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I produttori che stanno mettendo in commercio monitor LCD con un tempo di risposta di 20 ms sono seriamente intenzionati a far breccia nel popolo dei giocatori e dei professionisti della fotografia digitale. Oggi abbiamo recensito le nuove stelle del mercato dei monitor da 17": ProphetView 920 Pro di Hercules, NEC LCD71VM, Samsung 172X e Viewsonic VP170m. Quale di questi vincerà il premio di miglior monitor dell'anno? Abbiamo poi svelato i problemi di distribuzione di Hyundai e analizzato alcune dichiarazio

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a cura di Tom's Hardware

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 13/11/2003 alle 14:50 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:11
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ISO 13406-2, uno standard molto più aggiornato

Oltre alla questione dei "dead pixel", l'ISO 13406-2 definisce il tempo di risposta per i monitor piatti come la somma tra il tempo di accensione e quello di spegnimento. Se si fa riferimento al testo completo, si nota che è indicato come il tempo necessario allo schermo per trasformare un punto da nero in bianco e viceversa. In base a questo standard, non si misura in realtà il tempo totale ma solo quello che intercorre tra il 10% e il 90% della luminosità richiesta. È quello che in elettronica viene definito come "tempo per il full-on". Il problema è che in elettronica la misurazione non viene considerata attendibile. Si tratta puramente di un dato indicativo, dato che è troppo dipendente dalle oscillazioni degli estremi.

A parte il fatto che il sistema ha bisogno di stabilizzarsi, bisogna anche considerare che il tempo di accensione o di spegnimento preso tra il 10% e il 90% può anche misurare 20 ms ma se viene valutato tra lo 0 e il 100% della luminosità, risulta essere di 40 ms. Eppure questo corrisponde al tempo necessario per visualizzare realmente i colori richiesti e non un'approssimazione di questi, cosa specificata dallo standard ISO.

 

ISO 13406-2, uno standard molto più aggiornato

Per quanto riguarda questo difetto, gli ingegneri elettronici preferiscono abbandonare il "full-on time (FT)" in favore del "tempo di risposta (RT)". Il tempo di risposta non è però quello definito dallo standard ISO. Nel primo caso, hanno misurato il tempo preso da 0 fino a un determinato momento di stabilità del sistema. Pertanto, in teoria, il tempo è quello necessario affinchè lo stato di transizione sia completamente terminato. In pratica, i tecnici saranno d'accordo nel dire che, in base al livello di accuratezza richiesto, si tratta del tempo alla fine del quale la risposta del sistema entra in un margine di più o meno il 5% del valore finale, senza sforare. Per quello che ci interessa, è ancora una volta la misurazione del tempo necessario per andare da 0 al 95% o al 105%, senza che alcun segnale sia prodotto in questo intervallo.

La situazione sarebbe migliore se le misurazioni adottate fossero quelle definite dagli ingegneri elettronici, ma non sarebbe ancora abbastanza.

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