L'incontro che ha cambiato tutto
Il recente faccia a faccia tra Jensen Huang, amministratore delegato di NVIDIA, e il presidente Trump ha evidentemente prodotto i risultati sperati dall'azienda californiana. Secondo fonti del Financial Times, le licenze per l'esportazione hanno iniziato a essere rilasciate proprio nei giorni successivi all'incontro alla Casa Bianca. La tempistica non sembra casuale, considerando che per settimane l'amministrazione aveva mantenuto una posizione di stallo nonostante le rassicurazioni pubbliche di NVIDIA sul proprio impegno nel mercato cinese.
Le pressioni esercitate dai legislatori americani per inserire backdoor di sicurezza o meccanismi di tracciamento geografico nei chip destinati alla Cina avevano creato ulteriori tensioni. Huang aveva categoricamente escluso qualsiasi compromesso su questo fronte, ribadendo che l'azienda non avrebbe mai accettato di implementare tali sistemi di controllo, indipendentemente dalle richieste governative.
Un mercato da riconquistare
La Cina rappresenta tradizionalmente uno dei mercati più importanti per NVIDIA, e la sospensione delle esportazioni aveva creato non solo perdite economiche dirette, ma anche incertezze strategiche per gli investitori. L'accumulo di quasi un milione di unità H20 nei depositi dell'azienda testimonia l'entità del problema logistico e finanziario che si era creato. Questi processori, specificamente progettati per rispettare le limitazioni imposte dalle normative americane, erano rimasti in attesa per mesi.
L'azienda aveva anche dovuto affrontare le minacce di un'inchiesta da parte delle autorità regolatorie cinesi, preoccupate per possibili modifiche ai chip che ne compromettessero la sicurezza. Questa doppia pressione, sia americana che cinese, aveva messo NVIDIA in una posizione particolarmente delicata, dovendo bilanciare le esigenze di compliance normativa con le aspettative dei clienti asiatici.
Prospettive future e nuove generazioni
Con la ripresa delle spedizioni, NVIDIA prevede di utilizzare le scorte di H20 almeno fino alla fine dell'anno, prima di introdurre soluzioni più avanzate come i processori Blackwell B20 o le GPU RTX 6000D specificamente progettate per i mercati domestici. Questa strategia permetterà all'azienda di recuperare parte delle perdite registrate nei trimestri precedenti, quando aveva dovuto svalutare significative quantità di inventario.
La catena di approvvigionamento cinese rappresenta ora la priorità assoluta per il management di NVIDIA, che vede in questo mercato non solo un'opportunità di fatturato immediato, ma anche un banco di prova per le future relazioni commerciali con l'Asia. Il successo di questa riapertura potrebbe infatti influenzare le politiche commerciali americane verso altri settori tecnologici strategici.