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Chrome, una nuova cache vi farà navigare più velocemente

Google è al lavoro per sviluppare un nuovo sistema di cache da integrare in Chrome che permetterà di caricare più velocemente pagine già visitate.

Il team di Chrome è al lavoro su un nuovo sistema di cache con cui ha intenzione di migliorare la vostra esperienza di navigazione, facendo caricare più velocemente le pagine web che avete già visitato e su cui volete tornare premendo il tasto indietro.

Il browser di Google in realtà archivia già nella cache i diversi file che formano una pagina web, quindi solitamente quando si rivisita la suddetta pagina premendo il tasto indietro non c’è bisogno di riscaricare immagini, JavaScript e CSS usati per crearla. Al momento Chrome deve “solamente” rianalizzare il file HTML e ricostruire la pagina, decomprimere le immagini, rieseguire i JavaScript, riapplicare gli stili e così via. Alla fine, l’unico “step” che viene saltato è il download dei vari file.

La nuova cache in via di sviluppo si chiama bfcache (back / forward cache) e va a modificare la procedura appena descritta: il browser salva lo stato di una pagina (compresi gli script ancora nel bel mezzo dell’esecuzione, le immagini renderizzate e perfino la posizione in cui ci si trova) e lo ricarica una volta che viene premuto il tasto indietro. Per lo sviluppo Google non ha utilizzato l’engine Google Blink in quanto bfcache non sarebbe compatibile con il modello multiprocesso usato da Chrome.

Il “lato negativo” della bfcache è che accelera solamente il caricamento delle pagine visitate di recente. Come il nome suggerisce, si applica solo alla navigazione che effettuate tramite i tasti indietro e avanti (back e forward), ma secondo Google questo tipo di navigazione occupa una buona fetta dell’esperienza di browsing degli utenti: parliamo del 10% delle pagine visitate da desktop e del 19% di quelle visitate da mobile.

Anche se è una novità per Chrome, la bfcache non è del tutto sconosciuta a Safari e Firefox. Apple ha creato per il suo browser un sistema simile nel 2002, chiamato Page Cache, anche se ha iniziato a usarlo solo nel 2009 (il supporto per le pagine HTTPS è arrivato nel 2012). Il sistema di Firefox – chiamato anch’esso BFCache – è stato introdotto nel 2005 con la versione del browser 1.5.

La nuova bfcache dovrebbe ridurre l’impatto sulla batteria, visto che riaprire una pagina “messa in pausa” è meno impegnativo che ricostruirla, ma potrebbe anche aumentare la quantità (già elevata) di memoria usata dal browser. Il lavoro d’implementazione non sarà semplice e, probabilmente, non vedremo la nuova cache implementata nella versione stabile di Chrome fino al 2020.