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La legge di Moore è storia, ecco la Legge di Nvidia

Bill Dally su Forbes demolisce la Legge di Moore, un pilastro in cui Intel crede da oltre 50 anni. Secondo Nvidia la via è il calcolo parallelo ed ecco nascere la Legge di Dally.

Seguire la legge di Moore non ha più senso, è una teoria ormai morta. Bill Dally, capo scienziato e vicepresidente senior della ricerca di Nvidia, si è espresso in termini critici sulla validità della teoria che Gordon Moore, fondatore di Intel, pronunciò nel 1965.

La legge di Moore dichiara che le prestazioni delle CPU e il numero di transistor di cui sono composte raddoppia ogni 18 mesi. Attaccarla significa colpire il cuore del mantra di Intel. Le parole pronunciate dal fondatore sono infatti ancora molto considerate dall’azienda numero uno del settore dei microprocessori.

Secondo Dally, tra le leggi di Moore ce n’è una meno famosa e che fa crollare l’intera legge. “Moore affermava che l’energia richiesta da ogni unità di calcolo sarebbe diminuita con l’incremento del numero di transistor. Questa situazione avrebbe portato le prestazioni a crescere seppur con consumi elettrici costanti. Il consumo in calo, in aggiunta all’aumento dei transistor, è necessario per aumentare le prestazioni della CPU. Tuttavia questo aumento della potenza ha una fine. […] La legge di Moore è una teoria morta. Le prestazioni della CPU non raddoppiano più ogni 18 mesi. E questo è un grande pericolo per molte industrie che contano sulla crescita delle prestazioni di calcolo“, afferma Dally su Forbes.

La buona notizia, secondo Dally, è che il calcolo parallelo (la strada scelta da Nvidia per le GPU) può far risorgere la legge di Moore e fornire una piattaforma che supporti la crescita economica e l’innovazione commerciale.

“La criticità per il futuro è realizzare computer paralleli efficienti dal punto di vista energetico, nei quali molti core di calcolo, ognuno ottimizzato per l’efficienza e non per la sola velocità, lavorano insieme alla risoluzione di un problema. Un vantaggio fondamentale dei computer paralleli è che tramutano il maggior numero di transistor in maggiori prestazioni e più efficienza. Raddoppiare il numero di processori, invece, potrebbe duplicare le prestazioni di molti programmi. Incrementare di due volte i transistor in una CPU, però, porta un aumento modesto delle prestazioni ma una spesa energetica molto elevata”.

Bill Dally – clicca per ingrandire

A questo punto, Dally enuncia la propria legge.

“Possiamo aumentare il numero dei transistor e dei core di quattro volte ogni tre anni. Facendo lavorare ogni core leggermente più lentamente e perciò in maniera più efficiente, possiamo più che triplicare le prestazioni mantenendo lo stesso consumo totale”, afferma il capo scienziato di Nvidia.

Dally, però, è conscio che il calcolo parallelo è solo all’inizio del suo sviluppo, sia per l’enorme quantità di programmi “seriali” da convertire in parallelo, sia per la scarsità di programmatori con conoscenze in materia. Tuttavia, secondo Dally, questa è l’unica strada percorribile per la crescita futura dell’industria.