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Il mio nome è leggenda: la storia dietro il mito

Il mio nome è leggenda: Matilda de Angelis ci guida alla scopere delle origini di grandi figure della pop culture su Sky e NOW.

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Avatar di Manuel Enrico

a cura di Manuel Enrico

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 05/12/2021 alle 19:15
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Come nascono i grandi miti dell’immaginario collettivo? Un interrogativo avvincente, la cui risposta può divenire un avvincente viaggio alla ricerca delle radici di alcune delle più amate figure del cinema e della letteratura, delle vere e proprie leggende, le cui origini rimangono spesso adombrate dalla fama di questi personaggi. La genesi di nomi come Frankestein, Indiana Jones o Dracula è spesso un’avventura emozionante al pari delle imprese di questi volti tanto amati, scaturiti da fantasie particolarmente fervide che hanno colto dalla realtà che li circonda le scintille vitali delle loro creazioni. È quindi con particolare interesse che abbiamo visto l’anteprima di Il mio nome è leggenda, nuova produzione originale di Sky Arte che intende offrire uno sguardo curioso dietro l’origine di alcune delle leggende del nostro immaginario.

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Con un primo episodio in uscita il prossimo 7 dicembre dedicato al mostro per eccellenza dell’immaginario orrorifico, Frankenstein, Il mio nome è leggenda ci terrà compagnia per sei episodi, attraverso i quali la nostra conoscenza di alcune delle icone della pop culture viene arricchita di una contestualizzazione storica e culturale avvincente. Realizzato da Bottega Finzioni, Il mio nome è leggenda è una produzione che non si limita a fornire una fredda serie di nozioni, ma che partendo dalla famigliarità con il tema trattato si dipana in un discorso più ampio, supportato dagli interventi di esperti che aiutano a inserire ogni personaggio all’interno di una visione più ampia.

Il mio nome è leggenda: le origini dei personaggi cult

Ironicamente, anche Il mio nome è leggenda ha una sua origine curiosa. Una nascita casuale, considerato che il creatore della serie, Michele Cogo di Bottega Edizioni, inizialmente aveva in cantiere un altro documentario per Sky Arte, dedicato all’esploratore italiano Giovan Battista Belzoni. Un avventuriero ante litteram, omaggiato dal mondo dei fumetti e riconosciuto come uno degli ispiratori di Indiana Jones. un lavoro di ricerca che ha consentito a Bottega Edizioni di comprendere come questa tipologia di contenuto meritasse una maggior definizione, che offrisse agli spettatori la possibilità di conoscere l’origine dei propri beniamini, spesso molto più reale di quanto possiamo immaginare:

“Da quel momento è nata l’idea di cercare altre storie di personaggi realmente esistiti che hanno dato origini a miti d’oggi come Dracula, Betty Boop e tanti altri. Un lavoro che ci porta a entrare in contatto con storie mergavigliose”

Un intento che viene condensante nella frase di apertura con cui Matilda de Angelis, voce narrante di Il mio nome è leggenda,  ci accoglie in ogni epsiodio:

“Ogni volta che sento la frase ‘La realtà supera la fantasia’, io mi arrabbio"

L’intento narrativo della docuserie di Sky Arte è perfettamente racchiuso in questa affermazione. Spesso dimentichiamo come in ogni opera fantastica ci siano degli evidenti richiami alla realtà, e questi sei ritratti ci mostrano come il quotidiano, il vissuto personale e sociale dei creatori di questi incredibili personaggi siano fondamentale per la loro nascita. Supportata da un team di esperti perfetti nel dare le giuste coordinate per inquadrare storicamente ogni personaggio presentato, come il massmediologo Roberto grandi, Il mio nome è leggenda diventa una sintesi avvincente tra divulgazione e racconto, grazie alla perfetta interpretazione di Matilda de Angelis come narratrice.

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Composta, pacata nel suo imbastire un discorso confidenziale con lo spettatore, creando la giusta atmosfera con cui iniziare un viaggio nel tempo. Sguardo in camera al momento giusto per creare un legame con chi è dall’altro lato dello schermo, la De Angelis interpreta al meglio la vis narrativa di questa serie, accompagnata da una delicata colonna sonora che diventa un sottofondo perfetto per la sua voce. Oltre all’impeccabile interpretazione della de Angelis, va premiata la scelta di utilizzare come set di Il mio nome è leggenda le ampie sale del Comune di Bologna, dove vediamo comparire degli allestimenti che variano in base al personaggio. Giochi di luce e scenografie semplici ma d’effetto sono parti essenziali del fascino di questa serie.

Indy, Dracula e Zorro: dalla realtà alla finzione

Nella nostra anteprima abbiamo avuto modo di vedere due episodi, Frankestein sono io e La ragazza del Boop-Boop-A-Boop. In entrambi i casi, oltre alla perfetta narrazione di Matilda de Angelis, è innegabile l’accurato lavoro di ricerca dietro questi episodi, in cui emergono interventi di studiosi che forniscono punti di vista nuovi, strumenti analitici intriganti che aiutano a dare a volti noti delle nuove interpretazioni. Se per Frankestein veniamo portati a scoprire la fascinazione dei primi studi sulla conduzione elettrica del corpo umano a fine ‘800, che avrebbe ispirato Mary Shelley nel creare la sua storia, per La ragazza del Boop-Boop-A-Boop si inquadra la storia di Helen Kane all’interno del buio periodo della Grande Depressione, ritraendo una donna sconfitta, andando ad approfondire il mito di Betty Boop.

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In poco più di venti minuti, ogni episodio riesce a raccontare una storia, scivola rapido sulla voce ritmata della De Angelis, riuscendo a creare un percorso umano dietro al mito, lasciando lo spettattore con una sana curiosità e la voglia di scoprire altre storie. Il mio nome è leggenda è un contenuto ben realizzato, sia per la scelta dei temi trattati che per il suo concept narrativo, che merita di esser apprezzato per l’intento divulgativo amichevole e coinvolgente.

A partire dal 7 dicembre, Il mio nome è leggenda sarà disponibile su Sky Arte, con i seguenti episodi:

  • 7 dicembre  -Frankenstein sono io (dedicato a Il mostro di Frankenstein)
  • 7 dicembre - La ragazza del Boop-Boop-A-Boop (dedicato a Betty Boop)
  • 14 dicembre – Giù la maschera (dedicato a Zorro)
  • 21 dicembre – Non voglio crescere (dedicato a Pippi Calzelunghe)
  • 28 dicembre – Giovanni Belzoni e i templi maledetti (dedicato a Indiana Jones)
  • 4 gennaio – Sangue del mio sangue (dedicato a Dracula)

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