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Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli: chi è il Mandarino?

Il trailer di Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli ha riacceso l’interesse dei Marvel Fan per il Mandarino, una figura che è apparsa agli albori del Marvel Cinematic Universe, per poi venire apparentemente dimenticata. Come abbiamo oramai appurato, nessun dettaglio, nemmeno il più insignificante, viene inserito all’interno delle pellicole del MCU senza uno scopo, ma tutto rientra in una dinamica narrativa complessa che spesso sorprende gli spettatori con dei plot twist spettacolari. Potrebbe far parte di questo meccanismo anche l’organizzazione criminali dei Dieci Anelli, che avrà un ruolo centrale nella vita di Shang-Chi, ma che nel MCU hanno fatto la loro apparizione già in precedenza, sempre legati a un personaggio molto amato: Tony Stark.

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Questa relazione tra Testa di Latta e i Dieci Anelli non è una novità del Marvel Cinematic Universe, ma nasce all’interno dei fumetti della Casa delle Idee. Come spesso accade, la transizione al cinema ha comportato una rivisitazione di alcuni aspetti fondamentali dei tratti peculiari della controparte cartacea dei personaggi Marvel, e anche i Dieci Anelli sono stati oggetto di un simile mutamento narrativo. Questa modifica si è estesa non solamente all’organizzazione criminale, ma anche al suo capo, un nome che per i fan di Iron Man, specialmente coloro che hanno visto la serie animata anni ’90 dedicata al Vendicatore Dorato, ha un suono particolarmente sinistro: il Mandarino.

Il Mandarino nei comics Marvel

Il Mandarino è uno di primi avversari di Iron Man, con cui si scontrò la prima volta nel febbraio del 1964 all’interno di Tales of Suspence #50, in una storia scritta da Stan Lee e disegnata da Don Heck. Figlio di un potente uomo politico cinese, discendente di Gengis Khan, e di una nobildonna inglese, il Mandarino nacque in un villaggio sperduto della Cina rurale, quando la Rivoluzione costrinse il padre alla fuga. I genitori morirono poco dopo la sua nascita, affidandolo alle cure di una zia, che lo crebbe investendo tutte le finanze delle famiglie affinché il bambino avesse la migliore cultura e istruzione, convinta che lo avrebbe aiutato a vendicarsi del mondo che lo aveva privato della sua vita agiata.

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Divenuto un brillante studioso, il Mandarino, oramai sul lastrico, si avventurò nella Valle degli Spiriti, una zona inesplorata della Cina rurale. In questo luogo misterioso trovò un’astronave aliena proveniente dal pianeta Maklu, il cui pilota, Axon-Karr, era stato costretto secoli prima a un atterraggio di fortuna sulla Terra. Comprendendo di avere trovato un vero tesoro tecnologico, il Mandarino dedicò anni allo studio della tecnologia aliena, concentrandosi soprattutto sui Dieci Anelli, congegni altamente tecnologici che oltre a essere il motore dell’astronave consentivano di manipolare diversi tipi di energia.

Entrato in possesso di questa incredibile tecnologia, il Mandarino decise di utilizzare per diventare un conquistatore come il suo celebre antenato, Gengis Khan. Le prime vittime della sua brama di potere furono i villaggi in prossimità della Valle degli Spiriti, ma ben presto nelle mire dell’uomo finì il mondo intero. Tramite la sua genialità e gli strumenti del vascello alieno, il Mandarino iniziò a ordire piani raffinati, che prevedevano l’impossessarsi delle risorse militari delle diverse nazioni, rivolgendole le une contro le altre. Quando però volse la propria attenzione all’arsenale americano, dovette scontrarsi con il maggior fornitore dell’esercito americano, Tony Stark, che non esitò a indossare l’armatura di Iron Man per fermarlo.

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Il confronto tra la tecnologia aliena del Mandarino e la fervida inventiva di Tony Stark fu il cuore di alcune delle più avvincenti storie del primo periodo delle avventure di Iron Man. A differenza del metallico Vendicatore, il Mandarino utilizza una scienza talmente avanzata da rasentare la magia, un tratto peculiare che è stato spesso esaltato con la comparsa di veri talismani magici, come l’Occhio di Yin, che divennero parte del fascino del personaggio. Legati alla tradizione del ‘pericolo giallo’, ossia la caratterizzazione di villain asiatici particolarmente odiosi tipica della narrativa pulp della prima metà del ‘900, i diversi autori che lavorarono sul Mandarino cercarono di addolcire questo approccio razzista rendendolo sempre più un villain moderno, mantenendo però il suo alone di mistero giocando sul segreto del suo vero nome, che non è mai stato chiaramente svelato. Una scelta che diventa vincente all’interno delle dinamiche narrative del Marvel Cinematic Universe.

Il Mandarino alla conquista del Marvel Cinematic Universe

Quando nel 2008 uscì al cinema il primo film dedicato a Iron Man, si decise di unire la origin story del personaggio, ossia il rapimento di Tony Stark da parte di un signore della guerra asiatico, con la versione cinematografica del suo avversario storico. Anziché presentare direttamente il Mandarino, si introdusse il gruppo terroristico dei Dieci Anelli, artefici del sequestro di Tony e indirettamente creatori di Iron Man. I fan di vecchia data dell’Iron Man a fumetti non faticarono a vedere in questo gruppo criminale un chiaro riferimento al celebre avversario di Tony Stark, che fece la sua controversa apparizione in Iron Man 3. Inizialmente si era pensato di far apparire il Mandarino già nel primo film di Iron Man, ma Kevin Feige aveva un’idea chiara del percorso cinematografico di Tony Stark:

“Il Mandarino è il nemico più celebre di Iron Man nei fumetti perché è il più longevo. A ben vedere, nei fumetti non esiste una storyline definita con protagonista il Mandarino, quindi per noi era necessario trovare la giusta idea per utilizzarlo, e inserirlo nel primo film ci sembrava troppo ambizioso per un film d’esordio”

Il terzo capitolo delle avventure in solitaria di Iron Man, infine, vide il Vendicatore affrontare il Mandarino, capo dei Dieci Anelli, intenzionato a prendersi la sua vendetta contro l’eroe. Il film, che si ispirava all’arco narrativo di Extremis, svelò presto come questo signore della guerra era in realtà un personaggio fittizio, creato ad arte dal vero villain del film per spingere al limite Iron Man. Il trattamento riservato a una delle nemesi storiche dell’Iron Man fumettistico non venne particolarmente ben accolto, tanto che si dovette correre al riparo realizzando il corto All Hail the King, contenuto nella versione home video di Thor: Dark World come extra, in cui il vero Mandarino sceglieva di punire Trevor Slattery, un divertente Ben Kingsley, per aver osato utilizzare impropriamente il suo nome.

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Se da un lato questo corto sembra essere una risposta alle critiche degli appassionati, dall’altro ribadisce un aspetto essenziale del personaggio: nessuno ha idea della vera identità del Mandarino. Questo anonimato rende il villain estremamente versatile, e il legame più ‘realistico’ con i Dieci Anelli lo identifica come un avversario perfetto per il nuovo MCU. La serie di The Falcon & The Winter Soldier ci ha mostrato come il mondo sia diverso dopo gli eventi finali di Avengers: Endgame, una nuova società in cui l’aspetto eroico delle storie assume una connotazione più umana, facendo comparire avversari meno straordinari ma ordinariamente pericolosi, come i Flag Smashers o Power Broker. In questa nuova visione, il Mandarino, con i suoi Dieci Anelli, è un villain perfetto, soprattutto se unito all’esordio di un personaggio come Shang-Chi.

Shang-Chi: come cambieranno il Mandarino e i Dieci Anelli?

Nei fumetti, Shang-Chi e il Mandarino hanno numerosi trascorsi che li hanno visti contrapposti, ma all’interno del Marvel Cinematic Universe queste diverse posizioni saranno rielaborate in modo da unire il rispetto alle origini dei personaggi, specialmente Shang-Chi, con la preservazione della continuity narrativa del MCU. Parlando del Mandarino, la scomparsa di Iron Man al termine di Avengers: Endgame diventa propizia per garantire al signore della guerra asiatico una maggior indipendenza, rendendolo uno strumento narrativo avvincente per gli sceneggiatori. Soprattutto, considerando che questo misterioso signore del crimine asiatico non ha mai avuto una vera e propria presentazione, venendo finora utilizzato come spauracchio da Killian in Iron Man 3, salvo poi mostrarsi come eminenza grigia dei Dieci Anelli nel citato All Hail the King.

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Un mistero che nel MCU è stato ben preservato, alimentandone il mito facendo comparire nuovamente emissari dei Dieci Anelli più volte, da opere derivate, come fumetti a tema, a ruoli all’interno di film, come accaduto in Ant-Man. Era dunque inevitabile che alla fine il Mandarino si presentasse al pubblico, e, rimanendo fedeli alla scelta di rendere più realistici gli eroi Marvel al cinema, l’uscita del film di Shang-Chi è il momento migliore.

Memori della storia fumettistica del Maestro del Kung-Fu, sappiamo che Shang-Chi è erede di un potente impero criminale. Se nel Marvel Universe si era utilizzato il prototipo del ‘pericolo giallo’ Fu Manchu (con conseguente causa per i diritti di questa figura), all’interno del Marvel Cinematic Universe si è preferito riservare al padre di Shang-Chi l’identità del Mandarino. Anziché basarla su un personaggio noto dei fumetti, per l’occasione si è creato una nuova identità, Wenwu, forti del fatto che il segreto che avvolge il volto del Mandarino consente di spaziare e battere nuove piste narrative, che prendano spunto dal villain creato da Stan Lee rendendolo più attuale e coeso alla narrativa del MCU. Al punto che il produttore Jonathan Schwartz ha fatto una promessa agli spettatori di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli:

“Credo che quando le persone sentono ‘Il Mandarino’ immediatamente associno il nome a un determinato tipo di personaggio, e ora potrebbero trovarsi davanti a qualcosa che non immaginano. Speriamo che possano conoscere una caratterizzazione più complessa e stratificata del personaggio rispetto a quanto il nome potrebbe fare credere”

Una bella premessa, che potrebbe esser facilmente rispettata soprattutto alla luce di quanto sia cambiato il Marvel Cinematic Universe nelle sue ultime iterazioni, The Falcon & The Winter Soldier in primis. L’aver introdotto un sottobosco criminale come quello visto a Madripoor rende la presenza di un boss criminale del calibro del Mandarino una figura credibile, dando maggior concretezza anche alla sua organizzazione, i Dieci Anelli, che potrebbero essere non solo un’organizzazione criminale, ma anche la fonte del potere del boss, come lasciano intendere alcune scene del trailer di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli. Una cura dei dettagli che rende ancora più solido il telaio narrativo del Marvel Cinematic Universe in un momento cruciale come quello attuale, in cui l’assenza dei due punti di riferimento degli ultimi dieci anni, Iron Man e Capitan America, hanno lasciato spazio per far emergere nuove figure del Marvel Universe anche al cinema.

Shang-Chi è uno di questi volti nuovi delle pellicole della Casa delle Idee, e come ogni eroe ha bisogno di un villain che si rispetti, un’esigenza che è ben chiara al regista Destin Daniel Cretton:

“Un personaggio come Wenwu avrebbe potuto essere un cattivo monocorde, senza un cuore. Tony Leung ha sviluppato a tal punto il suo personaggio rendendolo un antagonista dotato di un grande amore”

D’altronde, Wenwu non è solamente la versione MCU del Mandarino, ma racchiude nella sua figura anche il ruolo del padre di Shang-Chi. La dinamica padre figlio promette di essere una delle forze trainanti del film, che vedrà proprio in Shang-chi e Wenwu le due anime di questa storia. La speranza è che ogni promessa da parte del cast artistico di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli venga mantenuta, portando sullo schermo un Mandarino che renda onore alla terribile fama dello storico antagonista di Iron Man.