Tom's Hardware Italia
Computer Portatili

Cara Apple, la Touch Bar l’ho vista su un Fujitsu del 2008

Chissà se Apple si è ispirata al Fujitsu LifeBook N7010 del 2008 per la sua Touch Bar. A volte è davvero una questione di timing.

Tutti a sgranare gli occhi di fronte alla nuova Touch Bar del MacBook Pro.Si sa: le cose colorate che brillano catturano lo sguardo. Inutile? Utile? Di certo è una non-novità assoluta. Nel 2008 Fujitsu sbarcò sul mercato con il LifeBook N7010, un portatile che montava un piccolo schermo touch aggiuntivo da 4 pollici.

Fujitsu LifeBook N7010
LifeBook N7010

Serviva per avviare le applicazioni Windows. Insomma un "launcher" per di più personalizzabile. Volendo poteva essere impiegato anche come visore di anteprime di foto, video o per la webcam. Inoltre con il mouse ci si poteva spostare liberamente dal display principale da 16 pollici a quello secondario.

apple macbook pro touch bar 02 021c930ea935947f8758a792299670707
MacBook Pro 2016

Ieri Apple ha svelato quella che potrebbe essere considerata un'evoluzione di quel concetto. Il nonno avviava le applicazioni, il nipote illegittimo mostra funzioni in relazione alle applicazioni aperte. Per di più, guardando il video dell'epoca, colpisce come oggi la customizzazione avvenga in punta di dito semplicemente trascinando gli strumenti desiderati verso la zona OLED. Allora c'erano menu e click.

Ma andiamo oltre. A parte l'evidente salto tecnologico, bisognerebbe riflettere forse su due dettagli spesso sottovalutati. Il timing e la disponibilità al cambiamento.

Apple a volte non ha tirato fuori dal cappello una rivoluzione copernicana, bensì ottimizzato e confezionato una tecnologia già esistente scegliendo il momento perfetto per la sua accoglienza. Nel 2008 noi di Tom's Hardware parlammo del LifeBook N7010 quasi snobbando il dettaglio del secondo schermo e soffermandoci invece sul raffreddamento a liquido. Ai tempi deve esserci sembrato ben più affascinante.

Oggi invece sappiamo che un sistema di raffreddamento alternativo non attirerà mai così tanta attenzione come un presunto salto innovativo sul fronte dell'interazione. L'hanno capito anche le aziende ed è per questo motivo che tutte lavorano per migliorare l'esperienza d'uso. E non bisogna fraintendere perché per "esperienza" vale anche la qualità dei materiali, il design, etc.

leggerezza
Leggerezza (Una delle sei proposte di Calvino per questo millennio – Lezioni Americane)

Non possiamo sapere se Apple abbia azzeccato la mossa, e personalmente non mi interessa. Ben più importante prendere coscienza del fatto che la maturità di una tecnologia innovativa non basta per decretarne il successo. A volte sono fondamentali gli affinamenti, il suggerimento di impiego e anche (perché no?) il design. Non tutti viviamo l'efficienza come priorità. Molti – direi sempre di più – hanno bisogno di una componente ludica o che il senso del piacere venga costantemente soddisfatto.

Dopodiché quanto siamo disposti a cambiare le nostre abitudini di fronte a una novità? Quando Apple ha eliminato il lettore CD dai suoi portatili molti hanno gridato allo scandalo. Poi però ci siamo resi conto che senza supporti ottici si poteva sopravvivere. Oggi Apple fa scomparire i connettori più diffusi e obbliga ad acquistare accessori di ogni tipo. È terribile dover girare con un bagaglio fatto di gingilli e cavi, ma sarà sempre così?

La risposta è nuovamente nel timing. Se Apple ha anticipato troppo ne pagherà le conseguenze. In caso contrario avremo scoperto che nella vita possiamo viaggiare più leggeri. E magari che possiamo fare a meno di qualcosa. Anche di un MacBook Pro.

Lezioni americane di Italo Calvino "Lezioni americane" di Italo Calvino