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Come scegliere il gruppo di continuità: tipologia e potenza

Il gruppo di continuità, o UPS – acronimo che significa Uninterruptible Power Supply – è un dispositivo che si interpone tra la presa di corrente e vari dispositivi come monitor, PC, altoparlanti e tanto altro. Il suo scopo è fornire energia ai dispositivi se manca la corrente principale, grazie a una batteria integrata, e per questo si chiama anche Gruppo di continuità. Possiamo descrivere un UPS in maniera banale come una “batteria con delle prese“, ma in realtà è un po’ più complesso di così – anche se il funzionamento base è quello.

L’importanza di un UPS si spiega facilmente: in caso di blackout avremo tempo di salvare  i file e spegnere il PC, o i dispositivi, in totale sicurezza, nonché avremo modo di evitare danni ben più gravi che possono essere causati da sbalzi di corrente. Infatti la maggior parte degli UPS funziona anche come “filtro”, proprio perché si trova tra la presa di corrente e i vari dispositivi.

Come scegliere il gruppo di continuità

Per scegliere l’UPS giusto è necessario avere a mente alcune nozioni essenziali. Non tutti gli UPS sono uguali, non tutti proteggono allo stesso modo e soprattutto è bene valutare quali e quanti saranno i dispositivi connessi, in modo da avere il giusto dimensionamento. Dovrete scegliere la potenza dell’UPS in base alla quantità di energia assorbita dai vari dispositivi, altrimenti rischierete che la potenza non sia sufficiente per mantenere i dispositivi accesi, o di non avere abbastanza tempo per spegnerli in sicurezza.

Esteriormente un gruppo di continuità si presenta generalmente come un parallelepipedo di differenti dimensioni, che dipendono dalla capacità della batteria all’interno. In alcuni casi la forma è pensata per installazioni specifiche (ad esempio quelli per server che devono entrare negli armadi predisposti). L’interazione è minima: spesso troverete solo un pulsante per l’accensione, mentre se si tratta di un dispositivo più avanzato che offre alcune funzioni di configurazione, potrete trovare un LCD e alcuni pulsanti per interagire.

Gli elementi più visibili sono le prese, che possono variare in tipologia e quantità. I dispositivi casalinghi offrono solitamente alcune prese Schuko, ma alcuni modelli professionali hanno anche prese IEC 320 C13, per la quale saranno necessari appositi cavi, adattatori o prolunghe. La maggior parte degli UPS è anche dotata di connettori di rete o USB, che permettono di gestire alcuni parametri tramite dispositivi connessi.

All’interno ci sono poi le batterie che si occupano di accumulare energia e, nella maggior parte dei casi, di filtrarla. A tal proposito è bene specificare che esistono tre tipologie di UPS:

  • Off-line, o passivi di riserva: sono alimentatori molto economici ed entrano in funzione solamente in assenza di alimentazione. In questo caso la corrente non viene filtrata ma arriva in maniera diretta ai dispositivi collegati.
  • Line-Interactive: in questo caso all’interno dell’UPS è presente un inverter che si occupa di stabilizzare l’energia elettrica in entrata. Ciò fornisce una protezione maggiore rispetto agli offline in quanto nel caso la corrente in ingresso non soddisfi i requisiti di sicurezza, l’inverter e le batterie permettono di fornire ai dispositivi collegati un’alimentazione stabile. Proprio per questo motivo sono i più diffusi, soprattutto tra privati e aziende di piccole e medie dimensioni.
  • On-Line o a doppia conversione: la corrente viene convertita per due volte, in ingresso e in uscita. Si tratta dell’unica tipologia di UPS a garantire un’onda sinusoidale pura, oltre che a una lunga durata e un’estrema efficienza. Tuttavia il costo è molto alto, motivo per cui vengono utilizzati in ambiti particolari, come quello medico.

Altro particolare a cui fare attenzione è il tipo di onda sinusoidale che viene prodotta. La forma sinusoidale pura, come abbiamo avuto modo di analizzare, viene creata solamente dagli UPS di tipo On-Line. Altri tipi di onde sono le onde quadre, molto approssimative e tipiche degli alimentatori più economici, e le onde pseudo-sinusoidali, che più si avvicinano alle sinusoidali pure, pur non raggiungendone la perfezione.

In questo caso la scelta va fatta tenendo in considerazione non solo il proprio budget, ma soprattutto la tipologia di utilizzo. È ovvio che nel caso di utilizzo in applicazioni a basso rischio, un’onda quadra può essere accettabile. Sarà meglio orientarsi su UPS in grado di fornire onde sinusoidali perfette nel caso di applicazioni ad alto rischio: casi in cui l’energia elettrica è fortemente incostante, o i dispositivi da proteggere estremamente preziosi, sia dal punto di vista economico sia funzionale.

Questo significa che se vi trovaste ad alimentare dei PC o dispositivi che non vengono usati per lavoro e non molto esosi in termini energetici, potete tranquillamente optare per un UPS Off-line con onde quadre. Nel caso di macchine più potenti, o comunque usate per lavoro, il Line-interactive si rivela la scelta vincente, in quanto è in grado di preservare in maniera opportuna tutti i componenti.

Questo è l'Eaton 5P 650, esempio di UPS Line-Interactive

Come scegliere la potenza dell’UPS

Come detto questo parametro dipende fortemente dalle apparecchiature che andremo a collegare. Ciò significa che se nel nostro PC avremo un alimentatore da 750 Watt, non sarà questo il valore da tenere in considerazione, bensì la somma del consumo di ogni  componente installato all’interno del nostro PC. Infatti, a prescindere dalla capacità massima dell’alimentatore, saranno i componenti (processore, scheda video, RAM, hard disk, SSD) a consumare energia. L’alimentatore non fornisce quasi mai il massimo dell’output disponibile; lo stesso vale per tutti gli altri dispositivi che volete collegare, come apparecchiature di rete, videocamere, etc.

Bisogna tenere in considerazione un importante aspetto: la maggior parte dei dispositivi in commercio indica l’assorbimento energetico in Watt (W), mentre gli UPS indicano la loro capacità in VoltAmpere (VA).

Generalmente, per ottenere i Watt, si usa un valore convenzionale pari al 70% dei Voltampere. Ciò significa che se dividiamo i Watt richiesti per 0,7, otterremo i Voltampere necessari al nostro UPS per garantire un corretto funzionamento e affidabilità. Per esempio, se prendiamo in considerazione un assorbimento di circa 400 Watt dal nostro PC, 80 Watt dal monitor e 50 Watt dal nostro sistema di altoparlanti, il calcolo sarà di:

  • 400W /0,7 = 572 VA
  • 80 W /0,7 = 115 VA
  • 50 W / 0,7 = 72 VA

Per un totale di 759 VA. Per essere sicuri, possiamo sempre arrotondare il valore per eccesso, arrivando così a un valore ideale di circa 800 VA.

Per capire il consumo, banalmente si può fare riferimento alle etichette dei dispositivi che dovremo collegare all’UPS. In questo caso avremo sicuramente una sovrastima del consumo: questo succede perché l’etichetta riporta il consumo massimo.

Per esempio, se su un paio di altoparlanti viene riportato 50W come consumo, quella sarà l’energia assorbita a volume massimo. Ma in un contesto casalingo molto probabilmente l’assorbimento energetico sarà inferiore. Potete anche considerare il massimo consumo dell’alimentatore del vostro PC, se proprio non siete in grado di stimare il consumo reale, ma sappiate che in questo caso, come detto, stare molto sovrastimando la necessità energetica. Tuttavia è meglio abbondare piuttosto che rischiare di non reggere il carico, e come ulteriore effetto benefico di un UPS sovradimensionato sarà l’autonomia della batteria.

Quando un Gruppo di Continuità si attiva, potrà alimentare i dispositivi connessi solo per alcuni minuti, finché la batteria non si scaricherà. In questo lasso di tempo, che per i prodotti ad uso casalingo è solitamente 10/15 minuti, potrete spegnere i dispositivi in sicurezza o ripristinare l’elettricità.

I produttori solitamente indicano una durata della batteria espressa in minuti calcolata su un assorbimento vicino al massimo gestibile da quell’UPS. In condizioni differenti, ad esempio con un carico del 50% o inferiore, la durata della batteria sarà superiore. Quindi in base a quello che collegherete potrete estendere l’autonomia. Considerando tuttavia che 10 minuti sono spesso sufficienti per intervenire sui dispositivi, e che UPS ad alta potenza costano molto, ha sempre senso dimensionare il prodotto scelto in base alle proprie esigenze, senza sottostimarle ma anche senza sovrastimarle.

Per avere quindi un’idea precisa del reale del consumo effettivo dei dispositivi, potreste anche pensare di affidarvi a un Wattmetro. Si tratta di un dispositivo semplice e poco costoso; installato tra la presa di corrente e il dispositivo che volete misurare, vi mostrerà precisamente il consumo in tempo reale. Se vorrete usarlo per definire il consumo del vostro PC, non dovrete più fare la somma dei singoli componenti, basterà collegarlo tra PC e presa di corrente, avviare le applicazioni che solitamente usate (un gioco o un’applicazione impegnativa), e scoprirete il consumo reale del vostro PC (non prendete la misurazione con il PC in stand by, ma sempre sotto carico).

Dopodiché potrete scegliere un Gruppo di continuità con un valore di potenza superiore di un certo margine rispetto al consumo reale, così da avere un minimo di libertà nel caso di picchi di consumo non verificabili.

Esempi d’uso e prodotti suggeriti

Di seguito vi diamo alcuni suggerimenti per identificare la tipologia di prodotti su cui orientarvi in base al campo applicativo.

PC da Ufficio e apparecchiatura di rete

Un PC ad uso ufficio solitamente non consuma più di 200/250 watt. Le apparecchiature di rete, come modem o router, consumano meno di 10 watt. In questo caso un modello base, da circa 500 VA, è più che sufficiente.

PC da Gaming o applicazioni professionali

Il consumo di un PC usato per giocare può variare molto in base ai componenti usati. In questo caso possiamo quindi darvi un suggerimento considerando un modello di fascia alta, con hardware aggiornato e potente. Potreste considerare un consumo attorno ai 500 / 600 watt, anche se spesso il consumo è inferiore. Dovreste quindi orientarvi su un Gruppo di Continuità tra 800 e 1200 VA.

Apparecchiature di rete per ufficio

Se l’obiettivo è proteggere le apparecchiature di rete, come modem e router, per evitare che un blackout possa arrecare danni e lasciare l’azienda senza connettività, un modello  da 500 VA sarà più che sufficiente, e potrete usare un modello ad uso casalingo.

Server e apparecchiature di rete

Se invece avete una piccola azienda, e oltre alle apparecchiature di rete avete dei piccoli server, dovreste optare per un modello professionale. In questo caso, ovviamente più sensibile, vi consigliamo di rivolgervi a un professionista, ma sappiate che esistono apparecchiature specifiche realizzate per essere usate in configurazione rack.

Ufficio con più postazioni

Nel caso vogliate mettere sotto backup elettrico più computer in un ufficio, non dovrete fare altro che moltiplicare il consumo per il numero di PC. In questo caso assicuratevi che ci siano abbastanza prese di corrente. Potreste anche considerare l’uso di un prodotto professionale, solitamente con più prese.