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Intel non divulga le prestazioni di Sandy Bridge

Diversi tra i partecipanti dell’IDF sono amareggiati per il fatto che la prima giornata dell’evento Intel si è conclusa senza rivelazioni specifiche su Sandy Bridge, l’attesa, nuova microarchitettura. David Perlmutter, tra i dirigenti più quotati di Intel, ha diviso con Paul Otellini il palco della conferenza d’apertura dell’IDF 2010 (Intel fa shopping, ecco la strategia di Otellini). In seguito ha risposto ad alcune domande della stampa specialistica.

David Perlmutter all’IDF 2010 di San Francisco

La prima domanda esulava dalla nuova generazione di processori Core. Durante il keynote l’azienda ha mostrato molte demo sul motion tracking. Si tratta di una tecnologia che riprende i gesti del corpo e li trasforma in input per il computer.

C’è quindi chi si è chiesto se Intel non desideri competere con le console da gioco come il Nintendo Wii o Xbox 360 con Kinect. Perlmutter ha negato ogni intenzione di concorrenza. A suo modo di vedere, “le console servono solo a giocare. Quello che Intel sta mostrando serve anche a giocare, ma anche per operazioni più serie, come quelle su macchine da remoto, chirurgia tramite Internet, accesso a sistemi con il movimento del corpo”.

La tecnologia di motion tracking di Intel – clicca per ingrandire

Insomma un tracciamento motorio per scopi generali che preannuncia un nuovo modo di operare con i computer.

Dopo aver rotto il ghiaccio abbiamo chiesto a Intel perché non aveva ancora rivelato un singolo dato di prestazioni. Perlmutter ha ribadito che Intel non rivelerà specifici risultati o numeri o ogni altro dettaglio sulle prestazioni della nuova piattaforma. Si tratta di una strategia specifica, i primi numeri saranno annunciati solo a cavallo della data del lancio, ovvero all’inizio del 2011.

La tecnologia di motion tracking di Intel – clicca per ingrandire

Una cosa sembra certa, il socket sarò immutato dal punto di vista meccanico ma ci sarà un cambiamento di tipo elettrico. Quindi ci saranno incompatibilità con i prodotti attuali. La modifica è obbligatoria. Perlmutter ha tenuto a far presente che “se avessimo potuto evitarla, l’avremmo fatto”.

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Interrogato sui potenziali usi dei nuovi processori Core su dispositivi portatili, Perlmutter ha specificato che tablet e gli altri dispositivi “smart” continueranno a usare Atom. Sandy Bridge sarà dedicato solo ai dispositivi più potenti. Intel ritiene che non si tratta di un processore per tablet, dove sono richieste specifiche nettamente diverse. Una cosa è certa, Sandy Bridge supporterà form factor sempre più piccoli, quindi sarà alla base di notebook ancora più sottili.

Wafer di chip Sandy Bridge – clicca per ingrandire

L’ultima domanda riguardava la scelta di non cambiare il nome dei nuovi processori – nonostante un’architettura profondamente innovata – che si chiameranno ancora Core i3, i5 e i7.

David ha risposto che ci saranno solo alcuni cambiamenti nel logo della nuova generazione di processori Core. “Se nel mercato auto si deve sempre cambiare per dare un senso di novità, nel nostro settore non è necessario. Intel farà semplicemente presente ai consumatori che c’è una seconda generazione della tecnologia Core che è semplicemente migliore rispetto alla prima”.