La decisione di AMD di relegare le GPU RDNA 2 in modalità manutenzione sta sollevando preoccupazioni concrete per il futuro delle console portatili da gaming, con particolare attenzione rivolta ai dispositivi appena lanciati sul mercato. La mossa dell'azienda di Sunnyvale potrebbe avere ripercussioni immediate su prodotti venduti a prezzi premium, trasformandoli potenzialmente in hardware obsoleto nel giro di poche settimane dal lancio. Il caso più eclatante riguarda ASUS ROG Xbox Ally, equipaggiato con chip Ryzen Z2A basato proprio su architettura RDNA 2, un dispositivo che costa circa 600 dollari e che rischia di trovarsi senza supporto ottimizzato poco dopo il suo debutto commerciale.
L'aggiornamento driver rilasciato da AMD ha infatti rimosso le GPU RDNA 1 e RDNA 2 dalla lista prioritaria che riceve ottimizzazioni mensili per i nuovi giochi. Una scelta che ha sorpreso l'intera community considerando che la serie RX 6000, basata su RDNA 2, ha meno di quattro anni e ha rappresentato un successo commerciale significativo nella competizione contro le schede RTX 3000 di NVIDIA. Senza il contributo di questa generazione, AMD non avrebbe probabilmente consolidato la sua posizione attuale come alternativa orientata al rapporto qualità-prezzo nel mercato delle schede grafiche.
Come evidenziato da Hardware Unboxed, il problema assume dimensioni particolarmente critiche per le console portatili da gaming. Questi dispositivi dipendono dalle ottimizzazioni software molto più dei componenti desktop, e sebbene produttori come Valve e Asus collaborino direttamente con AMD per perfezionare il silicio, l'esclusione di RDNA 2 dal ramo principale dei driver potrebbe causare problemi prestazionali con i titoli di prossima uscita. Le nuove release videoludiche richiedono infatti ottimizzazioni driver specifiche per sfruttare appieno l'hardware fin dal primo giorno di lancio.
La questione assume contorni particolarmente paradossali quando si considera che stiamo parlando di un prodotto brandizzato come "Xbox". L'eventualità che un device così recente e costoso possa ritrovarsi privo di ottimizzazioni driver rappresenterebbe uno degli episodi più negativi nella storia delle esperienze gaming console-like. Non avrebbe senso per AMD rilasciare aggiornamenti specifici solo per le APU come il Ryzen Z1, trattenendo queste ottimizzazioni dalle release principali destinate a configurazioni desktop e laptop.
Valve si trova in una posizione leggermente più favorevole grazie all'utilizzo dei driver open-source RADV Vulkan su Linux, che l'azienda ottimizza autonomamente senza dipendere dalle scelte di AMD in ambiente Windows. La situazione differisce nettamente per dispositivi come ROG Xbox Ally appena lanciato, che potrebbero trovarsi improvvisamente privi del supporto necessario per garantire prestazioni ottimali. Al momento, l'unica risorsa disponibile per questi dispositivi potrebbe essere il supporto della community di terze parti.
AMD ha precisato che RDNA 1 e 2 continueranno a ricevere correzioni per bug critici e aggiornamenti di sicurezza, ma le nuove funzionalità resteranno appannaggio esclusivo delle serie RX 7000 e 9000. Nel frattempo, l'azienda ha dovuto affrontare anche un'altra controversia legata allo stesso aggiornamento driver: alcune note di rilascio indicavano erroneamente la disabilitazione della ricarica tramite porta USB-C sulle schede della serie RX 7900. AMD ha successivamente chiarito trattarsi di un errore nelle note pubblicate, confermando che la funzionalità USB-C rimane operativa come in precedenza, con modalità DisplayPort Alt e capacità di ricarica intatte.
Il confronto con la concorrenza rende la strategia di AMD ancora più discutibile. NVIDIA continua a supportare la sua variante USB-C, Virtual Link, nonostante nessuna GPU successiva alla serie RTX 20 monti questa porta. L'azienda di Jensen Huang ha inoltre garantito supporto alle architetture Maxwell e Pascal per circa un decennio, con le GTX 10 rimaste nella lista prioritaria fino a settembre dello scorso anno, otto anni dopo il loro debutto sul mercato.
Una longevità del supporto che probabilmente riflette anche la posizione finanziaria di NVIDIA, attualmente l'azienda più ricca al mondo, ma che evidenzia comunque un approccio radicalmente diverso alla gestione del ciclo di vita dei prodotti rispetto alla strategia adottata da AMD con RDNA 1 e 2.