L'intelligenza artificiale di Microsoft si trova a un bivio cruciale: nonostante investimenti miliardari e una crescita apparentemente esplosiva della base utenti, i numeri reali sul ritorno economico dell'ecosistema Copilot sollevano interrogativi importanti sul modello di business dell'azienda di Redmond. Durante la presentazione dei risultati finanziari, il CEO Satya Nadella ha dichiarato una crescita quasi triplicata su base annua degli utenti Copilot, ma i dati di mercato rivelano una realtà più complessa che coinvolge metriche di adozione, monetizzazione e la sostenibilità di una strategia AI che ha assorbito ben 37,5 miliardi di dollari solo nell'ultimo trimestre fiscale.
Secondo un'analisi pubblicata da The Register, soltanto il 3,3% degli utenti di Microsoft 365 e Office 365 che interagiscono con Copilot Chat paga effettivamente per il servizio. Questo dato assume proporzioni significative se consideriamo che, come evidenziato dall'analista Mary Jo Foley di Directions on Microsoft, la base utenti complessiva di questi servizi si aggira intorno ai 450 milioni di persone. La matematica è impietosa: la stragrande maggioranza accede alle funzionalità AI gratuitamente o tramite pacchetti bundle, rendendo la base di abbonati paganti relativamente esigua rispetto alle dimensioni dell'ecosistema Microsoft.
Il modello di business lanciato nel 2023 prevedeva Microsoft 365 Copilot come componente aggiuntivo al costo di 30 dollari per utente al mese, integrato in applicazioni come Word, Outlook, Teams, Excel e PowerPoint. L'azienda ha posizionato Copilot non come un semplice chatbot, ma come un vero e proprio agente AI capace di agire autonomamente per conto degli utenti, effettuare ricerche nei documenti interni aziendali e analizzare meeting ed email. Una proposta di valore che sulla carta dovrebbe giustificare il premium pricing, ma che nella pratica sembra incontrare resistenze nella conversione da utenti gratuiti a paganti.
La Chief Financial Officer Amy Hood ha risposto alle crescenti preoccupazioni degli investitori respingendo l'idea che gli investimenti in AI non stiano producendo risultati adeguati. Hood ha sottolineato che valutare la spesa dell'azienda basandosi esclusivamente sulla crescita dei ricavi di Azure rappresenta "il metro di giudizio sbagliato", suggerendo che molti analisti stiano facendo una correlazione troppo diretta tra le spese in capitale e i numeri di fatturato del cloud. Una difesa che evidenzia come Microsoft stia cercando di spostare la narrazione da metriche finanziarie immediate a una visione più strategica e di lungo periodo.
Nel frattempo, emergono segnali di un possibile ripensamento strategico. Windows Central ha riportato che Microsoft starebbe rivalutando l'integrazione dell'AI in Windows 11, con la possibilità di razionalizzare o addirittura rimuovere funzionalità che gli utenti non trovano effettivamente utili. Questa revisione potrebbe includere le integrazioni di Copilot in applicazioni come Notepad e Paint, strumenti storici del sistema operativo che hanno ricevuto iniezioni di intelligenza artificiale non sempre accolte positivamente dalla community.
Il contesto è quello di un mercato dell'AI sempre più competitivo, dove Microsoft si posiziona in diretta concorrenza con ChatGPT di OpenAI, nonostante la partnership strategica che lega le due aziende. La sfida principale rimane trasformare l'adozione gratuita o bundle in sottoscrizioni pagate reali, un processo che richiede di dimostrare un valore concreto e misurabile per utenti aziendali e professionali disposti a pagare 360 dollari all'anno per ciascun posto di lavoro abilitato all'AI.