Google si prepara a introdurre una funzionalità che la sua base utenti chiede da oltre un decennio: la possibilità di cambiare il proprio indirizzo Gmail senza perdere dati, messaggi o l'accesso ai servizi collegati. Una modifica apparentemente semplice, ma che fino ad oggi è rimasta praticamente impossibile da realizzare in modo pulito, costringendo milioni di utenti a convivere con indirizzi email creati anni fa e ormai inadeguati. La notizia emerge da un aggiornamento della documentazione di supporto in lingua hindi, dove Mountain View ha descritto i dettagli di questo sistema atteso da tempo.
Attualmente, modificare il proprio indirizzo Gmail è un'operazione che oscilla tra l'impossibile e il tremendamente complesso. L'account Google è infatti legato a un indirizzo email specifico, e per la maggior parte degli utenti questo coincide con l'indirizzo Gmail che termina con @gmail.com. L'unica alternativa ufficiale prevede il passaggio a un indirizzo di posta di terze parti, ma questo comporta l'eliminazione completa del servizio Gmail associato, con tutti i rischi e le complicazioni del caso. Creare un nuovo account da zero e impostare l'inoltro automatico dalla vecchia casella rimane l'unica soluzione praticabile, ma chiaramente inadeguata per chi ha anni di cronologia, contatti e servizi collegati.
Secondo quanto riportato nella documentazione aggiornata, Google consentirà agli utenti di selezionare un nuovo indirizzo Gmail mantenendo intatto l'intero ecosistema di dati associato. Il vecchio indirizzo non scomparirà nel nulla, ma verrà convertito in un alias: sarà possibile accedere all'account utilizzando entrambi gli indirizzi, e tutti i messaggi, le impostazioni e i dati collegati rimarranno accessibili. Si tratta di un'implementazione tecnica che garantisce continuità operativa senza interruzioni del servizio, un aspetto cruciale per chi utilizza Gmail in ambito professionale o ha anni di corrispondenza archiviata.
Le limitazioni imposte da Google sono significative e rivelano una chiara strategia per evitare abusi del sistema. La possibilità di cambiare indirizzo sarà consentita una sola volta ogni 12 mesi, con un tetto massimo di tre modifiche totali per l'intera durata dell'account. Vincoli comprensibili, considerando i potenziali problemi legati a spam, phishing e tentativi di eludere blocchi o segnalazioni. La scelta dell'azienda di Mountain View riflette l'equilibrio tra flessibilità per l'utente e necessità di mantenere l'integrità della piattaforma.
La funzionalità non è ancora attiva e il suo rilascio avverrà in modo graduale, senza disponibilità immediata per tutti gli utenti. Google ha confermato nella documentazione che il rollout sarà progressivo, seguendo probabilmente il collaudato schema di distribuzione a ondate già visto per altre funzioni di Gmail e dell'ecosistema Google Workspace. Al momento non sono disponibili informazioni precise sulla disponibilità geografica, né è chiaro se e quando la funzione raggiungerà gli account europei, dove le normative GDPR e il Digital Markets Act potrebbero influenzare tempi e modalità di implementazione.
L'impatto di questa novità potrebbe essere considerevole, specialmente per chi ha creato il proprio account Gmail in giovane età con username poco professionali, o per chi ha semplicemente cambiato identità personale o professionale nel corso degli anni. La rigidità dell'indirizzo email è sempre stata una delle principali critiche mosse a Gmail rispetto a servizi di posta più flessibili, e questa mossa potrebbe ridurre significativamente la migrazione verso provider alternativi come Proton Mail, Outlook o soluzioni self-hosted.
Resta da vedere se Google estenderà questa funzionalità anche agli account Google Workspace aziendali, dove la gestione degli indirizzi email segue logiche diverse e spesso più complesse legate ai domini personalizzati. Per il momento, l'azienda non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla tempistica di rilascio globale né sui criteri di eleggibilità degli account, lasciando aperte diverse domande sulla portata effettiva dell'aggiornamento. Con un po' di fortuna, il 2026 potrebbe essere l'anno in cui milioni di utenti potranno finalmente dire addio a indirizzi email imbarazzanti creati nell'era pre-smartphone.