mito, recensione


Dune – Tra le Sabbie del Mito
Genere
Fantascienza
Autore
Filippo Rossi
Editore
NPE

Disponibile dal 25 febbraio, Dune – Tra le sabbie del Mito è un saggio capace di raccontare un’opera senza tempo, dalla sua genesi ai giorni nostri, fino a suggerire ciò che ci attende nel prossimo futuro col nuovo film diretto da Denis Villenueve. Prima ancora di essere un accurato e attento approfondimento su tutto ciò che rappresenta l’universo immaginato da Frank Herbert, il libro di Filippo Rossi è un maxi compendio sia rivolto agli appassionati, sia a tutti coloro che desiderano avere una buona conoscenza su Dune e su tutto ciò che di collaterale è stato in grado di generare.

Dune – Tra le Sabbie del Mito, da idea a leggenda immortale

In un excursus lungo circa seicento pagine, Dune – Tra le Sabbie del Mito narra con dovizia di particolari un’opera dall’importanza capitale per il genere di appartenenza. Lo fa per passi ordinati, dando allo scritto una struttura molto didascalica e legata agli eventi cronologici, pur non dimenticando di offrire diversi interessanti spunti e aneddoti capaci di dare più corpo alla narrazione. Quando nella prefazione Silvio Sosio afferma che “Dune rappresenta, in un certo senso, la fine dell’infanzia della fantascienza“, non v’è dubbio alcuno che dica il vero. Il libro sottolinea come la saga sia un forte elemento di rottura con ciò che era stato prodotto fino a quel momento, dimostrando al contempo di possedere grande consapevolezza del proprio potenziale e introducendo di fatto dei canoni di fondamentale importanza. 

D’altra parte, Dune non può che essere genitore delle grandi narrazioni della fantascienza che, nella letteratura e nel cinema, domineranno la cultura popolare fino alla fine del ventesimo secolo e oltre. Si tratta di un’opera capace di condensare culture, tradizioni e concetti a noi noti e vicini. Curiosamente, Frank Herbert affermò che durante il processo creativo non pensava né al successo né al fallimento del libro, ma solo alla scrittura in sé. L’esemplificazione di tutto ciò è questa sua dichiarazione:

Sei anni di ricerche teoriche hanno preceduto il momento pratico della sintesi alla macchina da scrivere. La sistemazione di ogni filo delle tante trame interconnesse e sovrapposte mi ha richiesto un grado di concentrazione mai provato prima. Non avevo spazio nella mente per nient’altro se non la gestione dei molti piani narrativi che avevo deciso“.

In Dune – Tra le Sabbie del Mito troverete una grande aderenza con la realtà dei fatti che ruotano attorno alla saga, ma anche alcune considerazione personali dell’autore. Ci sentiamo di essere d’accordo con lui quando afferma che “Tutto il ciclo di Dune di Frank Herbert è un diadema magnifico la cui perla più raffinata è il primo romanzo dei sei classici“. Concordiamo anche con la sintesi brutale ma realistica che viene fatta su chi ne ha raccolto l’eredità: “L’universo editoriale espanso dal figlio Brian è piuttosto mediocre nella sua forma letteraria“. Siamo un po’ meno allineati al suo pensiero quando viene affermato che il lavoro globale sul prosieguo sia “Pazzesco nei contenuti, dalle potenzialità ancora tutte da esplorare e da sfruttare“.

Il valore dell’espansione della saga

Tuttavia condividiamo parzialmente l’entusiasmo di Filippo Rossi, perché quei libri esplorano periodi di tempo accennati o sottintesi, come il Jihad Butleriano o le Guerre degli Assassini; ma anche vite di personaggi solo menzionati o mai visti prima, assieme a inedite profondità sulle trame esistenti e sui loro sviluppi. Al ciclo originale dei sei romanzi del padre, Brian Herbert aggiunge, a partire da tredici anni dopo la scomparsa dell’autore nell’86, altre serie situate in diversi momenti della cronologia della saga. Lo fa assieme a Kevin J. Anderson, affermando di basarsi su appunti e schemi paterni.

L’autore di Dune – Tra le Sabbie del Mito è però molto onesto nel mostrare anche l’altra faccia della medaglia, spiegando come sia difficile accettare per i fan che quei contenuti vengano considerati canonici. Si punta il dito soprattutto contro alcune incoerenze e contro il revisionismo che viene fatto di certe tematiche e concetti filosofici portanti. Ad esempio, la modifica della natura del Jihad Butleriano: da quella che in Frank Herbert sembrerebbe una crociata contro l’assolutismo della sottomissione mentale all’uso delle macchine, si passa a una semplice guerra contro un’intelligenza artificiale aggressiva. La clamorosa razionalizzazione di queste differenze è presentata nell’importante romanzo Paul of Dune del 2008.

Oltretutto, tramite alcuni sottintendimenti artificiosi, nascono implicazioni secondo cui l’universo espanso sia d’autorità superiore rispetto agli storici testi originali, i quali diventerebbero così narrazioni edulcorate e falsificate per motivi di propaganda religiosa. Sebbene il contesto narrativo possa in qualche modo legittimarne la coerenza, l’operazione è vista da diversi appassionati come una provocazione dannosa a livello artistico, fatta solo per motivi di denaro. Da una parte c’è chi ne esalta la mole di narrazioni, mentre dall’altra c’è uno sdegnoso rifiuto che riduce il tutto a mero sciacallaggio. In Dune – Tra le Sabbie del Mito si trovano insomma diversi ragionamenti, congetture e spiegazioni su tutto ciò che è arrivato dopo Frank Herbert, dando al lettore tutti gli strumenti utili a far fiorire una propria idea.

La storia di Dune

Dune – Tra le Sabbie del Mito è un caleidoscopio di eventi precisi e ben approfonditi, un sincero omaggio alla saga da parte di chi dimostra di avere passione e profonde conoscenze di tutto ciò quest’opera magna rappresenta. Oltre ad accompagnare il lettore lungo gli approfondimenti del ciclo letterario, il libro racconta anche il modo in cui idee e suggestioni si sono riverberate nel cinema, con Lynch che tentò una trasposizione rivelatasi assai travagliata e per larghi tratti fallimentare. I motivi, in parte, vanno senz’altro ricercati nell’oggettiva difficoltà di adattare Dune, e anche allo sfortunato tempismo di uscita (arrivò dopo Star Wars, che cambiò di fatto la storia della fantascienza al cinema).

Apprezzabile anche l’approfondimento che viene fatto sulle intenzioni di Alejandro Jodorowsky, con tanto di documenti e dichiarazioni sulla trasposizione che non vide mai la luce. Consapevole della difficoltà dell’impresa, l’intellettuale cileno ha lasciato un’eredità di enorme importanza, che va ben oltre lo storyboard che realizzò. l’idea del regista è condensata tutta nelle parole raccolte nel numero 107 di Métal Hurlant, datate 1987:

Una leggenda ebraica dice che il Messia non sarà un uomo ma un giorno: il giorno in cui l’umanità sarà illuminata. I cabalisti parlano di una coscienza collettiva, cosmica, metauniversale. Ecco cos’era per me il progetto Dune“.

Dune – Tra le Sabbie del Mito è in definitiva un testo consigliato tanto ai fan più sfegatati, quanto ai neofiti che hanno la volontà di scoprire la saga e prepararsi degnamente al nuovo film in uscita (a cui è dedicata una parte all’interno del saggio). La pubblicazione di NPE non deve però essere vista come un’operazione preparatoria all’evento cinematografico; si tratta piuttosto di una summa di tutto ciò che il lavoro iniziato da Herbert rappresenta per la cultura popolare e per la letteratura. In questo, il libro di Filippo Rossi fa anche meglio di quanto ci si potesse mai aspettare.

Dune – Tra le Sabbie del Mito


Il saggio di Filippo Rossi riesce nell'ardua impresa di condensare in un unico volume tutto ciò che ruota attorno a Dune, rivelandosi in ultima battuta un prezioso e accorato lavoro di attenta analisi sul lavoro di Frank Herbert e di suo figlio.

Pro

  • Adatto ai fan e ai neofiti della saga
  • Analisi attenta e approfondita dei temi
  • Tante curiosità e aneddoti sulla serie

Contro

  • Troppo prolisso in alcuni capitoli