Il rapporto tra Mozilla e l'intelligenza artificiale sta diventando uno dei casi più interessanti nel panorama dei browser desktop, con implicazioni che riguardano milioni di utenti in tutto il mondo. Con il rilascio di Firefox 148, la fondazione ha scelto una strada inusuale per il settore tech: anziché imporre le funzioni di intelligenza artificiale come hanno fatto altri protagonisti del mercato, ha introdotto un meccanismo esplicito per disabilitarle completamente. Questa scelta nasce da una precisa pressione della comunità, che aveva reagito con forza alle dichiarazioni del nuovo amministratore delegato di Mozilla, Anthony Enzor-DeMeo, rese verso fine 2024, in cui aveva annunciato l'intenzione di trasformare Firefox in un browser incentrato sull'intelligenza artificiale.
La reazione degli utenti storici di Firefox era stata immediata e tutt'altro che positiva. "Non ho mai visto un'azienda così clamorosamente distante dalle persone che vogliono usare il suo software", aveva scritto un utente, mentre un altro aveva avvertito direttamente Mozilla: "Trasformare Firefox in un browser AI è il modo migliore per spingerci verso alternative." Commenti di questo tono si erano moltiplicati sui forum e sui canali della comunità open-source, segnalando un rischio reale di abbandono da parte della base più fedele.
La risposta tecnica di Mozilla si chiama Block AI Enhancements, raggiungibile navigando in Impostazioni e selezionando la sezione AI Controls. Attivando questa opzione, l'utente disabilita in un colpo solo l'intero ecosistema di funzioni basate sull'intelligenza artificiale integrate nel browser, comprese le integrazioni con ChatGPT e altri assistenti conversazionali nella barra laterale. La scelta di Mozilla è particolarmente significativa perché il blocco viene mantenuto anche dopo eventuali aggiornamenti futuri del browser, senza che Firefox tenti di reintrodurre le funzioni o solleciti l'utente a riattivarle.
Le funzioni di intelligenza artificiale che Firefox 148 introduce — e che l'utente può selettivamente abilitare o disabilitare — comprendono la traduzione automatica delle pagine web, i suggerimenti per il raggruppamento delle schede basati su algoritmi di apprendimento automatico, i riepiloghi nelle anteprime dei link e l'integrazione di chatbot nella barra laterale. Il modello di controllo granulare consente di tenere attiva, ad esempio, solo la traduzione mentre si disabilitano tutte le altre funzioni: per farlo occorre accedere alla pagina AI Enhancements nelle Impostazioni e modificare manualmente lo stato di ogni singola funzione dal menu a tendina.
Proprio la traduzione automatica merita una menzione tecnica a parte: a differenza di molte soluzioni analoghe offerte da Chrome o Edge, che elaborano i testi sui server di Google e Microsoft, Firefox esegue il modello di traduzione localmente, sul dispositivo dell'utente. Questo approccio, noto come edge computing o inferenza locale, elimina la trasmissione di dati sensibili verso infrastrutture cloud esterne, un aspetto particolarmente rilevante nel contesto normativo europeo, dove il GDPR impone requisiti stringenti sul trasferimento e il trattamento dei dati personali.
Sul fronte della sicurezza, Firefox 148 chiude oltre 50 vulnerabilità, tra cui errori critici di accesso alla memoria e falle che avrebbero potuto consentire l'evasione dalla sandbox del browser. Si tratta di una patch di sicurezza sostanziale, che da sola giustificherebbe l'aggiornamento anche per chi non ha alcun interesse nelle nuove funzioni di intelligenza artificiale.
Il modello adottato da Mozilla con Firefox 148 pone una questione più ampia al settore: in un momento in cui Google sta integrando Gemini in Chrome e Microsoft ha già incorporato Copilot in Edge con opzioni di controllo limitate, la scelta di rendere l'intelligenza artificiale opt-out anziché opt-in rappresenta un posizionamento preciso sul mercato.