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Auricolari Lavanda Lune ANC: una valida, e comoda, opzione senza fili

Ok, lo sappiamo bene: se vuoi ascoltare la musica al top, l’unica opzione è un sistema di casse di alta gamma; se vogliamo qualcosa per ascoltare musica senza assordare il vicinato, allora bisogna ricorrere alle cuffie e bisogna scegliere quelle buone. Punto.

Però… però… gli auricolari sono dannatamente comodi: così piccoli da poterli portare ovunque, adesso con una autonomia più che dignitosa (molto più che dignitosa) e prestazioni che non si avvicinano ai sistemi di fascia alta, ma con le quali si può scendere a patti, in alcuni casi.

Alcuni casi molto ben definiti. O almeno fino a poco tempo fa, perché siamo finalmente giunti a quel punto dove gli altoparlanti si sono trovati un decennio (o poco più) fa: mentre una volta le casse di fascia media costavano comunque parecchio, improvvisamente arrivarono delle proposte economiche che svolgevano un lavoro egregio!

Ai tempi, smarrimento e frustrazione si diffusero tra gli appassionati, ma all’orecchio non si comanda e dato che il suono era buono, non potevamo che esserne contenti e tutti accettammo l’idea che per ascoltare al TOP bisognava ancora spendere molto, ma se ci si accontentava di una fedeltà alta invece che molto alta i prezzi arrivavano alla portata di chiunque.

Siamo dunque davanti a uno dei nuovi kit “per quello che costano vanno benissimo”? Dipende da cosa cerchiamo.

 

Design ed ergonomia

I Lavanda Lune sono degli auricolari Bluetooth a cancellazione di rumore attiva che si presentano molto bene. Da un punto di vista del design non solo hanno poco da invidiare a molti concorrenti blasonati, ma secondo me si presentano anche meglio.

La custodia è molto piccola, ma garantisce quasi 35 ore di ascolto (praticamente quattro ricariche da 7 ore mezzo di utilizzo ciascuna, in media a seconda della modalità attivata), si apre con un piacevole effetto “a scatto”, resta chiusa per bene quando deve grazie a un magnete e ha un comodo indicatore della carica residua con quattro led bianchi. Una presa USB C permette la ricarica delle batterie interne all’astuccio in meno di mezz’ora.

All’interno si trovano i due auricolari dall’aspetto molto piacevole. Nero lucido e lisci al tocco all’esterno, diventano opachi e morbidi all’interno, con i classici terminali intercambiabili in silicone per adattarsi a dimensioni e forma del nostro condotto uditivo. I modelli di terminale morbido sono ben cinque già disponibili nella confezione.

Il sistema di inserimento nell’orecchio è l’ormai classico “spingi e ruota”. Le dimensioni non sono proprio minuscole, ma la presa è davvero salda anche con un padiglione solitamente un po’ “difficile” come il mio. I materiali usati le rendono comode nell’utilizzo anche per svariate ore. Nel nostro test, le ho portate in aereo dove mi hanno fatto compagnia per tre ore e mezzo ininterrottamente senza crearmi problemi.

In aereo avevo anche l’ambiente perfetto per testare le tre modalità di utilizzo delle Lune: ANC (active noise cancelling, ovvero soppressione attiva del rumore), trasparente (in cui si dovrebbe riuscire a udire bene la voce di una persona mentre si ascolta la musica o in ambienti rumorosi) e senza elaborazioni attive. Tutta l’interazione con l’utente, inclusa la selezione della modalità, si effettua tramite tocchi sulla superficie esterna dell’auricolare, con effetti diversi tra tocco breve e tocco lungo. Un tocco breve a sinistra cicla tra le modalità. Un tocco lungo spegne l’auricolare che abbiamo toccato e un tocco prolungato su entrambi gli auricolari attiva la modalità di pairing bluetooth.

 

Prestazioni e qualità del suono

Quando si parla di qualità sonora, c’è sempre un po’ di soggettività da tener presente, ma una cosa è sicura: se un prodotto suona male, si è sempre tutti d’accordo. Per fortuna, non è il caso delle Lune e quindi un po’ di soggettività ci sarà. Solitamente, uso degli auricolari giapponesi dal nome che sembra un numero seriale e sono rinomati nel settore. Ebbene, da un punto di vista sonoro, le Lune non riescono a batterle, ma si comportano molto bene.

I bassi sono assolutamente ragionevoli e si nota qualche mancanza sulle note “altissime”, ma la musica resta molto gradevole in praticamente tutti i generi (Ok, non ho provato la trap, ma non ce la faccio…) senza mancanze gravi.

La cosa scomoda, se vogliamo, è che non si possono preimpostare delle equalizzazioni. Non c’è un’app di supporto e quindi tutte e modifiche devono avvenire tramite l’interfaccia utente della sorgente audio.

In aereo, ho messo alla prova la modalità ANC, aspettandomi quella classica sensazione di assorbimento che caratterizza le cuffie. Va bene, non mi aspettavo proprio la stessa cosa, ma neanche così poco. Abilitare o disabilitare l’ANC cambia le cose davvero poco.

Va un po’ meglio in ambienti dove c’è un solo elemento rumoroso, come una ventola da PC al massimo o un sottofondo omogeneo tipo camion del lavaggio strade, ma diciamo che l’isolamento acustico è già molto buono grazie all’ergonomia dei terminali e quindi il mio consiglio è quello di non usare l’ANC per evitare di consumare batteria (quasi) inutilmente.

In compenso, la modalità trasparente è quantomeno dannosa. In aereo tende a sollevare il rumore di fondo rendendo la voce meno chiara di quanto non sia in modalità ANC o senza filtri. Fuori dall’aereo non ho notato comunque particolari benefici, sebbene si senta un effetto diverso.

 

In definitiva

Questi auricolari mi sono piaciuti. Non credo che sostituiranno quelli Sony, ma restano una valida alternativa che costa molto meno. Al momento, sono oggetto di una campagna su Indiegogo, ma il prezzo di vendita finale dovrebbe assestarsi poco sopra ai 100 euro, rendendoli comunque interessanti non perché costano meno, ma perché tecnicamente ben fatti e comodi nell’utilizzo, anche grazie alla loro certificazione IP66 che li rende resistenti a sudore e acqua.