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Storage

Microsoft rende open source i propri potentissimi algoritmi di compressione cloud

Microsoft ha deciso di rendere disponibili in open source i propri algoritmi di compressione dati per il cloud, unitamente alle specifiche hardware e al codice sorgente in Verilog.

Con la quantità sempre più elevata di dati prodotti dai siti quotidianamente, le tecnologie per la compressione e lo storage nel cloud sono sempre più fondamentali. Proprio per questa loro crucialità solitamente sono gestite come segreti da custodire gelosamente, ma Microsoft ha deciso di andare in controtendenza, fornendo in open source i propri algoritmi di compressione, le specifiche hardware e il codice sorgente in Verilog che utilizza abitualmente per comprimere i dati sul cloud Azure.

La decisione è ancora più stupefacente se si dà un’occhiata alle prestazioni di cui sono capaci questi algoritmi. Project Zipline, questo il nome dato da Microsoft al progetto, è in grado di applicare rapporti di compressione due volte maggiori rispetto a quelli garantiti dallo standard Zlib-L4 64 KB.

Al fine di ottenere questo risultato Microsoft ha affinato gli algoritmi e la piattaforma hardware, ottimizzandoli per la gestione dei suoi enormi data set. Il Sistema lavora inoltre a basso livello, e quindi virtualmente non ha quasi bisogno di risorse aggiuntive, riuscendo così a gestire un maggior numero di dati con latenze inferiori rispetto a quanto ottenibile con altri algoritmi.

Tutto questo è reso possibile dall’impiego di codice sorgente di basso livello in Verilog per la gestione dell’RTL (Register Transfer Language), per questo è ancora più straordinaria la decisione di Microsoft di fornire anch’esso in modalità open source. ‎”fornire questo livello di dettaglio per l’RTL in modalità open source all’interno dell’Open Computing Project è da leader del settore”, ha affermato Kushagra Vaid, direttore generale dell’infrastruttura hardware Azure. “Stabilisce un importante precedente per una collaborazione senza attriti all’interno dell’ecosistema OCP e apre nuove vie all’innovazione hardware”.

Open Compute Project è un progetto assai importante, di cui fanno parte aziende come Intel, AMD, Ampere, ARM, Marvell, SiFive, Broadcom, Fungible, Mellanox, NGD Systems, Pure Storage, Synopsys e Cadence. “Nel tempo vedremo la tecnologia di compressione Project Zipline farsi strada in diversi segmenti di mercato, dal network data processing agli smart SSD, passando per i sistemi di archiviazione, gli applicativi cloud, l’IoT e persino i microprocessori per uso generico”, ha commentato ancora Vaid.‎