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Intel, l’espansione dei siti produttivi sta per partire

Lo scorso dicembre Intel ha annunciato un piano pluriennale di espansione dei siti produttivi situati in Oregon, Irlanda e Israele in risposta anzitutto alle necessità future e in secondo luogo agli investitori, spiazzati dall’attuale incapacità di produrre CPU nei tempi e nelle quantità imposte dal mercato.

In base alle ultime indiscrezioni pubblicate dal quotidiano locale Oregonlive, l’azienda di Santa Clara avrebbe intenzione di avviare i lavori per la creazione di una terza sezione del suo impianto di Hilsboro, noto come D1X, entro la fine di giugno.

Le voci raccolte dal quotidiano non sono però concordi, tra chi ritiene il progetto pronto a prendere il via e chi crede dipenda in parte dalle prospettive economiche mondiali. D’altronde se l’economia dovesse rallentare bruscamente, la domanda di chip potrebbe contrarsi rendendo l’espansione produttiva un parziale autogoal.

Secondo persone dell’industria delle costruzioni, Intel ritiene che serviranno almeno 18 mesi per creare la nuova sezione, a cui si aggiungeranno diversi mesi per l’installazione dei macchinari. Non è chiaro al momento se il nuovo impianto produrrà chip a 10 nanometri oppure se vi realizzerà i futuri processori a 7 nanometri con tecnologia EUV (litografia all’ultravioletto estremo).

A questa espansione si aggiunge il via libera ottenuto nelle scorse settimane dalla commissione finanze del parlamento israeliano per espandere lo stabilimento produttivo di Kiryat Gat, anche noto come Fab 28. Intel investirà 5 miliardi di dollari entro il 2020 e Israele le garantirà un sussidio di 185,5 milioni di dollari alla condizione che l’azienda assuma 250 nuovi dipendenti e spenda 560 milioni di dollari all’anno con venditori o rivenditori locali.