Presentato nel 1997 per celebrare i vent’anni di Apple, il Twentieth Anniversary Macintosh (ribattezzato TAM dall'utenza) era un manifesto tecnologico travestito da computer. Un vero all-in-one in un’epoca in cui la parola non era ancora inflazionata: display LCD da 12,1 pollici quando i CRT dominavano le scrivanie, radio FM, sintonizzatore TV integrato, lettore CD-ROM, sistema audio firmato Bose con subwoofer dedicato, poggiapolsi in pelle e un design sottile, e verticale, che sembrava arrivare direttamente dal futuro. Pensato come oggetto di lusso per professionisti e appassionati, veniva perfino consegnato a domicilio dal personale Apple in alcune aree selezionate. Sotto la scocca batteva un PowerPC 603e, ma più che la potenza contava l’idea di esclusività. Il problema fu il prezzo: 7.500 dollari al lancio, una cifra che lo rese un oggetto di lusso in un periodo in cui luxury e tech non andavano ancora a braccetto. Le vendite non decollarono, Apple tagliò il costo del 75% l’anno successivo e smaltì le ultime unità a 1.995 dollari. Un capolavoro di stile e ambizione, trasformato in un fallimento prima e in un oggetto da collezione dopo.
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