Storage

SSD con memoria ReRAM, una partnership per renderli realtà

Quando si parla di SSD si pensa, correttamente, alla memoria NAND flash, anche se di recente Intel e Micron hanno introdotto la nuova memoria 3D XPoint con le soluzioni Optane. La natura di questa memoria non è ancora chiara, anche se si pensa si tratti di un qualche tipo di soluzione PCM (Phase Change Memory).

In corso però ci sono diversi tentativi di usare un altro tipo di memoria persistente, la resistive random access memory (ReRAM). Si tratta di una soluzione non volatile che funziona variando la resistenza di un materiale dielettrico a stato solido spesso definito memristore. In poche parole se con la memoria tradizionale il dato è immagazzinato in una carica elettrica, con la ReRAM abbiamo una tensione applicata a uno stack di memoria. Questa tensione crea un cambiamento di resistenza che permette al dato di essere registrato (sempre sotto forma di 0 e 1) in memoria.

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La ReRAM è interessante perché garantisce minore latenza in lettura e prestazioni di scrittura maggiori. Nelle scorse ore Mobiveil Inc. e Crossbar Inc. hanno annunciato che collaboreranno per portare la ReRAM all'interno di un SSD. La collaborazione prevede la "fusione" delle proprietà intellettuali di Mobiveil sugli SSD NVMe con il know how di Crossbar sulla ReRAM. L'obiettivo, stando a quanto riportato da EETimes, è "offrire 10 volte più di IOPS con un decimo della latenza degli SSD NVMe basati su memoria NAND, al fine di velocizzare l'accesso a informazioni richieste di frequente nei grandi datacenter".

Sylvain Dubois, dirigente di Crossbar, ha spiegato che la collaborazione non prevede solo SSD, ma anche NV-DIMM (memorie da inserire negli slot DIMM che, a differenza delle RAM, possono conservare dati in assenza di energia), definite "la naturale evoluzione di quanto stiamo facendo con gli SSD".

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"Il beneficio principale di usare la ReRAM in un SSD è che riduce la complessità del controller di archiviazione rimuovendo una gran parte degli accessi in background alla memoria necessari per la garbage collection. Garantisce inoltre una cancellazione indipendente eliminando la necessità di integrare grandi insiemi di memoria nei progetti".

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Né Mobiveil né Crossbar realizzeranno e porteranno sul mercato SSD o NV-DIMM. Piuttosto, svilupperanno ciò che serve affinché altri possano realizzare delle soluzioni. Non è chiaro quindi quando vedremo questi SSD basati su ReRAM, né chi sarà a realizzarli. Di certo inizialmente saranno molto costosi, cosa che andrà a ridurne l'appeal sul mercato, anche per i colossi in cerca di migliori prestazioni per i propri datacenter.

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I vantaggi delle ReRAM – clicca per ingrandire

Secondo Jim Handy, principale analista di Objective Analysis, "gli SSD con 3D NAND non sono in pericolo. Saranno molto più economici rispetto a qualsiasi cosa basata sulla ReRAM di Crossbar". Secondo Yau Kae Sheu della "fonderia" UMC le ReRAM troveranno maggiore applicazione in dispositivi indossabili e di Internet of Things dove è richiesta una minore densità di memoria.


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