Il mercato dei componenti PC si prepara a un 2026 difficile per gli appassionati di gaming e assemblatori, mentre NVIDIA e i suoi partner strategici continuano a macinare profitti record trainati dall'intelligenza artificiale. A confermarlo è stato direttamente Jensen Huang, CEO del colosso dei chip grafici, durante un evento privato tenutosi a Taiwan nel weekend, ribattezzato dalla stampa locale "la cena da mille miliardi" in riferimento alla capitalizzazione di mercato combinata delle aziende presenti.
Intercettato dai giornalisti di Reuters all'esterno di un ristorante di Taipei sabato sera, Huang ha di fatto preannunciato che la pressione sulla catena di fornitura non accennerà a diminuire. Le sue dichiarazioni hanno toccato sia l'espansione produttiva di TSMC, il gigante taiwanese della produzione di semiconduttori che realizza i chip di NVIDIA, sia la persistente carenza di memoria RAM che sta caratterizzando il mercato globale.
"Nei prossimi dieci anni TSMC aumenterà probabilmente la propria capacità produttiva di oltre il 100%, rappresentando un'espansione davvero sostanziale per il prossimo decennio", ha dichiarato il CEO, in quello che molti osservatori hanno interpretato come un bonario invito ad accelerare ulteriormente i tempi di ampliamento degli impianti di produzione taiwanese.
Ma è sul tema della memoria che le parole di Huang rischiano di preoccupare maggiormente chi sta pianificando un upgrade del proprio sistema. La cosiddetta RAMpocalypse, ovvero la carenza di moduli DRAM causata dall'assorbimento massiccio da parte dei server dedicati all'intelligenza artificiale, non sembra destinata a risolversi a breve. "Abbiamo bisogno di molta memoria quest'anno", ha ammesso Huang senza mezzi termini, aggiungendo che "l'intera catena di fornitura è sotto pressione perché la domanda è enormemente superiore all'offerta".
Il contesto in cui si inseriscono queste dichiarazioni è quello di un'industria tech sempre più polarizzata tra il segmento dell'AI enterprise e quello consumer. I server equipaggiati con GPU NVIDIA di fascia alta, dai modelli H100 agli ultimi H200, divorano letteralmente la produzione globale di memoria ad alte prestazioni, lasciando agli appassionati di gaming e workstation solo le briciole del mercato, con prezzi conseguentemente in aumento sia per i moduli DDR4 che DDR5.
Per NVIDIA il 2026 si preannuncia come l'ennesimo anno di risultati eccezionali. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa internazionale, diverse aziende cinesi specializzate in intelligenza artificiale avrebbero ottenuto l'approvazione condizionata per acquistare GPU H200 destinate al training di modelli linguistici, inclusa DeepSeek, considerata la startup AI più importante della Cina. Se confermata, questa notizia segnerebbe la fine di anni di restrizioni commerciali che hanno rappresentato un ostacolo significativo per l'espansione di NVIDIA nel mercato asiatico.
Per chi invece sperava di assemblare un nuovo PC da gaming o semplicemente aggiornare la dotazione di RAM a prezzi accessibili, le prospettive rimangono fosche. Sebbene l'espansione degli stabilimenti TSMC possa teoricamente tradursi in maggiore capacità produttiva per i componenti destinati all'hardware consumer, appare evidente che le priorità di NVIDIA e dei suoi fornitori risiedano altrove. Finché la domanda di acceleratori AI rimarrà così elevata, difficilmente le schede grafiche consumer e i componenti per il mercato gaming riceveranno attenzione prioritaria.