Software

Zoom, la crittografia end-to-end non ci sarà nelle chiamate gratuite

Zoom non utilizzerà la crittografia end-to-end per le chiamate gratuite: ad affermarlo è il CEO della compagnia, spiegando che l’interesse è quello di collaborare con le forze dell’ordine quando necessario. Sui social network la notizia non è stata presa di buon occhio, soprattutto in questo delicato momento storico in cui la polizia statunitense è vista come “nemico” dai tantissimi partecipanti alle proteste sul suolo americano.

Eric Yuan, CEO di Zoom, ha confermato in una dichiarazione riportata dai colleghi di Engadget che la piattaforma non utilizzerà la crittografia end-to-end per le chiamate effettuate con account gratuiti. Le chiamate per gli utenti premium saranno quindi più sicure mentre gli utenti non paganti dovranno avere a che fare con un livello di sicurezza più basso. Yuan, in seguito a queste dichiarazioni, ha sollevato un gran polverone sui social media ed è stato addirittura accusato da alcuni utenti di “inginocchiarsi alle forze di polizia”.

A chiarire la questione è intervenuto Alex Stamos, consulente per la sicurezza di Zoom, il quale ha dichiarato che le affermazioni di Yuan non sono state sufficientemente precise. Stamos ha iniziato un lungo thread su Twitter nel quale spiega esattamente come stanno le cose e qual è il punto di vista dell’azienda riguardo la sicurezza e la collaborazione con la polizia. In questo thread, spiega che Zoom non registra le riunioni in silenzio o senza consenso e non monitora in modo proattivo i contenuti dei meeting virtuali.

L’attuale decisione del management di Zoom è di offrire E2EE (crittografia end-to-end) agli account business e enterprise, non al limitato livello self-service gratuito” ha affermato Stamos. Il bilanciamento tra sicurezza, privacy, funzioni a pagamento e collaborazione con le forze dell’ordine è complesso.

L’idea è quella di limitare l’abuso fatto della piattaforma Zoom gratuita per un motivo molto semplice: molti malintenzionati utilizzano account gratuiti e indirizzi email “usa e getta” per condurre attività illegali sfruttando la piattaforma. Una crittografia meno sicura permetterebbe a Zoom di collaborare più facilmente con le forze dell’ordine per identificare e punire questo tipo di comportamento.

Mentre tutti condividono l’idea che prevenire comportamenti scorretti e abusi sia importante, a giudicare dall’indignazione insorta sui social, sembra che molti credano che il rischio giustifichi questo tipo di soluzione.

Voi utilizzate Zoom? Siete anche voi preoccupati della sicurezza dei vostri dati e della vostra privacy utilizzando la piattaforma?

Alla ricerca di una suite di sicurezza completa per i vostri PC? Kaspersky Internet Security 2020, licenza di un anno per 3 dispositivi, è in sconto su Amazon.