Storage

Samsung e Seagate, il duo degli SSD professionali

Samsung e Seagate collaborano per lo sviluppo di SSD (Solid State Drive) per il settore enterprise. L’azienda sud coreana e quella statunitense hanno deciso di unire energie e competenze per lo sviluppo di controller di memoria e tecnologie. Il frutto del lavoro congiunto sarà usabile da entrambe, ma dal comunicato stampa emerge che a Seagate userà i controller realizzati congiuntamente nei propri prodotti.

Le prime soluzioni a marchio Seagate figlie di quest’accordo – attese a metà 2012 – saranno basate su memoria flash NAND a 30 nanometri prodotta da Samsung. Nonostante il settore enterprise sia campo fertile per le memorie flash NAND di tipo SLC (Single Level Cell), Seagate svilupperà SSD basati su memoria di tipo MLC (Multi Level Cell).

La scelta, non chiarita dall’azienda, potrebbe scaturire dal costo inferiore della memoria MLC e dallo sviluppo più veloce di questo tipo di prodotto.

L’accordo con Samsung non è il primo che Seagate firma nel settore degli SSD enterprise. Lo scorso gennaio l’azienda ha raggiunto un’intesa con LSI Corporation per lo sviluppo di SSD enterprise con interfaccia PCI Express (Seagate e LSI spingono gli SSD nei datacenter). Contrariamente alle soluzioni standard – per il mercato consumer – con connessione SATA, il frutto del lavoro di Seagate e LSI è rivolto principalmente ai centri dati e ai sistemi per il cloud computing.

Seagate propone già una serie di Solid State Drive per il settore professionale chiamata Pulsar. La prima generazione di prodotti è da 2,5 pollici e raggiunge una capacità massima di 200 GB (le altre sono da 50 e 100 GB). La memoria flash NAND usata è di tipo SLC (Single Level Cell), mentre l’interfaccia è SATA II (3 Gbps) e tutte le soluzioni supportano il comando TRIM che aiuta a mantenere costanti le prestazioni delle unità durante tutto il ciclo di vita.

Secondo Seagate, gli SSD Pulsar raggiungono prestazioni di picco fino a 30.000 IOPS in lettura e 25.000 in scrittura. In lettura sequenziale si toccano i 240 MB/s, mentre in scrittura sequenziale i 200 MB/s.

Dall’accordo con Samsung e dalla scarsa eco mediatica, sembra che la gamma Pulsar non abbia rivoluzionato il mercato degli SSD come si aspettava Seagate. L’azienda, al vertice del mercato degli hard disk (in un testa a testa con Western Digital), non ha ancora trovato la medesima fortuna in quello degli SSD.

Tuttavia, nonostante questo nuovo tipo di soluzioni per l’archiviazione dati siano sulla bocca di tutti, il mercato ha ampi margini di crescita ed è ben lontano dall’avere un chiaro dominatore, nonostante aziende come Intel o la stessa Samsung siano in vantaggio sulla concorrenza.