La battaglia tra prestazioni e portabilità rappresenta da sempre uno dei dilemmi più spinosi nel mondo del gaming su PC portatile. Mentre i produttori continuano a spingere componenti sempre più potenti all'interno di chassis ultrasottili, le conseguenze in termini di temperature e rumorosità diventano spesso insostenibili. È proprio da questa problematica che nasce la proposta di Gigabyte, che con il suo Aorus RTX 5090 AI Box promette di rivoluzionare l'approccio al gaming mobile separando fisicamente la potenza di calcolo dal dispositivo che poggiamo sulle nostre ginocchia.
L'idea alla base non è rivoluzionaria: utilizzare una connessione Thunderbolt 5 per collegare un laptop leggero a una GPU esterna racchiusa in un'unità dedicata. Tuttavia, la denominazione "AI Box" solleva più di qualche interrogativo sulla strategia di marketing adottata. Gigabyte produce soluzioni simili da anni senza ricorrere a questa etichetta, e la sensazione è che si tratti di un tentativo di cavalcare l'onda dell'intelligenza artificiale più che di una reale specializzazione in questo campo.
Tecnologia al servizio del raffreddamento
Dal punto di vista tecnico, la soluzione proposta da Gigabyte non lesina sui dettagli. Il sistema di raffreddamento a liquido Waterforce integra una piastra di rame di grandi dimensioni, un radiatore in alluminio da 240 mm e due ventole da 12 cm, il tutto orchestrato da una pompa ottimizzata per il flusso dell'acqua. Questa configurazione dovrebbe garantire temperature contenute e rumorosità ridotta, aspetti cruciali quando si lavora con carichi intensivi sia nel gaming che nell'elaborazione di modelli di intelligenza artificiale.
Un dettaglio interessante riguarda la capacità della connessione Thunderbolt 5 di fornire anche alimentazione al laptop collegato, erogando fino a 100 W di potenza. Questa caratteristica elimina almeno parzialmente il problema dei cavi multipli, anche se l'intera configurazione rimane comunque ingombrante e poco pratica per un utilizzo realmente mobile.
La questione del posizionamento di mercato
Il vero nodo gordiano riguarda il target di riferimento per questo prodotto. L'azienda taiwanese non ha ancora comunicato il prezzo ufficiale, ma considerando i precedenti modelli e l'attuale situazione del mercato hardware, influenzato anche dalle politiche tariffarie, è lecito aspettarsi una cifra superiore ai duemila euro. In questo scenario, la proposta di valore diventa discutibile.
Chi dovrebbe investire in questa soluzione? L'ipotesi di acquistare un laptop economico per poi completarlo con una GPU esterna costosa presenta evidenti contraddizioni. Utilizzare una RTX 5090 con uno schermo di qualità mediocre sembra uno spreco di potenziale, mentre chi può permettersi questa fascia di prezzo potrebbe preferire soluzioni più integrate e pratiche.
Flessibilità o praticità?
Nonostante le perplessità sul posizionamento commerciale, va riconosciuto che le GPU esterne offrono un grado di flessibilità teoricamente interessante. La possibilità di aggiornare separatamente le prestazioni grafiche senza sostituire l'intero sistema rappresenta un vantaggio non trascurabile, specialmente in un periodo di rapida evoluzione tecnologica come quello attuale.
Tuttavia, la praticità d'uso rimane il tallone d'Achille di questa categoria di prodotti. L'ingombro, la necessità di una postazione fissa per sfruttare appieno le potenzialità, e la complessità generale della configurazione contraddicono la filosofia di mobilità che dovrebbe caratterizzare il gaming su laptop. Il risultato è un compromesso che rischia di non soddisfare pienamente né chi cerca la portabilità né chi privilegia le prestazioni pure.