Periferiche di Rete

Un’opportunità per risolvere il divario digitale.

Pagina 4: Un’opportunità per risolvere il divario digitale.

Un’opportunità per risolvere il divario digitale.

Molti comuni italiani non hanno ancora accesso a Internet ADSL. Non si tratta solo di comuni dispersi tra monti, campagne e foreste; ma anche di piccoli paesi, distribuiti su territori per nulla impervi ma che, per ragioni economiche, non sembrano interessanti alle nostre telco di casa nostra. In cifre, i comuni italiani senza accesso ADSL sono il 60% del totale. Nella classifica del digital divide sorprendentemente il ricco Piemonte è in una delle peggiori posizioni, mentre la Puglia – la cosiddetta Lombardia del sud – è in pole position.


La sala conferenze del WLAN Business Forum ha ospitato molti interventi sul tema del Digital Divide

Le aree con la minore copertura sono quelle rurali e in generale extra urbane. Dove però, nello specifico caso italiano, esistono parecchie sedi di aziende che hanno delocalizzato la produzione e si trovano, per questo, isolate dalla banda larga.

L’avvento di WiMax potrebbe portare maggiore efficienza sia alle piccole e piccolissime aziende che ai colossi come Poste Italiane. Le PT hanno 7000 uffici senza connessione a banda larga; di conseguenza nella metà delle sedi non possono offrire alla clientela determinati servizi avanzati.

Per un’azienda come PT il digital divide costituisce un ostacolo importante allo sviluppo omogeneo dell’infrastruttura di servizio ed è proprio sulla spinta di certi operatori – che stanno già sperimentando le nuove tecnologie per mettere in collegamento alcuni uffici – che ci aspettiamo buone notizie da WiMax & Co.

Nel frattempo, si attende la seconda fase di test che avrà luogo in questo primo semestre del 2006. Le regole per l’assegnazione delle licenze saranno invece decise nel secondo trimestre e le prime aste dovrebbe avere luogo nel primo 07. É prevedibile anche uno spostamento, entro il 2007, delle comunicazioni sfruttate in ambito militare su frequenze al di sopra e al di sotto di quelle usate da WiMax e HiperLan. In questo modo le procedure per diventare WISP saranno decisamente snellite.

La diffusione di Wimax infine dipenderà parecchio dalla politica di licensing. Chiaramente il costo deve essere abbordabile anche per i piccoli operatori, magari parcellizzandole licenze in funzione del territorio – nazionale, regionale, provinciale se non anche a livello della aree comunali.

Sarà importante per lo stesso motivo anche definire modalità di pagamento flessibili, diversamente solo i colossi potranno accedere a Wimax. Un’altra opportunità potrebbe nascere dall’inserimento all’interno delle licenze opportune condizioni anche il servizio di mobilità nella banda dei 3.5 GHz.