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EPYC Rome vs Intel Xeon, al Computex la demo della discordia

Al Computex si è tenuta una scazzottata virtuale tra AMD e Intel sui microprocessori server, segno di una battaglia che si intensificherà nei prossimi mesi. La posta in gioco è miliardaria.

Al Computex 2019 il CEO di AMD Lisa Su ha parlato brevemente dei processori server EPYC, ribadendo non solo il debutto della seconda generazione (Rome) nel terzo trimestre, ma confermando il nome in codice della quarta generazione, Genoa (dopo Naples, Rome e Milan).

L’occasione è stata propizia anche per dare una dimostrazione delle qualità di Rome. L’azienda ha mostrato una demo in cui una piattaforma con due EPYC Rome si dimostrava due volte più veloce di una piattaforma con due Intel Xeon Scalable 8280 nel benchmark di settore NAMD.

Un risultato molto interessante, ma che secondo Intel sarebbe viziato da alcuni errori di metodo: non solo AMD avrebbe confrontato il suo top di gamma con l’espressione mainstream dell’offerta Xeon, ma non avrebbe nemmeno configurato correttamente il sistema Intel.

Schermaglie che danno la dimensione della posta in gioco: lo scorso anno Intel ha fatturato 34 miliardi di dollari nel settore dei datacenter, in virtù della leadership nel mercato delle CPU server. AMD le ha però rosicchiato un po’ di mercato e secondo gli analisti è posizionata per strappare a Intel una fetta ben più ampia della torta.

Con i processori EPYC Rome la casa di Sunnyvale si prepara a portare sul mercato CPU fino a 64 core e 128 thread, superando di gran lunga i chip Xeon di fascia mainstream, che si fermano con lo Xeon 8280 a 28 core / 56 thread. Oltre al numero di core, AMD dovrebbe inoltre ridurre consumi e prezzi beneficiando del processo produttivo a 7 nanometri di TSMC.

Un server dual-socket con CPU Rome può arrivare a contare su 128 core e 256 thread, quindi non sorprende più di tanto vedere che sia in grado di offrire prestazioni superiori dell’analoga soluzione Intel con 56 core e 112 thread.

Intel ritiene però che il confronto manchi delle corrette ottimizzazioni ai suoi sistemi, che consentirebbero alla piattaforma di raggiungere il 30% delle prestazioni in più rispetto ai numeri presentati da AMD. Pur tenendo buoni i numeri dichiarati da Intel, la piattaforma Xeon non è in grado di guadagnarsi la leadership, ma è senz’altro più competitiva.

La casa di Santa Clara sottolinea inoltre che se proprio si vuole guardare alla massima espressione dell’offerta, allora è necessario prendere gli Xeon Platinum 9000 (Cascade Lake-AP) che arrivano a 56 core, 112 thread e offrono 12 canali di memoria. Questi processori, essenzialmente due Skylake-SP in un singolo socket, sono disponibili solo ai produttori di server e non sul mercato retail come la serie 8000 e gli AMD EPYC Rome.

Tenendo conto di Cascade Lake-AP, Intel dichiara un vantaggio sulla piattaforma AMD dell’1,5% con un server dotato di due Xeon 9242 per un totale di 96 core, mentre il server con due Xeon 9282 arriva a 112 core ed è il 23% più veloce dei 128 core messi in campo da AMD. L’azienda vanta inoltre DL Boost, in grado di accelerare enormemente i carichi legati all’intelligenza artificiale.

In un confronto simile bisogna però tenere in mente il TDP. Secondo indiscrezioni le CPU EPYC Rome si spingeranno fino a un TDP di 240 watt – posizionandosi così tra lo Xeon 8280 e i modelli minori Cascade Lake-AP. Le proposte Xeon 9282 e 9242 invece hanno un TDP rispettivamente di 400 e 350 watt. I valori relativi al TDP sono importanti, perché maggiori consumi e una produzione del calore superiore si riflettono sui requisiti di raffreddamento e quindi sui costi di possesso.

Di conseguenza se da una parte AMD potrebbe essersi “scordata” di ottimizzare il sistema Intel usato per il confronto, fare un paragone tra Cascade Lake-AP e Rome sembra una “discreta forzatura”. Come abbiamo scritto sopra però, la posta in palio è alta e tutti cercano di tirare acqua al proprio mulino.

AMD ci ha fatto sapere di aver svolto i suoi test interni con NAMD Apo1 v2.12 su una piattaforma di riferimento con due EPYC Rome a 64 core di pre-produzione, 16 x 32 GB di memoria DDR4 2933 MHz, Ubuntu 19.04, kernel 5.0 e usando il compiler beta AOCC 2.0 con OpenMPI 4.0, FFTW 3.3.8 e Charms 6.7.1, raggiungendo una media di 19,60 ns/day.

La piattaforma Intel usata da AMD era basata su un server Dell 740 configurato con due Xeon Platinum 8280 a 28 core, 12 x 32 GB di memoria DDR4 2933 MHz, Ubuntu 19.04, kernel 5.0 e un compilatore ICC 19.0.3 con FFTW 3.3.8 e Charms 6.7.1, per una media di 9,68 ns/day.

La configurazione della piattaforma EPYC conferma che Rome supporta DDR4 fino a 2933 MHz, rispetto ai 2666 MHz dell’attuale generazione. Le configurazioni di prova di Intel sono invece indicate in questa slide:

Le ottimizzazioni di cui parla Intel sono pubblicamente disponibili sul suo sito, il che significa che AMD forse non ne era a conoscenza oppure ha scelto di non usarle. Solo AMD conosce la verità. Per il resto il test non sembrerebbero minato da altre incongruenze.

Come sempre però è meglio osservare i test dei produttori con cautela, meglio attendere quelli svolti da terze parti, senza dimenticare che un singolo test potrebbe non dire tutta la verità sui punti di forza di una e dell’altra offerta, quindi come si suol dire suoi forum, “stiamo già preparando i popcorn” per vedere a quali livelli arriverà lo scontro.