Il panorama dei portatili Apple si prepara a completarsi con l'arrivo delle versioni più potenti della gamma MacBook Pro 2025. Dopo il lancio dello scorso ottobre del MacBook Pro da 14 pollici con chip M5 base, presentato da Cupertino come "il grande salto in avanti nell'intelligenza artificiale per Mac", l'ecosistema attende ora i modelli di fascia alta che andranno a soddisfare le esigenze dei professionisti più esigenti. La lineup rimane infatti incompleta senza il MacBook Pro da 16 pollici e senza le varianti equipaggiate con i processori M5 Pro e M5 Max, destinati a chi lavora con carichi computazionali intensivi.
L'indizio più significativo sulla possibile data di presentazione arriva indirettamente da Apple stessa, attraverso il calendario di lancio di un servizio completamente diverso. Il 28 gennaio è infatti fissato come giorno di debutto per Apple Creator Studio, il nuovo abbonamento rivolto ai professionisti creativi. La coincidenza temporale non è passata inosservata agli analisti del settore, che vedono in questa sovrapposizione una strategia di marketing coerente: i destinatari del servizio Creator Studio coincidono perfettamente con il pubblico target dei MacBook Pro più performanti.
La speculazione si rafforza considerando le abitudini di lancio di Apple, che tradizionalmente predilige martedì e mercoledì per gli annunci di nuovi prodotti. Un reveal congiunto permetterebbe a Cupertino di massimizzare l'impatto mediatico e di presentare un ecosistema integrato hardware-software per i creator, dai videomaker ai fotografi professionisti, fino agli sviluppatori che lavorano con modelli di machine learning complessi.
Il chip M5, già disponibile sul MacBook Pro da 14 pollici entry-level, ha stabilito nuovi parametri prestazionali soprattutto nell'ambito dell'intelligenza artificiale. La GPU di nuova generazione integra un Neural Accelerator in ciascun core, consentendo un incremento delle prestazioni AI fino a 3,5 volte rispetto alla generazione M4, mentre le performance grafiche crescono fino a 1,6 volte. Il Neural Engine potenziato, insieme alla maggiore larghezza di banda della memoria, accelera operazioni che vanno dall'avvio delle applicazioni all'esecuzione on-device di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), rendendo il MacBook Pro una workstation autonoma per il machine learning locale.
La configurazione attuale del MacBook Pro da 14 pollici con M5 prevede una CPU a 10 core e una GPU a 10 core, con opzioni di memoria limitate a 16GB o 24GB e storage SSD da 512GB o 1TB. Si tratta di specifiche pensate per un utilizzo professionale ma non estremo, che lasciano spazio alle varianti Pro e Max per chi necessita di configurazioni più aggressive in termini di core count, memoria unificata e bandwidth.
I modelli attesi includono il primo MacBook Pro da 16 pollici con architettura M5, affiancato dalle versioni da 14 e 16 pollici equipaggiate con M5 Pro e M5 Max. Storicamente, i chip Pro e Max di Apple rappresentano un salto sostanziale rispetto alle varianti base: più core CPU e GPU, maggiore memoria unificata (fino a 128GB o oltre), larghezza di banda superiore e capacità di gestire più display esterni ad alta risoluzione. Questi processori sono destinati a professionisti che lavorano con editing video 8K, rendering 3D, compilazione di codice su larga scala e training di modelli AI.