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Kamala Khan, alias Ms. Marvel: chi è la supereroina degli Avengers

È un’adolescente che ama i supereroi e scrive fan-fiction su di essi; è stata la prima supereroina di fede islamica ad essere protagonista di un fumetto interamente a lei dedicato; è una fan sfegatata di Carol Danvers, alias Captain Marvel, ma il ruolo di Ms. Marvel è ormai suo di diritto e, nel tempo, ha dato prova dei suoi poteri militando in diversi supergruppi, compresi gli Avengers. Una figura importante della nuova Marvel, al punto di essere una delle protagonista del recente videogioco Marvel’s Avengers, che ha ispirato la nuova action figure Hasbro Marvel Legends (Gamerverse) Ms. Marvel, di cui vi parliamo in questa nostra recensione.

Hasbro Ms. Marvel

Kamala Khan è questo e molto altro e, benché rappresenti uno dei personaggi più “giovani” del panorama fumettistico della Casa delle Idee, a lei è stato affidato un ruolo cruciale da protagonista nel videogioco Marvel’s Avengers in uscita oggi. Scopriamo insieme chi è questa nuova, frizzante Ms. Marvel di Jersey City, come si è inserita nell’universo supereroistico e le curiosità legate ad essa che la rendono particolarmente affine a… quelli come noi!

Kamala Khan: la genesi di un’eroina

Una sempre maggiore inclusività si è fatta strada attraverso i media, compresi i fumetti, ampliando lo sguardo su tutte quelle minoranze che per lungo tempo non hanno avuto un proprio spazio o arco narrativo specifico. Così, nell’ultimo decennio abbiamo visto passare tra le pagine dei nostri albi preferiti personaggi come Dust, la giovane afgana ideata da Grant Morrison nel 2002 che può trasformarsi in una tempesta di sabbia; Josiah X, un uomo di fede islamica cui è stato iniettato un siero che gli ha donato i poteri di Capitan America; o ancora, Monet St. Croix, l’aristocratica algerina che ha debuttato in Generation X nel 1994 come Penance.

Kamala Khan

A ben vedere, però, non era mai stato dedicato un intero fumetto ad un protagonista che non possedesse le caratteristiche tipicamente “occidentali” dei personaggi che popolano i comics. Ci pensano però gli editor Marvel Sana Amanat e Stephen Wacker, nel 2013, a ideare un nuovo supereroe: Kamala Khan, aka Ms. Marvel, concepita proprio sulla base delle esperienze di Amanat come musulmana in America:

Stavo parlando [con Stephen Wacker] di alcuni aneddoti folli riguardanti la mia infanzia, trascorsa come una musulmana americana. Li ha trovati molto divertenti. La serie nasce quindi dal desiderio di esplorare la diaspora musulmana-americana da una prospettiva autentica.

Non passa molto tempo che i due propongono il progetto all’autrice G.Willow Wilson, la quale salta a bordo di questo treno carico di innovazione con entusiamo per scriverne la storia; ad affiancarla, gli artisti Adrian Alphona e Jamie McKelvie. Quest’ultimo, in particolare, si occupa del character design basandosi sul costume originale della precedente Ms. Marvel, Carol Danvers, ma fornendo a Kamala una rappresentazione che riflette le sue origini e la sua identità dietro i suggerimenti di Amanat. Vengono quindi ripresi i colori indossati dalla Danvers, ma il costume di Kamala richiama le linee del salwar kamiz, così da comunicare la cultura cui appartiene questa nuovissima Ms. Marvel senza celarla, anche solo parzialmente, sotto un eventuale hijab.

Kamala Khan

Nel novembre dello stesso anno, Marvel annuncia che a partire da febbraio 2014 Kamala Khan sarà protagonista di Ms. Marvel, ottenendo le reazioni più disparate da pubblico e critica: Kamala è infatti un’adolescente pakistana americana di Jersey City, New Jersey, che oltre a dover fronteggiare i supercattivi che minacciano la popolazione, deve vedersela anche con il contesto in cui vive e con gli obblighi religiosi derivanti dalla sua fede, da coniugare con il suo desiderio di inclusione. È in ultima analisi un bel cambio di paradigma, prima di tutto perché i supereroi classici giocano le loro partite soprattutto a New York e più precisamente nel distretto di Manhattan, mentre questa giovane Ms. Marvel si scontra con il suo essere “un’eroina di riserva in una città di riserva“, secondo le parole di Wilson.

Assistiamo inoltre ai problemi di un’adolescente islamica che deve lottare per mantenere un equilibrio tra le aspettative della sua famiglia, le sue ambizioni personali e ciò che la società impone (il fratello è un tipo molto conservatore, il padre vuole che Kamala si impegni unicamente nello studio per poter diventare un medico e la madre è così paranoica che teme che la figlia possa incorrere in una gravidanza solo toccando un ragazzo). Attenzione, tuttavia, a cadere nell’errore di considerare la fede islamica come perno centrale delle sue storie:

Per quanto l’Islam faccia parte dell’identità di Kamala, questo fumetto non predica sulla religione o sulla fede islamica in particolare. Parla di cosa succede quando si lotta contro le etichette che ci vengono imposte e come questo formi il proprio senso del sé. È una lotta che abbiamo affrontato tutti in una forma o nell’altra, e non è particolare solo per Kamala in quanto musulmana. La sua religione è solo un aspetto dei molti modi in cui definisce sé stessa.

Un altro aspetto molto importante che delinea il personaggio di Kamala Khan è la sua passione per i supereroi e, in particolare, per Carol Danvers, ovvero Captain Marvel (ed ex Ms. Marvel). Danvers è l’idolo di Kamala, ai suoi occhi è la supereroina perfetta (forte, bella e senza il peso di doversi sentire “diversa” a causa della sua cultura): una figura ideale cui aspirare e da prendere come esempio. La giovane pakistana americana non può che cogliere l’occasione al volo, una volta acquisiti i suoi poteri. Il posto da Ms. Marvel è rimasto vacante da quando Danvers ha acquisito il ruolo di Captain Marvel: adesso è possibile diventare quella Ms. Marvel (benché le due siano molto diverse tra loro), proteggere gli innocenti e gli indifesi e sfruttare i propri superpoteri per dare una lezione ai villains che infestano il mondo. Eppure, come ha ottenuto Kamala le sue doti da supereroina? E in che modo le ha utilizzate nel corso del tempo?

C’è una nuova Ms. Marvel in città

Tutto ha inizio per Kamala Khan quando Freccia Nera, leader degli Inumani, diffonde le Nebbie Terrigene nell’atmosfera terrestre per combattere i mutanti: il mutageno riversato sul pianeta dal re silente ha il potere di risvegliare i geni inumani presenti in alcuni individui, così come accade alla giovane pakistana americana di Jersey City, appassionata di fumetti e videogiochi, che fino a quel momento aveva solo dovuto impegnarsi nel tenere le fila della propria vita da adolescente, tra scuola, famiglia e prime cotte.

Le Nebbie Terrigene destano così i poteri di Kamala (che di fatto, è quindi un’Inumana), la quale adesso può allungare o ingrandire i propri arti a piacimento (in più di un’occasione la vediamo sfoggiare dei pugnoni per colpire i cattivi); accrescere la propria massa o, al contrario, rimpicciolirsi e avvalersi la sua taglia super small per le missioni “stealth”; guarire molto rapidamente, sfruttando un fattore rigenerante molto simile a quello di Wolverine, che le consente di risanarsi una volta riacquisita la sua forma originaria; o, ancora, cambiare totalmente aspetto, mutando persino il suo abbigliamento al bisogno. Un po’ come accade nel momento in cui viene avvolta dalle Nebbie Terrigene per la prima volta, ritrovandosi improvvisamente rinchiusa all’interno di un bozzolo da cui fuoriesce con le sembianze della sua supereroina preferita, Captain Marvel, in tutto e per tutto (incluso il costume “politicamente scorretto“).

Kamala Khan

Da questo momento, inizia per Kamala una nuova, avventurosa vita all’insegna della lotta al crimine, grazie ai suoi nuovi superpoteri che le consentono di acquisire il nome (ormai inutilizzato) di Ms. Marvel, così da poter proteggere la popolazione di Jersey City dai villains che la minacciano. Come il primo supercattivo che Kamala Khan fronteggia, l’Inventore: un bizzarro e geniale uomo-uccello nato quando il tentativo di clonazione di Thomas Edison va male per lo scienziato che lo stava portando avanti e i geni umani del celebre inventore si mescolano a quelli di un pappagallino. Ms. Marvel ha l’occasione così di mettere in pratica le proprie capacità di “embiggening” per mettere k.o. l’Inventore e le sue schiere di robot e alligatori geneticamente potenziati, tuttavia durante la sua missione di protezione della città Kamala non è sola.

Ms. Marvel & Co.

Kamala Khan è spesso affiancata da alcuni personaggi chiave che la accompagnano attraverso le sue imprese supereroistiche e, nel corso delle diverse pubblicazioni di casa Marvel che si sono succedute negli anni, la giovane eroina si è trovata più volte a combattere il male fiancheggiando altri supereroi o dall’interno di veri e propri supergruppi.

Ms. Marvel può contare innanzitutto sul supporto dei propri amici fidati, Nakia, Zoe, Josh e del suo migliore amico di sempre, Bruno Carrelli: i due provano un forte interesse l’uno per l’altra, taciuto per molto tempo tanto da creare una forte aspettativa nei fan riguardo ad una loro eventuale storia d’amore. Bruno tuttavia rappresenta anche un’importante fonte di supporto per Kamala, essendo un genio della tecnologia e fornendole un costume realizzato con un materiale malleabile che può cambiare forma al mutare delle proporzioni di Kamala.

Kamala Khan

A vegliare su di lei e supportarla con i suoi poteri da teleporter vi è poi Lockjaw, l’enorme bulldog della famiglia reale degli Inumani che viene inviato sulla Terra proprio da Queen Medusa per tenere d’occhio la nuova arrivata Inumana, Kamala Khan. Questa, dal suo canto, non riesce a contenere il suo entusiasmo nel fare la conoscenza di Lockjaw (“Sei la cosa più carina e gigantesca che abbia mai visto!”) e subito tenta di convincere la propria famiglia a tenerlo. E benché Ms. Marvel sia a sua volta una supereroina con poteri che non hanno nulla da invidiare ad altri celebri personaggi, il suo animo da giovane nerd fangirl non la abbandonerà mai, con numerosi altri episodi di grande entusiasmo nel fare la conoscenza dei supereroi che la giovane pakistana ammira da sempre.

Questo avviene, ad esempio, quando incontra Wolverine proprio durante le sue prime missioni a caccia dell’Inventore. Qui Kamala non si lascia intimidire dal faccione burbero del mutante (con cui scatta anche un selfie) e non nasconde la propria eccitazione nel conoscere il personaggio di una delle sue fan-fiction più apprezzate sul web (“Wolverine e Tempesta nello Spazio”). Potremmo dire che questa giovane Ms. Marvel, per quanto dotata di superpoteri, sia in tutto e per tutto una di noi, poiché dimostrerà il suo trasporto anche quando entrerà a far parte ufficialmente degli Avengers nell’arco narrativo compreso in All New, All Different, del 2015. È però a seguito di queste collaborazioni che la giovane inizierà a distaccarsi proprio da quei personaggi che hanno sempre rappresentato per lei dei capisaldi, in un percorso di crescita che la porterà a voler determinare da sola cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Kamala Khan

Non dimentichiamo che Kamala ha alle spalle un’eredità lasciata dalla diaspora islamica in Occidente, causata da una guerra che ha costretto la sua famiglia ad abbandonare la propria terra per emigrare negli Stati Uniti: le lotte interne ai supereroi che hanno luogo in Civil War II sono per lei un riflesso di quegli orribili contrasti fratricidi che hanno inevitabilmente segnato la sua vita.

La nuova “indipendenza” dai suoi idoli porta così Ms. Marvel, a partire dal 2016, ad entrare a far parte di un gruppo che si propone di operare in autonomia rispetto agli Avengers: i Champions, adolescenti disincantati dalle azioni dei loro colleghi più anziani e che vogliono rendere giustizia al nome “supereroe” in cui la gente comune non ripone più fiducia, dopo i fatti di Civil War II. A fiancheggiare Kamala Khan nel gruppo vi sono Spider Man (Miles Morales), Nova (Sam Alexander), il nuovo Hulk (Amadeus Cho), Viv Vision (figlia di Visione) e la versione adolescente del mutante Ciclope.

Dopo aver fatto parte delle storie di Inumani vs. X-Men nel 2017, accanto a personaggi come Quake, Karnak, Moon Girl e Devil Dinosaur, Ms. Marvel ha modo di trovarsi fianco a fianco con il suo idolo di tutta una vita: Captain Marvel. Nello stesso anno viene pubblicata infatti Generations, una serie di fumetti one-shot in cui alcuni dei più giovani supereroi Marvel incontrano i loro predecessori in determinati archi temporali della loro vita, confrontandosi con essi. Tra questi, vi sono quindi anche Kamala Khan e Carol Danvers, che instaurano una sorta di rapporto mentore-allieva, sebbene da questa esperienza la giovane Ms. Marvel uscirà arricchita di una rinnovata consapevolezza. A tal proposito Wilson ha dichiarato:

Si tratta di crescere e una parte importante della crescita è scoprire che i tuoi idoli hanno i piedi d’argilla – e perdonarli per i loro difetti man mano che acquisisci una tua comprensione più adulta.

Kamala Khan

Dal 2019 Ms. Marvel, una tra i più giovani supereroi della Casa delle Idee, è protagonista di una nuova serie a lei dedicata, La Magnifica Ms. Marvel, scritta da Saladin Ahmed e Minkyu Jung per raccontare le imprese di Kamala Khan di fronte, stavolta, ad un’invasione aliena proprio in Jersey City. Recentemente, inoltre, è stata annunciata la produzione di una serie TV per Disney+ in uscita nel 2022 che adatterà per lo schermo i fumetti di Ms. Marvel: la giovane pakistana americana sarà perciò protagonista di un suo omonimo show, che metterà in scena la sua vita da supereroe adolescente alle prese con una famiglia religiosa e dei supercattivi che minacciano il mondo.

Un astro nascente che ha acquisito sempre maggiore spazio nel panorama fumettistico, tanto che tornerà a ricoprire un ruolo da protagonista nel supergruppo degli Avengers, all’interno del videogioco Marvel’s Avengers, accanto a Thor, Vedova Nera, Capitan America, Hulk e Iron Man.

Kamala Khan, una di noi

Se a qualcuno l’ondata di inclusione che ha coinvolto anche i fumetti poteva far storcere il naso, vista forse come una mossa di marketing che fa del political correct il suo baluardo, non vi sono dubbi che essa abbia portato tuttavia con sé dei personaggi degni di nota che si sono guadagnati la loro fetta di successo, come avvenuto per Ms. Marvel. Basti pensare che persino l’autrice G.Willow Wilson aveva delle riserve sulla buona riuscita del progetto:

Una serie come questa era, secondo la matematica dell’industria dei supereroi dell’epoca, destinata a fallire. Era la tripletta della morte: i nuovi personaggi non vendono. I personaggi femminili non vendono. I personaggi minoritari non vendono.

E tuttavia Ms. Marvel ha dato una bella lezione a chi credeva che una giovane musulmana non potesse coesistere con gli altri protagonisti occidentali del panorama fumettistico, portando a casa il favore della critica e numerosi premi: Hugo Award e Joe Shuster Award nel 2015; il premio dell’Angoulême International Comics Festival, Dragon Award e Dwayne McDuffie Award for Diversity in Comics nel 2016; American Book Award nel 2019. Insomma, l’ “eroina di riserva” si è rivelata essere una vera e propria protagonista, benché se fosse qui, in carne ed ossa, probabilmente non ci crederebbe neanche lei!

Kamala Khan

Kamala Khan è un’adolescente che scrive fan-fiction online e gioca ai videogiochi, battuta sempre pronta e citazione alla mano, mentre legge fumetti e venera i supereroi, tanto che ha delle reazioni esagerate alla loro vista dal vivo: proprio come le avrebbe chiunque di noi di fronte ad un Wolverine o a un Capitan America di turno. Scatta dei selfie con loro e li posta immediatamente sul web, ha un peluche a forma di bradipo alato, sogna una storia d’amore con il suo migliore amico (mentre lui fa lo stesso con lei).

È un’anima genuina e autentica proprio perché, oltre a combattere i villains, in fondo ha una normale vita quotidiana in cui tutti siamo passati da adolescenti, di qualsiasi fede: le aspettative dei genitori, la scuola, le amicizie. Sentiamo Kamala affine a noi perché probabilmente lo è; ma il suo successo come personaggio Marvel deriva anche dalla sua forza in quanto supereroina, perché ha scelto di mettere i suoi poteri al servizio degli altri. Lei stessa afferma:

C’è questo Ayah del Corano che mio padre cita sempre quando vede qualcosa di brutto in TV. Un incendio o un’alluvione o un bombardamento. “Chiunque uccida una persona, è come se avesse ucciso tutta l’umanità – e chiunque salva una persona, è come se avesse salvato tutta l’umanità”.

Il primo numero di Ms. Marvel – Fuori dalla Norma, per conoscere Kamala Khan e le sue origini: lo trovate a questo link.