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Intel parla di CPU solare, Ivy Bridge e Haswell

Intel è tornata a parlare dei piani per il futuro. Ivy Bridge sarà realizzato con architettura a 22 nanometri, userà i nuovi transistor tri-gate (Transistor 3D, Intel rivoluziona tutto. Di nuovo) e sarà compatibile con l’attuale piattaforma LGA 1155, presentata all’inizio di quest’anno con il progetto Sandy Bridge.

Ivy Bridge continuerà a spingere su due direttrici principali: riduzione dei consumi e aumento della potenza, anche quella grafica. Come vi abbiamo già anticipato (Intel Ivy Bridge, il processore con TDP configurabile), la GPU integrata nel processore sarà compatibile DirectX 11, offrirà supporto nativo fino a tre schermi, migliori prestazioni e tessellation in hardware. In una slide mostrata durante l’IDF si legge a tal proposito: “due stadi programmabili (HS e DS) e un tessellatore a funzione fissa”.

Per quanto riguarda il processore, oltre al TDP configurabile di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, ecco un migliore supporto all’overclock, con i rapporti della CPU aumentati da 57x a 63x, ma anche il supporto alle DDR3 fino a 2800 MHz (di base sarà 2133 MHz). La cosa interessante è che i rapporti della CPU possono essere modificati senza riavvio, attraverso una semplice scrittura di un registro.

Chiaramente il processore farà un altro passo in avanti sul fronte del risparmio energetico, non solo grazie al nuovo processo produttivo e i transistor tri-gate FinFET, ma anche per l’integrazione di nuove tecnologie e un miglioramento di quelle attuali. Interessante l’ampliamento del supporto alle DDR3L, ovvero memorie con tensione di 1,35 volt.

Secondo indiscrezioni la serie di progressi di Intel nel settore dei consumi permetterà all’azienda di presentare un processore quad-core Core i7 per portatili dotato di un TDP di 35 watt, riducendo di altri 10 watt il TDP rispetto alle attuali soluzioni a 45 watt.

E se per Ivy Bridge tutto sembra procedere – anche se il debutto è fissato per marzo o aprile – Intel è già proiettata al 2013, quando presenterà i chip basati su architettura Haswell. Il progetto è già stato completato e si trova attualmente in fase di test.

Si tratterà nuovamente di un’architettura a 22 nanometri, ulteriormente migliorata rispetto a Ivy Bridge. Intel durante questo IDF ha posto molta enfasi sui consumi, affermando che Haswell avrà un consumo in standby inferiore di 20 volte rispetto a Sandy Bridge, e questo dovrebbe consentire ai portatili di assicurare un’autonomia in standby fino a 10 giorni e una giornata in uso classico.

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Intel parla per la precisione di “standby connesso”, cioè una modalità in cui comunque il computer potrà connettersi se necessario alle reti cloud per tenersi aggiornato. L’azienda ha inoltre comunicato che sta lavorando per rendere i suoi impianti pronti per il processo produttivo a 14 nanometri.

Infine, una chicca per appassionati di tecnologia e ambiente. Intel ha mostrato durante la conferenza una CPU alimentata a energia solare, grazie a una cella dedicata (l’energia solare alimentava solo il processore, non tutta la piattaforma). A quanto pare non si tratta di Haswell come affermato da qualche testata, ma è comunque probabile si tratti di un processore a basso consumo, forse Atom o chissà, magari Ivy Bridge. Insomma sostanzialmente non si sa. Ovviamente si tratta di una dimostrazione che vuole far passare un messaggio: l’efficienza energetica e i consumi stanno facendo costanti progressi e saranno cruciali in futuro. Chi ha pensato alla Legge di Koomey?