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Conclusioni

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Come cambiano le prestazioni di un array RAID aumentando la quantità di dischi? In questo primo articolo ci concentreremo sulle prestazioni di un RAID 0, RAID 1 e RAID 0+1.

Conclusioni

Conclusion

Creare un ambiente ideale per un’array RAID ad alte prestazioni non è semplice: non basta mettere assieme i componenti. Il nostro sistema, basato sul controller Areca ARC-1220 SATA RAID è un’ottima soluzione sulla carta, ma raggiunge velocemente i suoi limiti massimi: velocità interfaccia pari a 500 MB/sec, meno di 400 MB/sec in lettura e 275 MB/sec in scrittura. Con cinque hard disk potrete spremere le massime prestazioni da un RAID 0. Tuttavia, crediamo che un’altra piattaforma, o un controller ottimizzato per RAID 0, potrebbe scalare maggiormente le prestazioni. Nella seconda parte di questo articolo vi mostreremo che il controller Areca è maggiormente adatto per configurazioni RAID 5 e RAID 6, non per RAID 0 o RAID 1.

Il sistema di prova offre delle basi per ottenere risultati eccezionali con i benchmark di I/O, dato che ogni hard disk aggiuntivo permette di aumentare abbastanza le prestazioni. Chiaramente, l’Areca ARC-1220 è ottimo per applicazioni che utilizzano database o ambienti con un alto carico di I/O.

Anche se la velocità di trasferimento dati scala abbastanza bene con una manciata di dischi, i tempi medi di accesso soffrono del numero superiore di dischi. Dipendentemente dalla posizione delle testine di ogni disco, i tempi di accesso dell’array sono molto simili ai tempi di accesso massimi di tutti i drive, a cui va sommato l’overhead del protocollo. Come risultato, un array con più hard disk non ha molto senso per i PC high-end degli appassionati. Utilizzare hard disk flash potrebbe essere una scelta intelligente per raggiungere elevate prestazioni nell’imminente futuro. Nel frattempo, un Raptor da 10000 giri rimane una soluzione ideale per abbreviare i tempi di accesso, anche se la spesa lieviterà velocemente.