Il Wi-Fi 8 inizia a uscire dai laboratori di ingegneria per affrontare i processi di certificazione che ogni dispositivo commerciale deve superare prima di raggiungere il mercato. L'azienda taiwanese Sporton, specializzata in test e verificazione, ha annunciato di aver completato quella che definisce la prima certificazione al mondo per l'autorizzazione FCC statunitense di un dispositivo basato sul nuovo standard wireless. Si tratta di un passaggio significativo che segna il progressivo avvicinamento della tecnologia alla fase di commercializzazione, ben oltre le semplici dimostrazioni controllate in ambienti di sviluppo.
La certificazione è stata condotta utilizzando un prototipo costruito attorno alla piattaforma MediaTek Filogic 8000, presentata pubblicamente al CES 2026 come base per la prima generazione di chipset Wi-Fi 8. Questa soluzione è progettata per alimentare sia access point che dispositivi client, ponendo le fondamenta per l'ecosistema della prossima generazione di connettività wireless. Il lavoro di validazione condotto da Sporton rappresenta un primo banco di prova per verificare la maturità della piattaforma sotto il profilo normativo, un requisito imprescindibile per qualsiasi lancio commerciale negli Stati Uniti.
La vera novità del Wi-Fi 8 non risiede nell'aumento della velocità di picco teorica, ma in un cambio di filosofia progettuale. A differenza delle generazioni precedenti, che hanno spesso inseguito valori sempre più impressionanti di throughput massimo, il nuovo standard punta prioritariamente su affidabilità e stabilità. L'obiettivo dichiarato è migliorare l'utilizzo dello spettro radio, garantire connessioni più stabili in ambienti densi di dispositivi e ridurre la latenza mantenendola costante nel tempo. Sono esattamente questi i problemi che gli utenti sperimentano quotidianamente quando una rete è carica di dispositivi, circondata da interferenze provenienti da altre sorgenti radio o opera ai limiti della copertura.
Secondo Sporton, il Wi-Fi 8 è destinato a svolgere un ruolo cruciale nelle implementazioni di quella che viene definita "AI fisica" negli spazi chiusi: fabbriche, uffici e abitazioni dove sensori, elaborazione edge, automazione e sistemi di controllo in tempo reale necessitano di un comportamento wireless prevedibile e deterministico. La proposta di valore è quella di fornire stabilità di grado industriale a costi contenuti rispetto alle reti private 5G, pur riconoscendo che scenari ibridi – con copertura cellulare esterna e Wi-Fi interno – rimangono una soluzione sensata in molti contesti d'uso.
Come accade per ogni standard wireless nelle sue fasi iniziali, il superamento di una certificazione normativa non si traduce automaticamente nella disponibilità immediata di router e dispositivi certificati sugli scaffali dei negozi. Quello che questo traguardo indica è che almeno una catena di fornitura – dalla piattaforma silicon al software di supporto, fino alle metodologie di test – ha raggiunto un livello di maturità sufficiente per iniziare a superare le barriere regolamentari. È un segnale precoce ma concreto che l'ecosistema Wi-Fi 8 sta passando dalla fase concettuale all'esecuzione produttiva, con un focus dichiarato su affidabilità e consistenza piuttosto che sulla semplice ricerca di velocità di punta sempre più elevate sulla carta.
Resta da vedere quanto rapidamente altri produttori di chipset e dispositivi seguiranno MediaTek in questo percorso di certificazione, e quando il Wi-Fi 8 sarà effettivamente disponibile per i consumatori europei. Le dinamiche di omologazione variano tra mercati diversi, e l'autorizzazione FCC rappresenta solo una delle tappe necessarie per un lancio globale. Nel frattempo, la comunità tech attende con interesse i primi benchmark reali e i confronti prestazionali con il Wi-Fi 6E e Wi-Fi 7 in scenari d'uso concreti, specialmente per quanto riguarda la gestione della latenza e la stabilità in ambienti ad alta densità di dispositivi.