L'industria globale dello spyware continua a crescere e a diversificarsi nonostante gli sforzi internazionali per contenerla, con nuovi attori che emergono in paesi precedentemente estranei a questo mercato controverso. La ricerca condotta dall'Atlantic Council ha identificato un ecosistema sempre più complesso, dove intermediari e rivenditori svolgono un ruolo cruciale nel mascherare i collegamenti tra produttori e acquirenti finali. Questo scenario presenta sfide inedite per chi cerca di regolamentare un settore che opera spesso ai margini della legalità.
Nuovi protagonisti nel panorama dello spyware
Il database aggiornato dell'Atlantic Council rivela l'ingresso di quattro nuovi fornitori principali, tra cui spicca la presenza dell'italiana SIO accanto all'israeliana Bindecy, mentre Gli Stati Uniti si confermano di gran lunga i maggiori investitori in questo mercato con la bellezza di 31 società, 20 delle quali emerse nel 2024. La scoperta evidenzia come il mercato si stia espandendo geograficamente, coinvolgendo realtà industriali di paesi che tradizionalmente non erano associati alla produzione di tecnologie di sorveglianza.
Parallelamente, sono stati identificati sette nuovi rivenditori o intermediari, insieme a dieci fornitori aggiuntivi e 55 individui collegati al settore. Tra questi figurano società di facciata collegate ai prodotti NSO, come la panamense KBH e la messicana Comercializadora de Soluciones Integrales Mecale, quest'ultima espressamente segnalata dalle autorità governative del Messico. Nel frattempo, l'elenco dei fornitori si è arricchito di nomi come la britannica Coretech Security e la emiratina ZeroZenX.
Il ruolo cruciale degli intermediari
Sarah Graham, coautrice dello studio, sottolinea come questi intermediari rivestano un'importanza centrale nel funzionamento dell'industria. Queste entità fungono da cuscinetto tra venditori e acquirenti, creando una rete opaca che complica enormemente i tentativi di tracciabilità e responsabilizzazione.
La strategia di utilizzare società intermediarie permette di sfruttare le differenze giurisdizionali e di rendere estremamente difficile districare le strutture societarie coinvolte. Graham evidenzia una lacuna significativa nelle politiche attuali: "Nonostante questo, rivenditori e intermediari non sono attualmente una caratteristica delle risposte politiche".
Espansione geografica inattesa
L'analisi ha rivelato l'emergere di attività legate allo spyware in tre nuovi paesi: Giappone, Malesia e Panama. Il caso giapponese risulta particolarmente emblematico delle contraddizioni che attraversano questo settore. Il paese del Sol Levante, infatti, ha sottoscritto diversi impegni internazionali per contrastare l'abuso di spyware commerciale, inclusa la Dichiarazione Congiunta sugli Sforzi per Contrastare la Proliferazione e l'Abuso di Spyware Commerciale e il Codice di Condotta del Processo Pall Mall per gli Stati.
Questa scoperta mette in luce potenziali conflitti di interesse tra gli impegni internazionali assunti dai governi e le dinamiche di mercato che vedono prosperare aziende del settore all'interno dei loro confini. La situazione giapponese rappresenta un caso paradigmatico di come le dichiarazioni di principio possano scontrarsi con realtà commerciali più complesse.
Nel contesto europeo, emerge il caso specifico di Paragon, l'azienda italiana che ha reagito alle conclusioni della commissione d'inchiesta accusando le autorità nazionali di rifiutarsi di condurre una verifica tecnica approfondita. Secondo la posizione dell'azienda, tale valutazione avrebbe potuto risolvere definitivamente le controversie emerse.