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Silk Road chiuso, TOR e crittografia inutili

Il processo Silk Road fa emergere alcuni dettagli interessanti sulle operazioni che hanno portato alla chiusura del sito e all'arresto di Ross Ulbritch, sospettato di essere Dread Pirate Roberts. Un agente ha lavorato sotto copertura per due anni.

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Avatar di Valerio Porcu

a cura di Valerio Porcu

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 15/01/2015 alle 12:16 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:53
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Silk Road è stato a lungo un mercato online per comprare droghe di ogni genere, qualche volta armi. Si è detto persino che ci si poteva trovare un sicario a poco prezzo, ma il Federal Bureau of Investigation (FBI) lo ha chiuso lo scorso ottobre, arrestando contestualmente Ross Ulbritch e accusandolo di essere il famoso e famigerato Dread Pirate Roberts.

Non è stata un'operazione semplice, e ha richiesto pianificazione, meticolosità e anni di lavoro. C'è materiale per un film memorabile, che come protagonista potrebbe avere Jared Deryeghiayan, agente che ha lavorato sotto copertura per ben due anni infiltrandosi nello staff di Silk Road.

Ross Ulbritch

Ross Ulbritch in tribunale

All'inizio non si sapeva nulla Dread Pirate Roberts, poi, pian piano, gli agenti si sono convinti che fosse Ross Ulbritch. Ma non era sufficiente: bisognava arrestarlo mentre stava usando il suo portatile senza dargli il tempo di bloccare l'hard disk con la crittografia. Deryeghiayan ha avuto un ruolo centrale: il piano, poi realizzato alla perfezione, era spingere Ulbritch a loggarsi in un contesto che consentisse l'intervento. 

Dopo una lunga attesa, lo scorso ottobre appunto, la trappola è scattata. Deryeghiayan ha avviato una chat tramite TOR con Ulbritch, e ha tenuto aggiornati i suoi colleghi sul suo stato online. Alle 14.47 l'utente "dread" è scomparso hanno capito che Ulbritch stava uscendo di casa, ma non era ancora il momento di muoversi: Deryeghiayan e l'agente Tom Kiernan cominciano a pedinare Ulbritch.

Glen Park Public Library

Glen Park Public Library, San Francisco

Il sospettato prima sceglie un bar ma, forse per la troppa folla, si sposta in una biblioteca, la Glen Park Public Library di San Francisco. Prende posto nella sezione dedicata alla fantascienza e riapre il portatile; altri agenti lo hanno seguito ma hanno l'ordine di aspettare, bisogna dare il tempo a Deryeghiayan di fare la sua parte. Alle 15.08 "dread" torna online, tornando nel canale di chat dedicato allo staff di Silk Road. Ancora non basta però: a questo punto Deryeghiayan, nei panni del moderatore "cirrus", chiede a "dread" di controllare un messaggio sul forum di Silk Road.

Ci vuole qualche secondo, poi "dread" chiede "ok, quale messaggio". Ora c'è la certezza che Ulbritch è loggato con il suo account su Silk Road e tutti i dati sono accessibili. Deryeghiayan dà luce verde e gli agenti intervengono: prima il portatile poi l'uomo, ma tutto in qualche secondo.

Tutte le informazioni raccolte serviranno ora a dimostrare che Ulbritch è effettivamente Dread Pirate Roberts. Finora Ulbritch si è difeso affermando che il vero Dread Pirate Roberts ha creato false prove per incriminarlo. Il suo avvocato, Joshua Dratel ricorda che Dread Pirate Roberts è una persona che ha difeso la propria vera identità con una cura maniacale, il che sarebbe in contrasto con la scelta di scegliere una biblioteca pubblica per comunicare. "Affermare che Ross e Dread Pirate Roberts sono la stessa persona è una contraddizione tanto evidente che sfida il senso comune", secondo Dratel.

Vedremo se Ross Ulbritch riuscirà davvero a dimostrare la sua tesi, ma una cosa è già stata dimostrata: usare le migliori tecnologie che si hanno a disposizione per mantenere l'anonimato e vivere nell'ombra digitale può aiutare ma non è una garanzia. Ulbritch forse ha compiuto un errore classico, quello di sentirsi troppo al sicuro, di pensare che i suoi avversari non avessero l'abilità e le competenze necessarie per trovarlo. Capita a tutti di sottovalutare gli altri dopotutto, anche se in certi contesti può rivelarsi un errore più grave che in altri. 

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L'esito del processo in ogni caso non è scontato, perché già in passato si sono espressi diversi dubbi riguardo la vera identità di Dread Pirate Roberts. Nel libro "Deep Web, La Rete Oltre Google. Personaggi, storie, luoghi dell'Internet profonda" per esempio, la giornalista Carola Frediani affronta anche questo argomento.

quella è una vicenda molto interessante, e nel mio libro cerco di spiegare perché. Non so se Ross Ulbricht sia davvero il fondatore e boss di Silk Road, certo il suo profilo non è quello di un boss di un cartello della droga. D'altra parte l'accusa sembra avere molti indizi contro di lui. Se diamo per buona questa ipotesi vuol dire che ci troviamo di fronte a un fenomeno nuovo, in cui mercati di questo tipo sono creati da giovani "di belle speranze", imbevuti di cultura tech, hacker e open source, con un forte credo in idee libertarie, che vanno dall'anarchismo classico fino all'anarcocapitalismo. Ci sarebbe da fare uno studio di storia delle idee solo su questo aspetto.

Ecco, e allora forse il caso di Ross Ulbritch ha forse un valore simbolico che è ancora più importante della questione Silk Road. Dread Pirate Roberts potrebbe essere il segnale di quel nuovo fenomeno suggerito dalla giornalista, di una nuova epoca nella quale anche giovani dal passato "pulito" possono tentare di diventare un moderno Scarface. Bastano un po' di competenze, gli strumenti giusti e la necessaria determinazione dopotutto. 

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