Il mercato del marketing tecnologico sta vivendo una fase di contrasti significativi, con Microsoft e Google disposte a investire cifre a sei zeri per convincere i creatori di contenuti a promuovere i loro assistenti basati sull'intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato da CNBC, alcune partnership a lungo termine per sponsorizzare strumenti come Copilot potrebbero valere tra i 400.000 e i 600.000 dollari, una somma che testimonia quanto sia strategico per Redmond posizionare il proprio assistente AI nel quotidiano degli utenti. Si tratta di investimenti massicci che rivelano l'urgenza di accelerare l'adozione di tecnologie che, nonostante l'integrazione capillare, faticano ancora a conquistare quote significative di mercato.
Il nodo centrale della strategia Microsoft riguarda proprio Copilot, l'assistente intelligente ormai integrato trasversalmente in Windows, Microsoft 365, Edge e altri servizi dell'ecosistema. Nonostante la vastissima base utenti dei servizi cloud di Microsoft, i dati recenti parlano chiaro: appena il 3,3% degli utenti di Microsoft 365 paga effettivamente per Copilot. Una percentuale che suona come un campanello d'allarme per un prodotto su cui l'azienda di Redmond ha costruito gran parte della propria visione futura. Il CEO Satya Nadella ha tentato di minimizzare, sostenendo che l'utilizzo effettivo sia elevato e che Copilot stia "diventando una vera abitudine quotidiana", ma i numeri suggeriscono una narrativa più complessa.
La scelta di rivolgersi agli influencer non è casuale: il marketing tradizionale fatica sempre più a penetrare un pubblico tech-savvy che si affida a figure di riferimento per orientarsi tra le novità tecnologiche. Gli influencer rappresentano un canale privilegiato per raggiungere community consolidate, spiegare funzionalità complesse e normalizzare l'uso di strumenti AI ancora percepiti con diffidenza. Microsoft ha recentemente mandato in onda uno spot durante il Super Bowl incentrato sull'utilizzo dell'AI in Excel da parte della NFL, estensione di una campagna già in corso, a dimostrazione di quanto l'azienda punti su messaggi che leghino Copilot a scenari d'uso concreti e riconoscibili.
Tuttavia, l'industria dei creator sta mostrando crepe significative proprio sul fronte AI. Diversi influencer stanno rifiutando accordi di sponsorizzazione legati all'intelligenza artificiale, anche a fronte di compensi molto elevati. Le motivazioni variano: timore di reazioni negative da parte delle proprie community, questioni etiche legate all'AI, preoccupazioni sul rischio di apparire complici di tecnologie controverse che sollevano interrogativi su dislocazione lavorativa, utilizzo dei dati personali e affidabilità dei contenuti generati automaticamente. Il rapporto evidenziato da CNBC non specifica quali aziende siano interessate dai rifiuti, ma traccia il profilo di un'economia dei creator sempre più polarizzata.
Da un lato emergono contratti milionari offerti da colossi come Microsoft e Google, desiderosi di legittimare i propri prodotti AI attraverso endorsement autorevoli. Dall'altro, creatori attenti alla percezione del proprio pubblico, consapevoli che associarsi troppo strettamente all'intelligenza artificiale potrebbe danneggiare la fiducia costruita nel tempo. Per molti, sponsorizzare un tool AI comporta rischi reputazionali superiori rispetto a promuovere hardware, videogiochi o software tradizionale, categorie percepite come meno divisive.
La posta in gioco per Microsoft è enorme. Copilot rappresenta un pilastro architettonico dell'intera strategia aziendale, trasversale a Windows e all'intero ecosistema cloud. Gli investimenti pubblicitari attraverso influencer non sono che l'estensione logica di questa visione, specialmente in un contesto dove la pubblicità tradizionale perde efficacia e dove le raccomandazioni di personalità fidate pesano sempre di più nelle scelte tecnologiche degli utenti.