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Amazon si fa il suo processore. Si chiama Graviton ed è una CPU ARM

Amazon AWS ha annunciato nuove istanze cloud EC2 basate su Graviton, il suo processore basato su core ARM. Ecco qualche dettaglio sul progetto.

Per aziende come Intel e AMD il mercato del cloud computing rappresenta una gallina dalle uova d’oro, ma sono sempre più le realtà del settore cloud che si stanno avvicinando alla creazione di hardware proprietario in grado di soddisfare le proprie esigenze.

Amazon è tra queste e nelle scorse ore ha annunciato l’ingresso nel suo parco macchine AWS di Graviton, una CPU basata su architettura ARM che sarà al centro di nuove istanze EC2. Graviton non nasce dall’oggi al domani, ma affonda le proprie radici in un’acquisizione fatta da Amazon negli anni scorsi, quando portò tra le proprie fila gli Annapurna Labs.

L’uso di hardware proprietario può dare ad Amazon diversi vantaggi: può progettare un prodotto maggiormente mirato per specifici carichi, può sganciarsi dalle tempistiche di rinnovamento delle CPU di aziende come Intel e al tempo stesso può risparmiare denaro. Un risparmio che può intascarsi oppure sfruttare per proporre ai propri clienti servizi a costi più bassi, in modo da attrarne un maggior numero.

Jeff Bezos

Per ora Amazon non ha alcuna intenzione di usare Graviton in tutti i suoi sistemi cloud, ma è un ulteriore modo per diversificare e ridurre i rischi insiti nell’affidarsi a un solo fornitore. È delle scorse settimane infatti l’accordo tra AWS e AMD per l’uso delle CPU EPYC.

L’azienda quindi sembra voglia smarcarsi un po’ da Intel, soprattutto in un periodo in cui la casa di Santa Clara si trova a dover fare i conti con una grande richiesta di CPU e fatica ad accontentare tutti i clienti. Certo, siamo sicuri che Amazon non rimarrà mai a secco di chip Intel, ma è del tutto comprensibile che l’azienda di Jeff Bezos voglia avere del margine di manovra.

Il colosso del cloud computing non ha rilasciato grandi informazioni su Graviton, ma un articolo di annunciato offre qualche informazione in più. Anzitutto, secondo la testata, AWS è stata a un passo dall’integrare nei propri sistemi dei chip ARM sviluppati da AMD in passato. “Fino all’inizio del 2015, Amazon e AMD stavano lavorando insieme su un processore server ARM a 64 bit”. Il progetto però fallì quando, secondo una fonte industriale affidabile, AMD non riuscì a rispettare le specifiche prestazionali fissate dal partner.

Come noto, AMD ha lavorato sull’architettura ARM a 64 bit per alcuni anni, annunciando l’Opteron A1100 (nome in codice Seattle, la città dove ha sede proprio Amazon…), un prodotto che però non ebbe mai successo. Fu così che Amazon, a quanto pare, acquistò la licenza ARM e il progettista di SoC Annapurna Labs, messo dapprima a lavorare su soluzioni per l’IoT e sul chipset Nitro per la gestione della rete e dell’archiviazione in Amazon EC2.

Il nuovo parto dei progettisti di Annapurna è proprio Graviton. Stando a quanto “captato” da The Register, la CPU è un mix di soluzioni ARM “pure” e correttivi apportati internamente e si basa su core ARM Cortex-A72 a 2,3 GHz con supporto ai 64 bit. Non mancano l’accelerazione hardware per i calcoli in virgola mobile, le unità SIMD e il supporto a diversi algoritmi come AES, SHA-1, SHA-256, GCM e CRC-32. “Le istanze con 16 CPU virtuali sono disponibili in quattro cluster quad-core con 2 MB di cache L2 condivisa per cluster, 32 KB di cache L1 dati e 48 KB di cache L1 instruction per core”.