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Pro
- Sensore 1/1.3 pollici
- Gimbal a due assi
- Qualità dell'immagine
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Contro
- Prezzo elevato
- Software Link Controller poco intuitivo al primo utilizzo
Il verdetto di Tom's Hardware
Informazioni sul prodotto
L'Insta360 Link 2 Pro è l'evoluzione diretta di un prodotto già solido, portando con sé un sensore significativamente più grande e un parco di caratteristiche pensate per chi vive davanti a una camera. È una webcam che non vuole sorprendere con funzioni inutili, ma convincere chi lavora con le video chiamate, fa streaming o crea contenuti che una scelta consapevole può davvero fare la differenza. Il prezzo è salito rispetto alla generazione precedente, attestandosi a 269 euro (219 euro per la 2C Pro, che non ha il gimbal automatico) quindi vediamo se questo salto è giustificato da miglioramenti concreti.
Recensione in un minuto
L'Insta360 Link 2 Pro è consigliata per chi passa molte ore in videochiamate o fa streaming, e non accetta compromessi sulla qualità video. Il sensore più grande della generazione precedente rende l'immagine più pulita, soprattutto con luce ridotta. Il gimbal a due assi traccia il movimento con naturalezza, e il software è ricco di opzioni utili. Il prezzo di 269 euro è alto per una webcam, ma basso per quel che offre in termini di controllo e qualità. Non è perfetta: chi cambia spesso posizione potrebbe trovare il tracking a volte leggermente nervoso, e lo zoom digitale rimane limitato rispetto ad altre soluzioni professionali. Per chi non ha necessità di muoversi e quindi non ha realmente bisogno di un sistema di tracking automatico con gimbal, può affidarsi alla Link 2C Pro, che è identica per prestazioni e caratteristiche, ma costa 219 euro.
Com'è fatta
Il grande salto rispetto alla Link 2 precedente è il sensore: si passa dal 1/2 pollice al 1/1.3 pollici, un aumento di superficie che incide direttamente sulla resa luminosa e sulla profondità dell'immagine. Questo sensore è accoppiato a un sistema di dual native ISO, una tecnologia presente su telecamere professionali, capace di commutare tra due livelli di sensibilità ottimali per adattarsi automaticamente a condizioni di luce estremamente diverse. L'apertura rimane f/1.9 e il campo visivo si amplia fino a 84 gradi diagonali.
La risoluzione massima è 4K a 30 fotogrammi al secondo, con supporto anche per 1080p a 60 fps quando serve maggiore fluidità. È stata introdotta anche una modalità HDR reale, non un semplice processing post-cattura, che bilancia automaticamente le aree sovraesposte e sottoesposte. L'autofocus usa la rilevazione di fase, una soluzione che mantiene il soggetto sempre nitido, migliore rispetto ai sistemi a contrasto.
Sul fronte audio, la webcam monta due microfoni con beamforming e algoritmo di riduzione del rumore basato su intelligenza artificiale. Offre quattro modalità: Voice Focus per amplificare la voce tagliando i disturbi di fondo, Voice Suppression per ambienti rumorosi dove serve massima cancellazione, Music Balance quando vuoi preservare la musica insieme al parlato durante sessioni creative, e Wide Mode per catturare più fonti sonore in riunioni di gruppo. Il gimbal a due assi, presente solo sulla Link 2 Pro e non sulla variante Link 2C Pro, consente di seguire il soggetto sia in movimento orizzontale che e verticale.
Il corpo è compatto, 71,3 × 58,9 × 38 millimetri senza la base magnetica, e si connette al computer via USB-C con un cavo lungo 1,5 metri incluso nella confezione. La base magnetica integra un punto di aggancio standard da 1/4 di pollice per montaggio su treppiedi o bracci articolati, quindi offre una grande libertà di posizionamento. Il software a corredo (Link Controller) offre controllo remoto da smartphone sulla stessa rete Wi-Fi, integrazione con Elgato Stream Deck per chi fa streaming professionale, e supporto diretto per Zoom, Teams, Google Meet e altre piattaforme mainstream senza driver speciali o configurazioni complicate.
Esperienza d'uso
Durante i test abbiamo posizionato la Link 2 Pro in diverse situazioni di luminosità, con differenti zone di luce e ombra. Con webcam di fascia più bassa (ma anche rispetto al modello precedente Link 2), la resa dell'immagine è molto altalenante, e spesso costringe a scegliere se avere un'immagine sottoesposta con perdita di dettagli sul soggetto, o un'immagine sovraesposta con il volto ben illuminato ma lo sfondo bruciato. Con la Link 2 Pro, grazie al dual native ISO, il volto è sempre rimasto ben visibile senza che lo sfondo perdesse di troppi dettagli. Ovviamente non siamo ancora al livello di una fotocamera professionale da centinaia se non migliaia di euro, ma nel mondo delle webcam è probabilmente la resa migliore che abbiamo sperimentato fino ad ora.
Il tracking tramite gimbal è fluido e risponde bene ai movimenti laterali o il cambio di profondità. L'intelligenza artificiale riconosce il volto e il corpo senza richiedere gesti di attivazione, anche se è possibile controllare il tracking tramite palmo aperto della mano davanti alla camera o tramite app quando si preferisce un controllo manuale. Al raggiungimeneto del limite della zona di tracciamento, il gimbal non compie scatti bruschi ma si arresta gradualmente, evitando quelle transizioni innaturali che troviamo su webcam con tracking puramente software. Abbiamo testato anche la modalità di tracking di gruppo, che mantiene in frame fino a tre persone simultaneamente: la camera allarga l'inquadratura e compensa il movimento collettivo piuttosto che seguire una singola persona.
Le funzioni software complementari includono Desk View, che ruota virtualmente la prospettiva per mostrare il piano di lavoro restando in frame, utile quando bisogna mostrare documenti o oggetti senza dover tenere una seconda camera puntata verso il basso. Whiteboard Mode, che enfatizza la luminosità e il contrasto di quello che viene scritto su una lavagna o su un foglio, rendendo il testo leggibile anche se la luce ambientale non è ideale. La modalità ritratto 9:16 a 4K è utile per i content creator che producono per TikTok o Instagram , anche se richiedere il posizionamento fisico verticale su treppiedi.
L'audio in modalità Voice Focus è rimasto coerente ed affidabile, anche con rumori di sottofondo. In Voice Suppression con un condizionatore acceso, il software ha ridotto il rumore fino a farlo sparire quasi del tutto. Music Balance ha funzionato come promesso: una sottofondo musicale che non scompare del tutto, senza tuttavia disturbare la voce.
Il software Link Controller è pratico, ma non subito intuitivo: le modalità di tracciamento e i preset d'illuminazione si trovano in menu annidati che richiedono alcune prove prima di padroneggiarli completamente. Una volta configurati, però, è possibile salvare fino a dieci preset posizionali.
Verdetto
L'Insta360 Link 2 Pro è consigliata a professionisti che passano buona parte delle loro giornate in videochiamate, o streamer che vogliono migliorare la loro produzione senza investire in fotocamere professionali e sistemi di cattura immagine molto più costosi. Per chi usa la webcam solo per riunioni occasionali, la variante Link 2C Pro senza gimbal, meno costosa, offre lo stesso sensore e la stessa qualità video a un prezzo inferiore, sacrificando solo il tracking automatico. Il sensore più grande è il vero progresso: non è un incremento marginale, ma è palpabile in bassa luce e con controluce, due scenari comuni in spazi di lavoro reali dove non tutti hanno illuminazione da studio.
Il gimbal è fluido e raramente invasivo, e diventa utile solo in situazioni dove vi muovete molto o per riunioni di gruppo. L'audio è adeguato senza essere eccezionale; un microfono dedicato rimane comunque una scelta saggia per chi produce contenuti professionali, ma per le riunioni è più che idoneo.
Chi non dovrebbe acquistarla? Solo chi fa pochissime videocall o vuole investire poco.