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CPU con troppi core? Secondo AMD non siamo al punto di saturazione

Dal 2017 in poi, con il debutto delle prime serie Ryzen e Threadripper, AMD ha riguadagnato anno dopo anno sempre più spazio nel settore dei microprocessori. Un grande impulso in questa rinascita l’ha avuto senza dubbio la scelta di aumentare progressivamente il numero di core, offrendoli parallelamente a prezzi davvero competitivi (il cosiddetto rapporto prezzo/core).

Da CPU mainstream dotate di quattro core, oggi siamo arrivati a ben 16 core con il Ryzen 9 3950X, che per quanto si collochi a cavallo tra i PC tradizionali e le workstation, fa comunque parte della linea Ryzen. La famiglia Threadripper invece arriverà a 64 core nel 2020.

AMD Ryzen 3000

L’offerta attuale appare completa e non sembra necessitare di un ulteriore aumento dei core. In casa AMD però non sembrano intenzionati a staccare il piede dall’acceleratore o almeno è quanto fa intendere il CTO dell’azienda, Mark Papermaster, intervistato da Tom’s Hardware USA alla conferenza Supercomputing 2019.

Affrontando il tema di una possibile CPU con 32 core per il settore mainstream, Papermaster ha affermato di non vedere “alcuna barriera imminente, e c’è un motivo: c’è voluto un po’ per far sì che i software sfruttassero l’approccio multi-core, ma ora abbiamo superato tale ostacolo, e oggi sempre più applicazioni possono sfruttare più core e thread”.

“Nel breve termine non vedo un punto di saturazione per i core. Devi essere molto attento quando aggiungi i core perché non vuoi farlo prima che i software possano trarne vantaggio. Finché manterremo questo equilibrio, penso che continueremo a vedere quella tendenza”.

Papermaster non ha ovviamente confermato che i Ryzen 4000 avranno più di 16 core, ma ha semplicemente detto che se l’azienda deciderà di aggiungere core, potrà farlo con relativa tranquillità per quanto concerne il supporto software.

Parlando invece del tema delle frequenze, laddove negli anni abbiamo visto aumentare i megahertz di pari passo all’introduzione di nuovi processi produttivi e all’aumento dei core, non è da escludere che questa tendenza possa rallentare se non invertirsi nel prossimo futuro, con un aumento dei core non accompagnato da un relativo boost delle frequenze.

Papermaster si è detto fiducioso nella capacità di AMD di superare questa sfida. “Diciamo che la Legge di Moore sta rallentando perché l’opportunità che la frequenza scali a ogni nuovo processo produttivo è ridotta o nulla; dipende dal processo disponibile quando vi rivolgete ai produttori. Quindi ci sono opportunità limitate, ed è lì che il modo in cui mettete le soluzioni insieme conta più che mai”.

Questo è il motivo per cui abbiamo inventato Infinity Fabric, per darci quella flessibilità nel modo in cui mettiamo i core della CPU, quanti core, quanti core grafici e come puoi avere combinazioni di queste unità unitamente ad altri acceleratori, messi insieme in un modo molto efficiente ed elegante. Questa è l’era in cui la Legge di Moore ha rallentato. Dovete aumentare le prestazioni con ogni generazione, ma non potete affidarvi sull’aumento di frequenza con ogni processo produttivo”. AMD ovviamente migliorerà Infinity Fabric per tenere il passo di interfacce come DDR5 e PCIe 5.0.

Interrogato sulla carenza di alcuni modelli di CPU, come il Ryzen 9 3900X e il 3950X, Papermaster ha confermato le parole di Lisa Su, secondo cui la domanda per quelle CPU ha superato le stime ma ora AMD e TSMC hanno avuto modo di adattarsi al nuovo scenario e la disponibilità dovrebbe progressivamente aumentare.

Per quanto riguarda l’indiscrezione – per ora non confermata – che AMD implementerà l’SMT4 sulle future CPU, ossia la possibilità per ogni core di gestire quattro thread anziché solo i due odierni, Papermaster non ha svelato alcun piano, ma ha comunque fornito la sua opinione in merito.

Non abbiamo fatto alcun annuncio su SMT4 al momento. In generale, bisogna guardare al simultaneous multi-threading (SMT): ci sono applicazioni che ne beneficiano e altre che non possono. Osservate il settore PC oggi, molte persone non abilitano l’SMT, altre lo fanno. Chiaramente ci sarebbero dei carichi che beneficerebbero di SMT4, ma ce ne sarebbero molti altri che non verrebbero nemmeno distribuiti (tra i core logici). È presente nel settore da un po’, quindi non è affatto un nuovo concetto tecnologico. È stato distribuito nei server; alcuni produttori di server lo hanno da qualche tempo, in realtà è solo una questione di quando determinati carichi di lavoro potranno trarne vantaggio”.