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Ahsoka Tano: nascita e ascesa della padawan di Anakin Skywalker

L’universo di Star Wars è popolato da figure carismatiche che hanno reso la creazione di George Lucas uno degli immaginari fantascientifici più amati di sempre. Personaggi come Han Solo, Chewbacca e Darth Vader hanno dominato sullo schermo per anni, ma l’arrivo del Canon, con il suo universo espanso di avventure su differenti media, ha spalancato le porte di questo universo ad altri eroi e villain che hanno fatto breccia nel cuore degli appassionati. Grazie a queste differenti declinazioni del canone di Star Wars hanno trovato una vita più longeva anche personaggi amati al cinema, come il carismatico Darth Maul, ma soprattutto sono nate leggende, come una giovane padawan divenuta una delle figure chiave del mito di Star Wars: Ahsoka Tano.

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Mai apparsa in un film con attori e carne in ossa, ma solo in prodotti di animazione, Ahsoka sembrava destinata a rimanere un personaggio noto più ai giovani padawan della saga che non alla vecchia guardia dei fan. D’altronde si parla di una figura nata in Clone Wars e che ha avuto un ruolo successivamente in Rebels, ma la prima serie live action di Star Wars, The Mandalorian, diventa ora il viatico dare ad Ahsoka una versione ‘umana’, che avrà le fattezze della stupenda Rosario Dawson.

Sembra quasi incredibile che quella che è stata concepita come una ragazzina, comparsa nell’universo di Star Wars quasi per scherzo, possa ora rivelarsi uno dei cardini degli eventi della saga, eppure Ahsoka pare esser al centro di eventi che hanno giocato un ruolo essenziale per il dipanarsi della saga della famiglia Skywalker.

A cominciare della sua nascita.

Dar vita a una padawan

Il concept di Ahsoka nasce come risposta alla necessità di dare una visione differente di Anakin Skywalker nel periodo che intercorre tra L’attacco dei Cloni e La Vendetta dei Sith. Il cambio di carattere di Skywalker, da spericolato padawan a ben più serio cavaliere, era un punto cruciale della sua crescita e componente essenziale della sua discesa verso il Lato Oscuro, ma la sensazione era che al cinema fosse stato raccontato troppo rapidamente, senza dargli il giusto risalto.

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Serviva quindi un elemento di raccordo tra questi due differenti aspetti di Anakin, che fosse al contempo sinergico al mondo in cui il Jedi si muoveva, e questa potenzialità venne trovata in uno dei passaggi fondamentali della vita di un Cavaliere Jedi: addestrare un padawan. D’altronde, il rapporto allievo-mentore è trattato sin da Una nuova speranza, dove Obi-Wan diventa un atipico maestro per un altrettanto insolito padawan, Luke. Questo rapporto di trasmissione della conoscenza è una delle basi di Star Wars, un elemento che ha sempre consentito di approfondire al meglio anche le anime dei personaggi. Dovendo quindi mostrare il mutamento interiore di Anakin, quale miglior stratagemma che affidargli un padawan?

Come se non bastasse, Lucas e soci decisero di renderlo il maestro di una padawan tutt’altro che tranquilla, tanto da meritarsi l’affettuoso nomignolo di Furbetta da parte del suo maestro. Questa giovane allieva era il mezzo ideale per mostrare cosa avesse spinto Anakin a calmare, almeno in superficie, la sua irruenza e divenire un Jedi più calmo e responsabile, oltre a enfatizzare il legame che legava Anakin a Obi-Wan, suo maestro.

Quando si decise di percorrere questa strada, ci si trovò di fronte al difficile compito di dare vita a questo personaggio. La prima decisione fu quella di dare ad Anakin un’allieva, su suggerimento di Lucas che, avendo due figlie, voleva dar vita a un personaggio che aiutasse le ragazzine a sentirsi parte del mondo di Star Wars. Inizialmente, Lucas avrebbe voluto battezzare la padawan Ashla, utilizzando il nome dato originariamente alla Forza durante la stesura delle prima versione della trama di Una nuova speranza, ma alla fine si decise di darle il nome di un’antica principessa indiana, Ashoka. Peccato che per un errore dello screenwriter Henry Gillroy il nome si stato erroneamente scritto come Ahsoka, e questa è diventato la versione definitiva.

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L’introduzione di Ahsoka era stata fissata all’interno di Clone Wars, la serie animata in cui si racconta gli eventi della Guerra dei Cloni. Il supervisore della serie, Dave Filoni, provò subito un certo affetto per questa piccola padawan, al punto che non ha mai nascosto di essere estremamente protettivo nei suoi confronti. Si deve proprio a lui la caratterizzazione dell’infanzia di Ahsoka, che venne presentata sottoforma di una storia in cui veniva svelato il momento in cui la padawan scopriva la propria affinità con la Forza.

Pur avendo immaginato i primi passi da Jedi di Ahsoka, quando venne il momento di sviluppare il personaggio ci si trovò a fronteggiare un problema non da poco: non aveva alcuna esperienza con adolescenti. Il fulcro del personaggio era l’essere una ragazzina adolescente che affronta il mondo, anzi la galassia, al fianco di una figura paterna che la addestri. Conscio di non sapere come interpretare questo vissuto del personaggio, Filoni decise di ribaltare il suo modo di vedere la padawan, rendendo Ahsoja una Jedi che, casualmente, è anche una giovane adolescente. Superato questa problematica, per Filoni fu facile immaginare la vita della giovane allieva di Skywalker, tanto che sin dall’inizio ebbe in mente di arrivare a uno scontro tra la padawan e Darth Vader. Vennero ipotizzati diversi esiti di questo incontro, tra cui la morte di Ahsoka, ma quella sensazione di cerchio che si chiude era uno dei punti salienti della vita del personaggio.

Per concepire l’aspetto del personaggio furono necessari ben tre anni di lavoro, tra bozzetti, ipotesi e idee scartate. Se il nome del personaggio trae origine da quello di un principessa indiana, il suo abbigliamento risentì invece di influssi derivanti dalla cultura giapponese.

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Per il look della sua prima apparizione nel film Clone Wars, il modello fu l’abbigliamento di San de La principessa Monoke. Uno stile che rimase inalterato sino alla terza stagione della serie animata Clone Wars, dove Ahsoka, assieme ad altri personaggi, è soggetta a un cambio di stile radicale.

A sentire Filoni, il cambio era programmato, grazie a una miglioria delle tecniche di realizzazione dell’animazione. Non mancarono però critiche da parte di appassionati che vedevano nell’abbigliamento di Ahsoka una versione troppo libertina di un’adolescente. Il cambio di look di Ahsoka mise a tacere queste accuse. In questa occasione, la giovane padawan ottenne anche una seconda spada laser, anch’essa caratterizzata da un’impugnatura retroversa, sul modello del popolare personaggio giapponese Zaotichi.

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E questo legame con la cultura del Sol Levante si ripresenta in Rebels, dove Ahsoka sfoggia una corazza che ricorda quella dei samurai. L’Ahsoka che vediamo in azione in Rebels mostra una netta differenza, anche visiva, rispetto all’immagine che avevamo della padawan nella precedente serie animata. Una condizione normale, considerato non solo il passare del tempo, ma anche l’evoluzione interiore del personaggio. I suoi tatuaggi facciali sono diversi, anche le sue armi, due spade laser dalla lama bianca, sono un simbolo di questa sua evoluzione, che, all’interno della tradizione di Star Wars, la rendono indipendente dall’aderire ad una delle due fazioni di Force-sensitive, Jedi e Sith.

Convincere i fan

Quando si arrivò finalmente sullo schermo, il primo contatto tra Ahsoka e gli spettatori fu poco promettente. La sensazione iniziale dei fan fu che Ahsoka fosse troppo estremizzata nel suo essere pedante e scatenata, ma considerato che era già pronto un anno di episodi di Clone Wars, la produzione, specialmente Ashley Eckinson (la voce di Ahsoka), chiese ai fan di dare una possibilità alla padawan.

E questa richiesta di fiducia si è rivelata più che vincente. Durante Clone Wars, il rapporto tra Ahsoka e Anakin è un crescendo costante, in cui, pur lasciando alla padawan la possibilità di seguire una propria strada, si evince come tra i due ci sia il classico legame che abbiamo visto nella saga tra allievo e maestro.

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Soprattutto nelle battute finali di Clone Wars, Ahsoka sembra maturare una convinzione che in seguito diventerà il punto di svolta per il personaggio di Anakin: la perdita di fiducia nei Jedi. Accusata ingiustamente dal consiglio, la padawan verrà allontanata dall’Ordine, salvo poi venire nuovamente accolta, ma sarà proprio Ahsoka a rifiutare, convinta che l’attitudine dei Jedi sia lontana da quelli che dovrebbero essere i suoi punti fermi.

Inizialmente, Lucas avrebbe voluto che Ahsoka rientrasse nell’Ordine, ma Filoni lo convinse a lasciare che il personaggio si evolvesse in un’altra direzione. Una scelta coraggiosa, che ha reso possibile utilizzare la ex-Jedi anche in seguito, rendendola una dei primi elementi della futura Alleanza Ribelle, quando, con il nome in codice di Fulcrum, decise di aiutare i primi ribelli che si opponevano all’Impero, entrando a far parte del cast di Rebels.

La decisione di non fare rientrare Ahsoka all’interno dell’Ordine Jedi si rivela una felice intuizione da parte di Filoni. Lo sviluppo del personaggio, infatti, è basato su questo suo distanziarsi da un facile inquadramento all’interno di uno dei due schieramenti di utilizzatori della Forza. Una condizione che ha portato a identificare Ahsoka come un Jedi Grigio, una sorta di Jedi capace di muoversi all’interno di un codice morale meno rigido rispetto a quello che caratterizzava le azioni dell’Ordine.

Segnare la strada di Ahsoka

Non è un caso che la sua decisione la renda protagonista di un confronto particolarmente intenso con Anakin, il suo vecchio maestro, una volta divenuto il Signore Oscuro dei Sith. Per quanto inserito all’interno di un prodotto di animazione rivolto ad un pubblico adolescenziale, questo incontro tra Ahsoka e Darth Vader ha una rilevanza emotiva che può esser paragonata alla ben più celebre rivelazione vissuta in L’Impero colpisce ancora.

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Se Anakin, corrotto dal Lato Oscuro, decide di schierarsi al fianco dell’Imperatore Palpatine (aka Darth Sidious), per creare un nuovo ordine, Ahsoka inizialmente preferisce fuggire. Non è vigliaccheria, ma la reazione a un senso di abbandono e di disperazione, dovuto alla fine del suo mondo, seguito alla sua perdita di fiducia nei precetti dell’Ordine Jedi, o quantomeno nel modo in cui venivano vissuti.

Motivo per cui, sopravvissuta all’Ordine 66, intraprende una vita da eremita in lontane zone dell’Orlo Esterno, come raccontato nel romanzo Ahsoka, che fa da prequel anche al suo ritorno in azione in Rebels. Per Ahsoka schierarsi con la futura ribellione non è stato un passaggio immediato, ma un percorso personale maturato vedendo le conseguenze del nuovo ordine imperiale. Pur non avendo completato il suo addestramento da Jedi, Ahsoka arriva al punto di sentirsi Jedi, prendendo coscienza del fatto che la sua affinità con la Forza abbia una ragione: fare la cosa giusta.

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Questo senso di responsabilità portò anche Ahsoka in passato a intervenire nella Guerra Civile di Mandalore durante i giorni finali della Guerra dei Cloni, occasione in cui ha conosciuto personaggi che potrebbero essere un punto di contatto con la sua presenza nella seconda stagione di The Mandalorian. La comparsa di questa Jedi particolare all’interno della seria con protagonista Din Djarin è da valutare attentamente, soprattutto in relazione al rapporto tra Mandaloriani e Jedi.

Non va dimenticato che l’ultima volta che abbiamo visto Ahsoka era in compagnia di Sabine Wren, una figura chiave nella cultura mandaloriana, mentre andava in cerca di un disperso Ezra Bridger. Questo evento si colloca pochi anni prima dell’inizio di The Mandalorian, e il fatto che, come appreso nel trailer della seconda stagione delle imprese del Mando, sia necessario trovare un Jedi per garantire l’incolumità del Bambino lascia presagire che Ahsoka potrebbe avere nuovamente un ruolo di primo piano all’interno del mito di Star Wars.

E che la Forza sia con lei.

Se volete conoscere segreti del passato di Ahsoka, vi consigliamo la lettura del romanzo Ahsoka.