Il confine tra fantascienza e realtà si assottiglia sempre di più nel settore tecnologico. Entro i primi mesi del 2027, alcune delle GPU più potenti al mondo inizieranno a elaborare dati nello spazio, aprendo un capitolo completamente nuovo nell'evoluzione dei data center e dell'intelligenza artificiale. L'annuncio arriva da Crusoe, azienda specializzata in infrastrutture di calcolo, che ha stretto una partnership strategica con Starcloud per portare le GPU NVIDIA H100 in orbita terrestre.
La collaborazione tra le due società rappresenta un cambio di paradigma radicale nel modo di concepire le infrastrutture cloud. Starcloud, startup con sede a Redmond supportata dal programma NVIDIA Inception, si occuperà della costruzione di veri e propri satelliti-data center, mentre Crusoe si prepara a diventare il primo operatore cloud pubblico a offrire servizi di elaborazione dati direttamente dallo spazio. Philip Johnston, CEO di Starcloud, ha sottolineato come Crusoe rappresenti il partner ideale grazie alla sua comprovata esperienza nella realizzazione di soluzioni di calcolo robuste ed efficienti.
Ma quali sono i vantaggi concreti di posizionare server e processori oltre l'atmosfera terrestre? La risposta sta principalmente nell'energia e nel raffreddamento. Nello spazio è possibile installare pannelli solari di dimensioni enormi senza preoccupazioni legate all'occupazione del suolo o all'impatto ambientale. Inoltre, questi sistemi non gravano minimamente sulla rete elettrica terrestre, un aspetto tutt'altro che trascurabile considerando il crescente consumo energetico dei data center tradizionali.
Il problema del raffreddamento, storicamente una delle sfide più complesse nella gestione dei server, trova nello spazio una soluzione inedita. Secondo NVIDIA, il vuoto dello spazio profondo funziona come un dissipatore di calore infinito, eliminando la necessità di sistemi di raffreddamento ad aria tradizionali. Questo approccio rivoluzionario potrebbe risolvere uno dei maggiori ostacoli nell'espansione delle capacità di calcolo per l'intelligenza artificiale.
La tempistica del progetto è già stata definita con precisione. Starcloud lancerà le prime GPU NVIDIA H100 in orbita già a novembre 2025, un traguardo che segnerà un precedente assoluto nell'industria tecnologica. Seguirà poi, verso la fine del 2026, il lancio del satellite che ospiterà il servizio Crusoe Cloud vero e proprio, con la messa a disposizione delle prime capacità GPU commerciali prevista per l'inizio del 2027.
Per Crusoe, questo passo rappresenta l'evoluzione naturale della propria filosofia aziendale. L'azienda si è infatti sempre distinta per la scelta di posizionare le proprie infrastrutture di calcolo in prossimità di fonti energetiche innovative e non convenzionali. Cully Cavness, cofondatore e direttore operativo di Crusoe, ha dichiarato che la partnership con Starcloud estende semplicemente il loro approccio incentrato sull'energia dalla Terra alla nuova frontiera dello spazio.
Le implicazioni di questa tecnologia vanno ben oltre l'aspetto puramente commerciale. Johnston ha evidenziato come i data center spaziali possano aprire possibilità completamente nuove per la ricerca scientifica, la scoperta e l'innovazione, mettendo a disposizione capacità di calcolo cloud direttamente nello spazio. Starcloud punta a costruire infrastrutture scalabili fino a capacità di gigawatt, cifre che fanno impallidire molti data center terrestri convenzionali.
Sebbene i partner abbiano accennato a piani ancora più ambiziosi per il futuro, al momento rimangono concentrati sugli obiettivi delineati fino al 2027. Si tratta comunque di un progetto che potrebbe ridefinire il concetto stesso di AI factory, termine che indica le infrastrutture dedicate all'addestramento e all'esecuzione di modelli di intelligenza artificiale su larga scala.