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La mappa della materia oscura solleva domande sull’Universo

Gli scienziati del Dark Energy Survey hanno appena pubblicato la mappa della materia oscura più dettagliata finora realizzata. Questa, però, non risponde assolutamente a tutte le domande sull’Universo che da sempre ci poniamo, anzi, da oggi il cosmo potrebbe celare più misteri di prima sulla sua natura e sulla sua continua espansione. Come riportano BBC News, Nature e Fermilab (potete leggere uno degli articoli a questo link), il rilevamento di cinquemila gradi quadrati ha utilizzato lenti gravitazionali deboli (in questo caso, come la gravità delle galassie vicine influenza le viste di quelle lontane) per cercare grandi macchie di materia oscura, in sezioni relativamente vicine dell’universo. I risultati sono stati sorprendenti perché mostrano quanto la materia oscura sia leggermente più fluida e più diffusa di quanto abbiano previsto le attuali teorie. L’osservazione sembra allontanarsi dalla teoria della relatività generale di Einstein, ponendo un enigma per i ricercatori.

Spazio

La materia oscura è una sostanza invisibile che permea lo spazio. Rappresenta l’80% della materia nell’Universo. Gli astronomi sono stati in grado di capire dove si trovasse perché essa distorce la luce delle stelle lontane, quindi maggiore è la distorsione, maggiore è la concentrazione di materia oscura. Il dottor Niall Jeffrey, dell’École Normale Supérieure di Parigi, che ha ricostruito la mappa, ha affermato che il risultato ha posto un “vero problema” per la fisica. 

“Se questa disparità è vera, allora forse Einstein si sbagliava”, ha detto a BBC News lo scienziato. “Si potrebbe pensare che questa sia una brutta cosa, che forse la fisica è arrivata a un punto di non ritorno. Ma per un fisico, è estremamente eccitante. Significa che possiamo scoprire qualcosa di nuovo sull’Universo”.

I dati hanno anche aiutato gli studi sull’energia oscura, la forza ancora inspiegabile che sembra accelerare l’espansione dell’universo. Il team ha prodotto una mappa 3D grazie al redshift, ovvero la tendenza degli oggetti ad apparire sempre più rossi con la distanza. I membri del team hanno condotto osservazioni utilizzando la fotocamera da cinquecentosettanta megapixel del telescopio Victor M. Blanco, presente presso l’osservatorio Cerro Tololo in Cile. Gli esperimenti e le misurazioni in questione sono avvenute tra il 2013 e il 2019.

Spazio

Sebbene l’alto dettaglio sia utile, ha anche convalidato le preoccupazioni che fluttuavano da anni. I risultati del DES indicano che l’universo sia leggermente più uniforme del previsto. Sebbene ciò supporti in gran parte le teorie attuali secondo cui l’energia oscura è una costante, la discrepanza è sufficiente per cui i ricercatori potrebbero dover ripensare alle idee esistenti. L’universo potrebbe non comportarsi esattamente come pensavano gli scienziati e la mappa della materia oscura potrebbe portare a nuovi modelli che mettono in discussione le ipotesi precedenti.