Schede Grafiche

Carenza di GPU? Questa gente ne ha comprate 700.000

Il 21 e 22 giugno ci sarà l’Amazon Prime Day, due giorni ricchi di offerte e sconti a tempo limitato! Per non perderne nemmeno una, date uno sguardo alla nostra pagina dedicata

In un nuovo rapporto, Jon Peddie Research fornisce alcune informazioni sull’impatto che ha avuto il mining di criptovalute sulle vendite di AIB (add-in board) per l’inizio di quest’anno. Inutile dire che AMD, Nvidia e i loro partner AIB hanno beneficiato enormemente dell’elevata domanda delle migliori schede grafiche.

La società di consulenza ha stimato che il 25% delle schede grafiche spedite nel primo trimestre del 2021 è andato nelle mani dei minatori di criptovalute. Questa percentuale corrisponde a circa 700.000 GPU da gaming di fascia alta e media. In termini economici, si tratta di una somma che si attesta attorno i 500 milioni di dollari.

Jon Peddie Research, che monitora le spedizioni di AIB dal 1985, ha notato un significativo calo del tasso di collegamento (attach rate) tra le schede video e i PC. L’azienda ha osservato che questo parametro è sceso al 25% prima di risalire fino al 50%. La società ha quindi utilizzato una formula semplice in cui l’uso delle GPU per il mining equivale alla differenza tra il normale tasso e quello esistente. Questa formula è stata creata presupponendo che i minatori di criptovalute abbiano già le loro configurazioni dedicate e comprino solo schede grafiche, senza acquistare di conseguenza un nuovo sistema.

Photo: Jon Peddie Research

Come afferma la società stessa, per la maggior parte dei casi è vero. D’altro canto, però, ci sono anche miners occasionali che potrebbero investire in una sistema completo per estrarre le criptovalute. Inoltre Jon Peddie Research ha affermato che il suo modello di previsione non è preciso come gli anni precedenti a causa della carenza di componenti. Ciò ha portato all’introduzione dei bot per l’acquisto delle GPU, spesso poi rivendute su eBay, e all’incremento dei prezzi delle schede video.

Ovviamente i minatori di criptovalute non sono l’unico motivo del drastico aumento dei prezzi: anche la pandemia ha svolto un ruolo importante. Molte fabbriche hanno chiuso temporaneamente, interrompendo la catena di approvvigionamento. Anche molti componenti all’interno delle GPU come i chip di memoria GDDR6 sono aumentati di prezzo, con il conseguente aumento del costo totale delle schede video. Jon Peddie Research ha stimato un aumento fino al 70% all’inizio dell’anno.

Per prendere in mano la situazione, Nvidia ha lanciato la sua linea Cryptocurrency Mining Processor (CMP) dedicata all’Ethereum e al mining di criptovalute. Allo stesso tempo ha inserito un limitatore anti-mining nelle RTX 3060, RTX 3070 Ti e RTX 3080 Ti versione LHR (Lite Hash Rate). Grazie a queste due versioni, CMP e LHR, c’è mercato sia per i minatori che per i gamer a cui non interessano le criptovalute. Nonostante ciò, però, le GPU continuano a essere esaurite ovunque e – quando si trova disponibilità – i prezzi sono davvero folli. Anche sull’usato la situazione non è rosea: le schede video dell’ultima generazione vengono vendute a prezzi molto alti, circa il doppio del prezzo di retail. Insomma, non è un bel momento per acquistare una scheda grafica.

Photo: JPR