OpenAI ha avviato il rilascio di un sostanzioso aggiornamento per ChatGPT che introduce funzionalità avanzate di ricerca nella cronologia delle conversazioni, ma con una limitazione significativa: la novità è riservata esclusivamente agli abbonati Plus e Pro. Si tratta di un miglioramento atteso da tempo dalla comunità, considerando che le attuali capacità di ricerca del chatbot si sono rivelate inadeguate per gestire archivi di conversazioni complessi e articolati, un problema particolarmente sentito da professionisti e power user che utilizzano intensivamente lo strumento.
Il limite dell'attuale sistema di ricerca è evidente quando si hanno numerosi thread simili: ChatGPT fatica a distinguere tra conversazioni con argomenti affini, restituendo risultati poco pertinenti o addirittura irrilevanti. Questo rende praticamente impossibile recuperare informazioni specifiche sepolte in conversazioni datate, costringendo gli utenti a scorrere manualmente l'intera cronologia. Una criticità che diventa ancora più marcata per chi utilizza ChatGPT come strumento di lavoro quotidiano, accumulando centinaia o migliaia di chat nel tempo.
La soluzione implementata da OpenAI si basa su una nuova funzione chiamata "reference chat history", che secondo l'azienda consente al chatbot di individuare dettagli specifici nelle conversazioni passate con maggiore affidabilità. Il sistema non si limita a fornire una risposta: ogni chat utilizzata per costruire la risposta viene ora mostrata come fonte citabile, permettendo agli utenti di risalire al contesto originale e verificare l'accuratezza delle informazioni recuperate. Un approccio che ricorda le funzionalità di citazione delle fonti implementate nei motori di ricerca basati su AI come Perplexity o Microsoft Copilot.
Ma le novità non si fermano alla ricerca. A dicembre OpenAI aveva già introdotto un sistema di personalità configurabili per ChatGPT, permettendo agli utenti di modellare il comportamento del chatbot secondo le proprie preferenze. Attraverso il pannello di personalizzazione nelle impostazioni, è possibile regolare parametri come il livello di cordialità e entusiasmo nelle risposte, la frequenza di utilizzo di intestazioni ed elenchi puntati, e persino l'uso di emoji. Un livello di customizzazione che ricorda le impostazioni di tono disponibili in altri strumenti di scrittura assistita da AI, ma applicato all'interazione conversazionale.
L'aggiornamento include anche miglioramenti significativi alle capacità di dettatura vocale, estesi questa volta a tutti gli utenti autenticati indipendentemente dal piano di abbonamento. OpenAI dichiara di aver ridotto drasticamente le trascrizioni vuote e migliorato l'accuratezza complessiva del riconoscimento vocale, un aspetto critico per l'utilizzo mobile e hands-free del chatbot. Si tratta di un'area in cui i servizi di trascrizione basati su modelli Whisper di OpenAI hanno già dimostrato prestazioni competitive rispetto a soluzioni consolidate come Google Speech-to-Text.
La decisione di limitare la ricerca avanzata nella cronologia agli abbonamenti a pagamento segue la strategia di monetizzazione già vista con altre funzionalità premium come GPT-4, l'accesso prioritario ai server e i limiti di utilizzo più elevati. Gli abbonamenti ChatGPT Plus e Pro costano rispettivamente 20 e 200 dollari al mese, con il tier Pro pensato per utenti enterprise e professionisti che necessitano di capacità computazionali estese e accesso illimitato ai modelli più avanzati. Una differenziazione che pone interrogativi sulla democratizzazione dell'accesso agli strumenti AI più sofisticati, tema sempre più centrale nel dibattito tecnologico contemporaneo.
Il rollout della funzionalità di ricerca avanzata è graduale, seguendo il tipico approccio di OpenAI che prevede distribuzioni scaglionate per testare stabilità e performance su larga scala prima della disponibilità generale. Gli utenti Plus e Pro dovrebbero vedere comparire la novità nei prossimi giorni, anche se i tempi esatti dipenderanno dalla regione geografica e dall'infrastruttura di distribuzione.