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Conclusioni

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Sintesi

Abbiamo realizzato questo esperimento di confronto tra FreeSync e G-Sync nella speranza che un approccio di gruppo ci fornisse informazioni aggiuntive o che ci portasse a qualche conclusione inaspettata. In qualche modo abbiamo avuto quel che cercavamo. Andiamo al sodo: meglio G-Sync o Free-Sync?

Per l'attuale stato delle due tecnologie, l'ecosistema G-Sync è più maturo. Dalle schede video compatibili ai monitor e all'intervallo di refresh variabile, Nvidia ha qualcosa in più. Inoltre ha un vantaggio quando andate sotto l'intervallo di refresh variabile. Il nostro esperimento non ci ha mai spinto a tanto, quindi non è stato un problema da risolvere nell'analisi.

C'è da dire però che si pagano 150 euro in più per il monitor G-Sync usato per la prova – un prezzo che supera ciò che molti partecipanti sarebbero disposti a pagare per avere la migliore esperienza. Alcuni di quelli, tra l'altro, hanno persino scelto la configurazione hardware AMD meno costosa come la loro preferita.

Date le similarità tecniche, fintanto che le due tecnologie operano nel loro intervallo di refresh variabile, dovreste avere fondamentalmente dei risultati identici. Sulla carta è così. Le differenze emergono al di fuori dall'intervallo in questione, dove FreeSync e G-Sync vi chiedono di scegliere tra V-Sync attivo o no, e il G-Sync è in grado di raddoppiare – o più – i refresh della schermata quando si scende sotto 30 FPS. Abbiamo scelto di lasciare il V-Sync disattivato sui sistemi FreeSync dopo aver indagato sulle abitudini dei nostri parteciapnti e conoscendo il comportamento di default del driver di AMD. Tuttavia sarebbe stato interessante confrontare i risultati con V-Sync attivo, in particolare con Borderlands.

Conclusione

AMD è in svantaggio perché non raggiunge un intervallo di refresh variabile ampio quanto quello di Nvidia. Se scegliete il monitor QHD/FreeSync/IPS testato e giocate a titoli come Borderlands su una 390X, finirete quasi sicuramente fuori dall'intervallo di 35-90Hz, anche con i dettagli più alti possibili. Al contrario lo schermo QHD/FreeSync/TN che avremmo potuto selezionare avrebbe incontrato problemi con le impostazioni di qualità usate in The Witcher 3, il quale ha raggiunto una media nei 40 FPS, ma è anche sceso sotto.

Similarità teoriche a parte, tra G-Sync e FreeSync, non possiamo ignorare che un buon numero di partecipanti ha scelto la soluzione Nvidia nei giochi dove FreeSync e G-Sync operavano sempre all'interno dei rispettivi intervalli. Questo è avvenuto con un tasso di 2:1 in Crysis e quasi 3:1 in Battlefield 4. Si tratta di discrepanze che difficilmente attribuiamo al refresh variaibile. Sono dovute a qualcos'altro – una situazione resa ancora più strana dal fatto che entrambi i giochi erano AMD Gaming Evolved.

Certamente, FreeSync è relativamente giovane rispetto al G-Sync, e abbiamo capito che ci sono aggiornamenti hardware e software che migliorano o possono migliorare alcune delle debolezze attuali della tecnologia. Gli ingegneri di AMD e Nvidia sanno che, all'interno dell'intervallo refresh variabile, FreeSync e G-Sync saranno ugualmente godibili. Anche sei nostri dati sperimentali danno a Nvidia un vantaggio, pagare 150 euro o più potrebbe convincere gli appassionati a optare per l'altra tecnologia.

Per quanto concerne noi, siamo felici che esistano entrambe le tecnologie. Un plauso a Nvidia per l'innovazione in anticipo sui tempi. AMD ha scelto un approccio differente e si è presa più tempo. Tuttavia ora ci sono in commercio prodotti di buon fattura come l'MG279Q. Senza dubbio il prezzo inferiore dei monitor FreeSync sarà apprezzato maggiormente da chi ha un budget contenuto. Un esperimento simile tra un anno potrebbe dare risultati diversi? È difficile da stabilire.