Il settore della memoria e dello storage consumer affronta un momento di svolta dopo la decisione di Micron di chiudere il brand Crucial, destinato per decenni agli appassionati e ai consumatori. Per la prima volta dalla comunicazione shock dello scorso dicembre, l'azienda ha rotto il silenzio sulle accuse di abbandonare il mercato retail, mentre parallelamente ha lanciato un avvertimento sulla capacità produttiva globale: le nuove fabbriche di memoria non porteranno aumenti significativi dell'offerta prima del 2028.
In un'intervista rilasciata a WCCFTech, Christopher Moore, vicepresidente marketing della divisione Mobile e Client Business Unit di Micron, ha affrontato direttamente le critiche legate alla chiusura di Crucial. Il brand, storico punto di riferimento per RAM e SSD destinati a costruttori di PC, gamer e utenti finali, cesserà le operazioni entro la fine di gennaio 2026. La strategia di Micron prevede una riallocazione completa della produzione verso DRAM e SSD di classe enterprise per i datacenter dedicati all'intelligenza artificiale, un mercato che offre margini più elevati e volumi prevedibili rispetto al volatile segmento consumer.
La decisione, pur non sorprendendo gli analisti di settore data la crescente concentrazione degli investimenti nel comparto AI, ha sollevato preoccupazioni tra gli appassionati di tecnologia. Il ritiro di un produttore verticalmente integrato come Micron dal mercato retail riduce ulteriormente le opzioni per i consumatori, già limitati a pochi brand principali come Samsung, SK Hynix (attraverso Solidigm per gli SSD), Kingston e Western Digital. La mancanza di Crucial potrebbe inoltre influenzare la competitività dei prezzi, soprattutto nella fascia media dove i prodotti del brand si erano ritagliati una solida reputazione per il rapporto qualità-prezzo.
Parallelamente alla controversia su Crucial, Moore ha fornito un'indicazione temporale cruciale per l'industria: le nuove fab di memoria attualmente in costruzione non contribuiranno in modo sostanziale all'offerta globale per almeno tre anni. Questo timeline evidenzia la complessità della produzione di semiconduttori avanzati, dove dalla posa della prima pietra all'effettiva capacità produttiva possono trascorrere anni di calibrazione, test e ramping dei processi litografici. La notizia assume particolare rilevanza considerando le attuali dinamiche di mercato, caratterizzate da una domanda esplosiva per HBM (High Bandwidth Memory) destinata alle GPU per AI e per DDR5 nel segmento server.
L'approccio di Micron riflette una tendenza più ampia nell'industria dei semiconduttori: la concentrazione sulle applicazioni ad alto valore aggiunto a scapito dei mercati commodity. Samsung e SK Hynix hanno seguito strategie simili, dedicando linee produttive prioritariamente a HBM3 e HBM3E per i chip NVIDIA H100 e H200, mentre la produzione di DDR4 e DDR5 mainstream subisce vincoli di capacità. Per il mercato europeo, già alle prese con prezzi della RAM in crescita negli ultimi trimestri, questa evoluzione potrebbe tradursi in una pressione al rialzo sui costi dei componenti per assemblatori e consumatori finali.
La chiusura di Crucial rappresenta inoltre un punto di non ritorno per l'ecosistema del fai-da-te nel PC building. Mentre brand come Corsair, G.Skill e TeamGroup continuano a operare nel segmento enthusiast, questi acquistano i chip di memoria dai grandi produttori per assemblare moduli personalizzati, senza controllo diretto sulla catena produttiva. Micron era uno dei pochissimi produttori verticalmente integrati a mantenere un canale consumer diretto, garantendo trasparenza sulla qualità dei chip e compatibilità ottimale tra NAND flash e controller negli SSD.
Le implicazioni a medio termine potrebbero estendersi anche al mercato dei notebook e dei sistemi preassemblati, dove Crucial forniva moduli OEM a numerosi costruttori. La redistribuzione di questi ordini verso altri fornitori richiederà tempo e potrebbe causare temporanee strozzature nella supply chain, particolarmente critica per il segmento dei laptop di fascia media dove i margini sono compressi e la disponibilità di componenti affidabili a prezzo contenuto risulta determinante.