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The Mandalorian: la storia del pianeta Tython

Come abbiamo visto in La Jedi, la ricerca di Din Djarin per un Jedi che possa prendersi cura di Grogu, il suo piccolo amico, non si è rivelata una missione semplice. La speranza che Ahsoka Tano, la donna a cui era stato indirizzato dalla mandaloriana Bo-Katan Kryze, potesse insegnare al Bambino le vie della Forza si è infranta, ma per il piccolo Jedi c’è ancora una possibilità: il pianeta Tython.

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Secondo Ahsoka, su questo mondo è presente un’antica reliquia dei Jedi che potrebbe mettere in contatto Grogu con un potenziale maestro che ne termini l’addestramento. Un rituale, quello preventivato da Ahsoka, che ha avuto luogo nell’episodio La Tragedia. Tralasciando per un momento gli eventi di The Mandalorian, il ruolo di Tython non è centrale solamente per il destino del piccolo Jedi, ma affonda le proprie radici nel mito stesso di Star Wars, considerato che si tratta di uno dei pianeti Jedi più antichi, da molti ritenuto il loro mondo natale.

Tython: il pianeta d’origine dei Jedi

La prima apparizione di Tython, come molti elementi di The Mandalorian, affonda nel Legends, il complesso mosaico di storie antecedenti l’uscita de Il Risveglio della Forza, considerati racconti di un universo alternativo di Star Wars rispetto a quanto considerato oggi canonico.

Nel 2007, Drew Karpyshin diede vita a una trilogia di racconti, Darth Bane: La Regola dei Due, in cui veniva raccontato il mito di uno dei grandi Signori dei Sith, colui che per primo impose la regola che consentiva l’esistenza solo di un maestro e un apprendista (la Regola dei due, citata in La Minaccia Fantasma). All’interno di questa trilogia veniva citata per la prima volta Tython.

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Tython venne presentato come il pianeta natale dei Jedi, luogo in cui sorgeva il Tempio Jedi. Da questo mondo i Maestri e Cavalieri Jedi offrivano la loro saggezza, cercando di portare pace ed equilibrio nella galassia. Ma Tython, nel Legends, non fu solamente il pianeta originario dei Jedi, bensì diede i natali a una razza sensibile alla forza, che riusciva a vivere in perfetto equilibrio tra lato chiaro e lato oscuro.

Millenni prima della comparsa dei Jedi, Tython e le sue due lune, Ashla e Bogan, erano un luogo che risonava con la Forza. Questa connessione con la Forza, rese Tython un mondo rigoglioso e ricco di differenti forme di vita, cui si aggiunsero i primi esploratori giunti da altri mondi, che trovarono le rovine di antiche civiltà, le prime a colonizzare Tython e poi misteriosamente sparite.

Nel corso dei secoli, diverse specie sensibili alla Forza sentirono il richiamo di Tython, su cui si recarono per attingere al potere del pianeta. Questi flussi migratori raggiunsero il pianeta tramite una flotta di navi note come Tho Yor, le quali erano in grado di entrare in risonanza con Tython; questa scoperta convinse i pellegrini che Tython fosse il mondo su cui erano destinati a vivere, e costruirono quindi templi e città, creando una vera e propria società.

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È in questa fase della civilizzazione di Tython che la connessione con la Forza diviene una sorta di culto, che comprende lo studio e la sperimentazione di questa energia mistica. A tal fine vengono costruiti dei templi in corrispondenza delle nove astronavi Tho Yor, e da questo primo passo viene creato una religione, i cui aderenti prendono il nome di Je’daii.

La separazione tra Jedi e Sith

I Je’daii scoprirono che la connessione del piante con la Forza era incredibilmente potente, tanto che individui particolarmente dotati potevano dominare questa potenza per causare imprevedibili cataclismi, noti come Tempeste della Forza. Questa scoperta portò alla rivelazione dei due aspetti della Forza, uno luminoso e uno più oscuro, ognuno con proprie peculiarità. All’interno di Je’daii si crearono due correnti di pensiero: una prevedeva di rimanere legati al lato chiaro della forza (Ashla), mentre l’altra voleva attingere al potere oscuro (Bogdan). I nomi delle due fazioni sono ispirati a quelli delle lune di Tython, a rappresentare un dualismo che richiamasse al necessario equilibrio tra le due anime della Forza.

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Con il passare dei secoli, gli abitanti di Tython non sensibili alla Froza lasciarono il pianeta, che per loro rappresentava un pericolo, lasciando il mondo in mano ai Je’daii, che divennero un faro per individui sensibili alla Forza in tutta la galassia. Per millenni i Je’daii accolsero e istruirono altri nelle vide della Forza, sino a quando furono costretti ad affrontare il minaccioso Impero Rakata. Per combattere questo nemico, i Je’daii impararono a infondere la Forza dentro a delle spade, riuscendo a vincere questa guerra, ma facendo emergere al contempo una frattura insanabile al loro interno, motivata dalla volontà di seguire uno solo dei due aspetti della Forza. Ashla e Bogdan, ovviamente, erano propensi a considerare la propria scelta come la più adatta, e quando non si riuscì a trovare una soluzione, gli Ashla si scissero dai Je’daii assumendo il nome di Jedi.

Quando un Jedi tradì il proprio credo per unirsi ai Bogdan Je’daii, tra le due fazioni scoppiò una guerra fratricida, nota come la Guerra della Forza. I combattimenti squassarono Tython, la cui superficie venne sconvolta da tempeste di Forza, che cessarono solamente quando i Jedi ebbero la meglio. I Bogdan Je’daii sopravvissuti abbandonarono Tython alla volta dell’Orlo Esterno. I Jedi, una volta scoperto che i loro poteri potevano manifestarsi anche lontano da Tython, lasciarono questo mondo devastato alla volta di Ossum, dove crearono il primo Ordine Jedi.

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L’esodo da Tython coincise con la nascita dell’Ordine Jedi e nei secoli successivi i Jedi si spostarono da Ossum a Coruscant, mondo centrale della nascente Repubblica Galattica. Con questa decisione i Jedi iniziarono a divenire parte integrante della vita della Repubblica, che nel frattempo aveva imposto il controllo delle rotte iperspaziali e bandito l’accesso a Tython. Il pianeta venne devastato per secoli dalle tempeste di Forza, e solo millenni dopo i Jedi vi tornarono per costruire dei templi, contendendosi nuovamente il possesso del pianeta con i Bogdan Je’daii, divenuti nel frattempo i Sith, che diedero vita a uno dei più grandi nemici della Vecchia Repubblica: l’Impero Sith.

Lo scontro tra Jedi e Sith ebbe forti ripercussioni nella Forza, destabilizzandola. Come conseguenza, Tython, che aveva un forte legame con la Forza, venne definitivamente devastato da cataclismi tempeste della Forza. Nonostante successivi tentativi sai dei Jedi che dei Sith, Tython non fu più abitabile, finendo per sparire dalla storia della Repubblica, portando per sempre nell’oblio le origini dei Jedi.

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La storia di Tython è stata raccontate, all’interno del Legends, da opere come la citata Trilogia di Darth Bane, ma anche nella serie a fumetti Dawn of the Jedi (di Ostrander e Duursema), in cui vengono narrate le origini dell’Ordine Jedi. L’importanza di Tython venne ribadita anche all’interno di altri media, come nei videogiochi, dove il pianeta assunse un ruolo fondamentale, come nel MMORPG Star Wars: The Old Republic, in cui Tython era presentato come la sede dell’Ordine Jedi.

Tython nel Canon di Star Wars

Tython, pur essendo nato nel fu Universo Espanso, era già stato citato all’interno del Canon di Star Wars. Questo pianeta è comparso in manuali di giochi di ruolo ispirati alla saga e in alcune mappe, ma il suo ingresso ufficiale nel Canon è avvenuto grazie a una menzione nella serie a fumetti Dottor Aphra, senza dimenticare che viene citato anche nei testi Jedi utilizzati da Luke Skywalker e Rey in Gli Ultimi Jedi e L’Ascesa di Skywalker.

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Rispetto alla sua precedente vita nell’Universo Espanso, Tython non è stato a oggi particolarmente approfondito all’interno del nuovo corso di Star Wars. Il tempio megalitico visto in La Tragedia potrebbe esser un primo passo per dare a questo pianeta centrale nella storia Jedi un nuovo futuro, ma tanto dipende da come Favreau e Filoni intendono approfondire la struttura narrativa della saga.

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