Il divario tra operatori telefonici e giganti tecnologici si sta riducendo su un terreno inaspettato: quello delle reti autonome. Amazon Web Services ha trasformato la propria infrastruttura di rete in fibra ottica in un sistema autosufficiente capace di gestire autonomamente tra il 97% e il 98% degli eventi operativi, richiedendo intervento umano solo per operazioni fisiche dirette sull'hardware. Non si tratta di un esperimento o di una roadmap futura, ma di una realtà operativa già consolidata che il colosso del cloud computing sta ora trasferendo al settore delle telecomunicazioni attraverso un ecosistema di tecnologie e partnership industriali.
L'architettura di rete proprietaria di AWS rappresenta un esempio concreto di come l'automazione avanzata possa superare i limiti operativi che affliggono gli operatori tradizionali. Secondo l'analisi di Fierce Network, questo risultato tecnico riflette una filosofia operativa profondamente diversa: per AWS l'autonomia non è una visione da raggiungere, ma una pratica maturata su scala globale. Questa esperienza viene ora proposta alle telco come modello per trasformare reti complesse e gestite manualmente in sistemi intelligenti e autosufficienti.
Il contesto industriale spiega l'urgenza di questa trasformazione. Gli operatori telefonici hanno investito cifre enormi in infrastrutture 5G ad alte prestazioni, mentre le big tech hanno costruito sopra queste reti servizi digitali, piattaforme e applicazioni altamente redditizie. Con l'avvento del 5G avanzato, dell'edge computing e dell'intelligenza artificiale distribuita, la rete non è più un semplice mezzo di trasporto dati ma un sistema software complesso, dinamico e programmabile. È proprio in questo scenario che i giganti tecnologici stanno assumendo un ruolo strutturale, non come semplici fornitori di cloud ma come abilitatori della trasformazione verso modelli autonomi.
Secondo la classificazione del TM Forum, le reti autonome di livello 4 operano con piena autonomia sotto supervisione umana, mentre quelle di livello 5 raggiungono l'autonomia end-to-end senza intervento umano. AWS sostiene che per le telco raggiungere questi livelli rappresenta una necessità economica imprescindibile, l'unica via per evitare che i costi operativi diventino insostenibili di fronte alla crescente complessità delle reti 5G e oltre. Il paradosso evidenziato da Bain & Company è evidente: reti sempre più complesse da gestire e margini operativi sempre più sotto pressione.
Il 5G ha moltiplicato esponenzialmente il numero di configurazioni possibili, i casi d'uso e le dipendenze tra domini di rete. Continuare a governare questo ecosistema con processi manuali o semi-automatizzati significa accettare costi operativi crescenti, tempi di risposta più lunghi e una capacità di innovazione ridotta. Bain identifica nelle reti autonome una delle poche leve realmente strutturali per invertire questa tendenza: maggiore automazione si traduce in riduzione dell'Opex, miglioramento della qualità del servizio, maggiore resilienza e capacità di lanciare nuovi servizi più rapidamente.
AWS chiarisce che il salto verso reti di livello 5 richiede un cambio di paradigma fondamentale. Non basta automatizzare singoli processi: serve intelligenza distribuita capace di prendere decisioni complesse in tempo reale, coordinando più domini di rete simultaneamente. Qui entra in gioco l'Agentic AI, un'evoluzione rispetto ai tradizionali sistemi di automazione basati su regole predefinite. Questa architettura utilizza agenti intelligenti specializzati, ciascuno con obiettivi specifici, in grado di collaborare tra loro per raggiungere risultati comuni.
Applicata alla Radio Access Network, questa tecnologia consente alla rete di auto-configurarsi, auto-ottimizzarsi e auto-ripararsi sulla base di obiettivi di business e condizioni operative in continuo cambiamento. L'ottimizzazione della RAN rappresenta uno dei casi d'uso più promettenti: è uno degli ambiti più complessi e costosi da gestire per le telco, e allo stesso tempo uno dei più sensibili in termini di esperienza utente. L'Agentic AI permette di analizzare grandi volumi di dati di rete, prevedere congestioni o degradazioni del servizio e intervenire proattivamente, senza attendere l'intervento umano.
La strategia di AWS si fonda sulla costruzione di un ecosistema aperto basato su API e integrazioni con vendor di rete e organizzazioni di settore. Il colosso di Seattle non si propone come nuovo fornitore o operatore di rete, ma come piattaforma orizzontale che consente agli operatori di orchestrare tecnologie diverse in modo coerente. Le API diventano il linguaggio comune tra rete, sistemi IT e servizi digitali, non solo per automatizzare operazioni tecniche ma per rendere la rete interrogabile e controllabile anche da sistemi di business.
La collaborazione con Ericsson rappresenta un esempio emblematico di questo approccio. L'integrazione tra le soluzioni cognitive del vendor svedese e i servizi AI e cloud di AWS punta a portare l'autonomia direttamente nel cuore della rete mobile. Le rApps (applicazioni per il controllo intelligente della RAN) sviluppate in questo contesto sfruttano l'Agentic AI per prendere decisioni complesse in modo distribuito, avvicinando le telco a quei livelli di autonomia che AWS già sperimenta sulla propria infrastruttura globale.
Concetti come il "talk to your network" – ovvero l'uso del linguaggio naturale per impartire comandi alla rete – passano dal piano teorico a quello degli strumenti concreti per aumentare l'efficienza operativa. Nel rapporto tra telco e big tech, l'evoluzione tecnologica potrebbe permettere di superare l'approccio conflittuale del "chi usa l'infrastruttura di chi" per arrivare a una convergenza profonda tra cloud e network, in cui le competenze maturate dai giganti tecnologici nella gestione di sistemi complessi diventano un asset strategico per gli operatori di telecomunicazioni.
Resta tuttavia aperta la questione della forte dipendenza delle aziende europee da fornitori, tecnologie e modelli extra-europei, un tema che si inquadra nell'esigenza di sovranità e leadership digitale dell'Europa. La capacità delle telco europee di adottare questi modelli avanzati di autonomia senza compromettere l'indipendenza strategica rappresenterà una sfida cruciale per i prossimi anni, determinando non solo la competitività economica ma anche la resilienza delle infrastrutture critiche continentali.