Storage

Gli hard disk da 7 TB pieni di elio sono rischiosi per Seagate

Gli hard disk sigillati e ricolmi di elio non sono la migliore soluzione per aumentare la densità dei dati sui piatti magnetici. Seagate guarda con estrema diffidenza alla scelta fatta da Hitachi Global Storage (parte di Western Digital) e parla dell'esistenza di "sfide e rischi".

L'ex azienda nipponica vuole infatti imporsi nel settore enterprise e cloud portando la capacità degli hard disk da 3,5 pollici a 7 terabyte già nel 2013 e abbassando il cosiddetto "costo di possesso" (TCO).

La densità dell'elio è un settimo di quella dell'aria e questo dovrebbe permettere una riduzione della forza di trascinamento che agisce sui piatti all'interno dell'hard disk, abbassando conseguentemente l'energia richiesta per azionare il motore che muove la meccanica all'interno del prodotto.

La minore densità riduce drasticamente anche le forze fluidodinamiche che colpiscono i piatti e i braccetti delle testine, consentendo ai piatti di essere meno distanti l'uno dall'altro e alle tracce di essere più vicine tra loro.

Questo permette quindi di inserire sette piatti in 3,5 pollici e al tempo stesso aumentare la densità delle informazioni scritte sui supporti. Le minori forze di taglio e la maggiore efficienza dell'elio nella conduzione termica permettono al disco di raggiungere temperature e rumorosità inferiori.

Hitachi dice di essere al lavoro da sei anni su questa soluzione, ma il senior manager delle comunicazioni corporate di Seagate, Jon Piazza, ha dichiarato al sito X-bit Labs che non solo l'azienda ha già studiato l'ipotesi anni addietro, ma che possiede anche più di 80 brevetti su questo tipo di tecnologia. E visti i tempi non capiamo se volesse mandare un segnale a qualcuno oppure fare una semplice constatazione.

"Abbiamo esplorato la tecnologia dei dischi riempiti di elio per offrire capacità elevate e un minore costo di possesso. Seagate ha lavorato con l'elio fin dai primi giorni, probabilmente prima di chiunque altro nell'industria. Abbiamo oltre 80 brevetti relativi a questa tecnologia oggi e continueremo a esplorare la sua attuabilità, i benefici e i suoi potenziali costi e rischi", ha dichiarato Piazza.

Secondo il manager "l'elio può risolvere alcune sfide tecniche interne, ma ne crea di altre, come ad esempio capire il modo in cui impedire le fuoriuscite e ridurre i costi di produzione e quelli dei materiali. Fortunatamente siamo in grado di far progredire la nostra tecnologia e capacità senza dover ricorrere al riempimento delle nostre unità con elio. Stiamo anche lavorando su soluzioni alternative come l'heat-assisted magnetic recording (HAMR) e la shingled magnetic recording (SMR) come vie potenziali per aumentare la capacità degli hard disk in futuro", ha concluso Piazza.

A marzo Seagate aveva dichiarato di aver toccato il terabit per pollice quadrato affidandosi proprio alla tecnologia heat-assisted magnetic recording (HAMR). Secondo l'azienda gli hard disk da 3,5 pollici basati su HAMR tra molti anni raggiungeranno i 60 terabyte. Per la prima generazione si punta a qualcosa di più modesto: 6 TB con dischi da 3,5" e i 2 TB con modelli da 2,5".