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Google Chrome si prepara a rivoluzionare l’ad-blocking

Google rivoluzionerà a breve il mondo delle inserzioni pubblicitarie online, non solo integrando un adblocker selettivo in Chrome ma anche dando la possibilità agli editori di far scegliere agli utenti se sbloccare le pubblicità o pagare per i contenuti liberi.

Una volta si diceva che la pubblicità fosse l'anima del commercio, ora però è diventata anche l'anima del Web. Un'anima ampiamente giustificata dall'offerta di contenuti gratuiti, ma che a volte può risultare fin troppo invasiva e fastidiosa. Nei prossimi mesi però Google ha promesso di rivoluzionare il settore introducendo due novità significative per quanto riguarda la gestione dei banner.

adblock youtube

La prima riguarda la tanto discussa introduzione di un adblocker nel proprio browser Chrome, una decisione che ha fatto discutere, visto che Google stessa ottiene molti dei suoi guadagni proprio da questo settore. La soluzione che arriverà nei primi mesi del 2018 però sembra essere davvero interessante.

Il filtro infatti non bloccherà indiscriminatamente tutte le pubblicità, ma solo quelle più fastidiose, che non si attengono ai dettami stabiliti dalla Coalition for Better Ads, di cui fa parte la stessa Google. I filtri si applicheranno a tutte le pubblicità, comprese quelle gestite direttamente da BigG, se non risponderanno ai criteri stabiliti, anche se ovviamente a Mountain View avranno cura che ciò non accada.

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Su desktop saranno penalizzate le inserzioni con pop-up, quelle che riproducono automaticamente video con audio attivo, quelle troppo grandi che coprono parzialmente i contenuti e quelle che richiedono un conto alla rovescia prima di poter accedere ai contenuti.

Sul mobile invece saranno colpite le pubblicità pop-up, quelle che bloccano i contenuti che si vorrebbero visualizzare per primi, le animazioni lampeggianti, quelle che richiedono un conto alla rovescia, quelle roll-out e tutte le altre già previste per i desktop, oltre in generale alle pagine in cui la densità delle inserzioni pubblicitarie superi il 30% dell'intera superficie visualizzata.

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Non è tutto però, perché se bloccare le pubblicità fastidiose che interrompono o ostacolano la lettura è giusto, bloccarle indiscriminatamente tutte penalizzerebbe chi offre contenuti gratuiti, grazie alla possibilità di ottenere il proprio reddito proprio dalle pubblicità. Per questo motivo, a iniziare da America del Nord, Regno Unito, Germania, Australia e Nuova Zelanda, Google introdurrà Funding Choices, uno strumento che consentirà agli editori di mostrare un messaggio personalizzato agli utenti che utilizzano adblocker, ‎invitandoli a attivare gli annunci sul proprio sito, o pagare tramite il nuovo Google Contributor, per ottenere un pass che consente di rimuovere tutti gli annunci.‎


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