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Chip analogici alla riscossa nel power saving

Pagina 1: Chip analogici alla riscossa nel power saving

Il segmento per il power management è destinato a crescere; Gartner Dataquest ha previsto un fatturato di 6,4 miliardi di dollari per il solo 2006 e share di incremento annuali superiori all’intero comparto dei semiconduttori

La crisi energetica internazionale è responsabile di almeno un effetto positivo: stimolare la ricerca e gli investimenti nel settore del "power management". E chi ne sta approfittando di più, almeno nell’IT, sono le aziende specializzate nell’ingegnerizzazione e produzione di chip analogici. Per i non addetti ai lavori questo genere di prodotti sembrano essere il frutto di un’anomalia semantica. Eppure i chip "non digitali" svolgono un lavoro fondamentale nella gestione dei voltaggi e della corrente, evidenziandosi di fatto come uno dei componenti chiave per migliorare l’efficienza energetica di gadget e prodotti elettronici.

Il 50% delle commesse di chip analogici, infatti, provengono proprio da questo settore. Un’area in espansione, che secondo le ultime previsioni di Gartner Dataquest, raggiungerà nel 2006 un volume di vendite di circa 6,4 miliardi di dollari. In pratica il 13% in più rispetto all’anno scorso. Dati assolutamente incoraggianti, che staccheranno di almeno 2 punti percentuali l’incremento previsto per l’intero settore dei semiconduttori accreditato dell’11% – per un totale di 260 miliardi di dollari.

Le richieste energetiche dell’hardware di nuova generazione e le "bollette" in rialzo soffieranno quindi sulle vele di aziende come Texas Instruments, Intersil, National Semiconductor, Linear Technology, Maxim Integrated Products e Analog Devices. "Nei prossimi 3/5 anni la combinazione di questi due fattori permetteranno al power management e ai chip analogici di guadagnare quote di mercato ad un tasso di crescita superiore rispetto all’intero segmento dei semiconduttori", ha dichiarato David Heacock, dirigente di Texas Instruments.