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Gli hacker si fanno la rete GSM privata alla faccia degli ISP

Gli hacker della Defcon di Las Vegas hanno dimostrato che un comune furgone può contenere quanto necessario a creare una rete GSM alternativa. Basta una rete a cui collegarsi, Wi-Fi o cablata, e cellulari Android compatibili.

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Avatar di Valerio Porcu

a cura di Valerio Porcu

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 30/07/2012 alle 11:26 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:42
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Alcuni hacker presenti alla conferenza Defcon hanno creato Ninja Tel, una rete GSM privata che sfrutta hardware commerciale e una versione profondamente modificata di Android, completa di applicazioni dedicate.

Ninja Tel si è agganciata alla rete Wi-Fi della conferenza come struttura d'appoggio per deviare le chiamate e far funzionare il tutto. Il risultato è che gli HTC One V modificati si sono collegati a questo network come se fosse quello di un qualsiasi operatore telefonico, permettendo di effettuare chiamate, mandare messaggi e usare applicazioni.

Il furgone di Ninja Tel

Ninja Tel non è una rete crittografata, e non consente chiamate di emergenza. L'esperimento è stato realizzato per dare una dimostrazione pratica di come sia possibile mettere in piedi una rete BTS (base transceiver station) di grande portata che si poggi su un'infrastruttura molto piccola: la strumentazione di Ninja Tell infatti sta tutta in un furgone.

Ninja Tel non offre più privacy o riservatezza di qualsiasi altra rete GSM, perché di fatto è possibile per chi la gestisce registrare i dati in transito, compresi i testi dei messaggi e le chiamate. In questo è identica ai servizi offerti dai vari TIM, Vodafone e così via. L'aspetto interessante sta invece proprio nella possibilità di creare una rete GSM alternativa, per fare chiamate e mandare messaggi che aggirino eventuali blocchi legali: stimolante per zone del mondo con problemi di democrazia, ma anche una potenziale fonte di grattacapi per le autorità di tutto il mondo.

Ninja Tel è stata creata dalla società omonima a scopo dimostrativo, e tra i finanziatori c'è anche Facebook. Si possono fare svariate ipotesi sul perché l'azienda di Mark Zuckerberg possa interessarsi a una tecnologia simile, e tra queste c'è senza dubbio il miglioramento della sicurezza.

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Il social network tra l'altro ha approfittato della DefCon di Las Vegas per mettere una taglia sui bug della propria piattaforma. Offre un totale di 400.000 dollari agli hacker che riusciranno a scovare i difetti e li comunicheranno. Allo stesso tempo l'azienda ha rinnovato il proprio piano di assunzioni rivolto agli hacker più abili che riesce a trovare.

Non è certo la prima volta che Facebook o altri offrono denaro in cambio di bug, ma la formalità dell'offerta e la scelta del contesto rappresentano uno scenario inedito.   

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